Una suggestiva, originale realtà unitaria, Il coraggio di illuminare le città, Bergamo Brescia, Capitale della Cultura Italiana 2023 , al Teatro Donizetti di Bergamo e al Teatro Grande di Brescia.

da Pietro Cusati

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2022  un forte segnale di unità e di innovazione è stato lanciato da : Procida,la cultura non isola,  unisce e moltiplica. È una forza dei campanili quella di saper unire e non dividere le energie.Bergamo e Brescia  non si sono  fermate,la cultura è una grande ricchezza,apertura della cerimonia inaugurale di Bergamo Brescia Capitale della Cultura Italiana 2023 , al Teatro Donizetti di Bergamo e al Teatro Grande di Brescia ,con  l’esecuzione dell’inno nazionale da parte del  coro di voci bianche,da Brescia, con un’introduzione di Gianluigi Trovesi al clarinetto, da Bergamo e successivamente.  il pianista Danilo Rea, unitamente al soprano Laura Ulloa, che hanno eseguito  brani del repertorio donizettiano. Un’unica cerimonia istituzionale con due palcoscenici, venerdì 20 gennaio 2023,il pubblico di ciascun teatro Donizetti di Bergamo e teatro grande di Brescia ha potuto seguire attraverso grandi ledwall ciò che  accadeva  nel teatro dell’altra città. La scaletta si è snodata in alternanza tra i palcoscenici di Bergamo e Brescia ,con  gli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni, i Sindaci di Bergamo e di Brescia, Giorgio Gori ed Emilio Del Bono, le due assessore alla Cultura, Nadia Ghisalberti e Laura Castelletti; il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana; il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano (da Bergamo); il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (da Brescia). Il 2023 è l’anno di Bergamo Brescia, nominate Capitale italiana della Cultura,in seguito al difficile periodo vissuto  durante la pandemia. ‘’Due straordinarie province  di quel grande giacimento di storia e di creatività che questa terra, nel tempo, ha sviluppato .La cultura non è un ambito separato dell’attività umana, quasi un suo sovrappiù. È il sapere conquistato dall’esperienza.È il pensiero che si costruisce nello studio, nel confronto, nella ricerca, nel lavoro.È l’emozione di rappresentare la vita, è un arricchimento dei valori che caratterizzano l’umanità.Brescia e Bergamo ne sono un esempio con le loro virtù civiche di ieri e di oggi.Città duramente colpite dalla prima ondata della pandemia, quando un virus aggressivo e sconosciuto ha mietuto, nel nostro Paese, decine di migliaia di vittime.E hanno saputo reagire, dando vita, e alimentando quel modello di solidarietà che ha consentito di affrontare la crisi.Nell’anno trascorso abbiamo vissuto il sollievo della ripartenza ‘’.Lo ha sottolineato ,nel suo intervento,il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La cultura, la conoscenza, le arti, in tempi così difficili come quelli che attraversiamo, si ergono, ancora una volta, come irrinunciabili punti di riferimento. La cultura è anche coraggio di superare presunti antagonismi, di scavalcare muri, di uscire dagli schemi. ‘’Voi raccogliete, nel Nord del nostro Paese, lo stesso testimone di Procida; a conferma dell’unità che rafforza l’Italia.Quando, all’Assemblea costituente, si discusse se inserire la promozione della cultura tra i principi fondamentali della nostra Carta, non mancarono dubbi e qualche resistenza.Ma la Repubblica si assunse solennemente questo impegno, quel compito.E comparve l’articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”.“Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Vi si è, da recente, aggiunta la difesa dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi. Il procedere della nostra storia ha dimostrato quanto il peso e il valore della cultura siano divenuti determinanti per il progresso del nostro popolo’’. ‘’La cultura è strettamente connessa con la libertà: di studio, di ricerca, di espressione del proprio pensiero. Ce lo ricorda – ancora una volta – la Costituzione. L’arte e la scienza sono libere, recita l’articolo 33; mentre l’articolo 21 dispone il diritto di manifestare liberamente il proprio pensier

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