Muddy Waters: l’astro del Delta Blues

dal dr. Vincenzo Mele (giornalista)

Sono passati esattamente quarant’anni da quando McKinley Morganfield, in arte Muddy Waters, spirò settantenne a Westmont, nell’Illinois.
Nato nel profondo Mississippi, Muddy Waters è, secondo il Rolling Stone, tra i cento migliori chitarristi, ha inciso i suoi migliori album con la celebre “Chess Records”, i cui eventi verranno narrati nella pellicola «Cadillac Records».
Pioniere del Delta Blues, trovò il suo apice a Chicago, una delle culle del genere musicale nella quale altri artisti come Little Walter, Bo Diddley ed altri ancora riuscirono ad affermarsi.
Tra i suoi grandi successi spiccano “Hoochie Coochie Man”, “I’m a King Bee”, “Mannish Boy”, “Rollin’ stone” e “Got my mojo working”.
Waters con la sua voce roca, i suoi giri armonici e il suo stile d’approccio alla sei corde ha ispirato artisti come Jimi Hendrix e i Canned Heat e band inglesi come i Yardbirds, i Led Zeppelin e soprattutto i Rolling Stones; con questi ultimi Muddy Waters interpretò “Baby please don’t go” in un’esibizione al Checkerboard Lounge di Chicago nel 1981.
Per far comprendere quanto sia stato un importante punto di riferimento, Brian Johnson degli AC/DC, dichiarò in un’intervista che si ispirò alla hit “You shook me” per comporre le parole di “You shook me all night long”, contenuta nell’album “Back in black”.

 

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