ALTA VELOCITA’: Un giovane di Montesano s. M. si laurea in architettura e progetta una scintillante stazione ferroviaria per l’alta velocità a Buonabitacolo

 

 

da Nicola Femminella

(docente – storico)

 

Uno scorcio della stazione ferroviaria dell'arch. Rotella

MONTESANO S/M. (SA) – Una bella notizia ha attenzionato in questi giorni coloro che scrutano i mezzi di informazione alla ricerca di buone novelle riguardanti il nostro amato Cilento. Un giovane di Montesano sulla Marcellana, Giuseppe Rotella, ha conseguito la laurea in Architettura presso l’Università di Firenze con 110 e lode, discutendo una tesi di laurea su un progetto da lui ideato e redatto relativo alla stazione ferroviaria per l’Alta Velocità, che le Ferrovie dello Stato dovranno costruire a Buonabitacolo, nel Vallo di Diano. Tale scelta è scaturita da un deliberato personale del giovane che tra mille opzioni ha deciso di scegliere l’argomento, che con maggiore forza si è imposto alla sua mente. Lo ha fatto convinto che una struttura di tale importanza, necessariamente dovrà apportare un contributo tangibile e significativo ai processi di crescita sociale ed economica che da tempo si auspicano per il territorio in cui è nato e dove ha trascorso gli anni della sua adolescenza. Gli auguro tanta fortuna e luminosi successi nella professione che si accinge a esercitare. Da parte mia sottolineo il messaggio che deriva da tale circostanza. Il neo laureato rivolge lo sguardo al nostro Cilento, per studiarne le risorse e le occasioni di cambiamenti possibili, che possono avvenire rispetto ad alcuni fermenti attivati da finanziamenti mai così corposi prima. Utilizzati nella maniera giusta, qualche raggio di sole potrebbe riscaldare il gelo della nostra atavica rassegnazione. l’Alta Velocità, è una occasione concreta che interessa i destini futuri di parte del Cilento. Vengano portati a termine nel più breve tempo possibile i lavori occorrenti per vedere le Frecce Rosse tagliare l’aria nella nostra vallata! Scompaiano le divisioni e le lotte, perché essa non può zigzagare per servire tutti i comprensori del Cilento e si pensi piuttosto a come utilizzarla come strumento di promozione delle nostre terre e incentivo forte per renderle unite e coese. Per tali motivi l’architetto Rotella ha costruito una stazione che non dovrà essere adibita solamente a momenti occasionali per i viaggiatori: comprare il biglietto o sostare sulla banchina perché salga o scenda il passeggero nostrano.

L'arch. Rotella mostra il suo progetto

Ma, piuttosto che dilungarmi sull’argomento, è certamente utile riportare le parole che Giuseppe mi ha riferito in una conversazione che ho avuto il piacere di scambiare con lui, ponendogli alcune domande.

 

D. Quali sono stati i motivi ispiratori che ti hanno indotto a scegliere la stazione ferroviaria dell’Alta Velocità nel Vallo di Diano per la tua tesi di laurea?

R. Alla base della scelta per la tesi di laurea sul progetto della stazione nel Vallo di Diano c’è innanzitutto la volontà di pubblicizzare il mio territorio al di fuori di esso, in quanto la laurea è avvenuta all’Università degli studi di Firenze, e fatta qualche piccola eccezione, come la Certosa di Padula e le grotte di Pertosa, questo risulta essere abbastanza sconosciuto. Ma sappiamo molto bene quanti e quali potenzialità il nostro territorio può presentare. Inoltre il tema della stazione e più in generale un collegamento ferroviario veloce/comodo con il resto di Italia è un tema che mi sta molto a cuore data la mia esperienza personale vissuta durante la mia infanzia e che per mancanza di tali collegamenti ha sempre obbligato me e la mia famiglia a fare tanti km in macchina. Dunque una volta confermata da RFI l’ipotetico passaggio ferroviario e il lotto di destinazione della stazione, mi sono convinto della scelta di improntare la mia laurea sulla stazione nel Vallo di Diano, coadiuvata anche dalla spinta da parte dei miei genitori che sono stati a favore di questo tema rispetto a tutti gli altri.

D. Quale apparato concettuale comunica il tuo progetto?

R. “Oculus” è il nome che ho voluto dare al progetto, poiché grazie alla sua iconica forma circolare, esso prende proprio le sembianze di un occhio rivolto a dare un nuovo sguardo, un nuovo punto di vista sul Vallo di Diano, un territorio che ha bisogno di essere riscoperto e che grazie a questo progetto ha la possibilità di avere una nuova spinta per il futuro. Alla base del progetto c’è il concetto di massima fruibilità, ottenuto grazie al sollevamento da terra dell’edificio che posiziona la mia stazione nella categoria di “stazione a ponte” (es. stazione Tiburtina a Roma), presentando una pianta libera che direziona il viaggiatore direttamente all’accesso dei binari, vero fulcro del progetto. I prospetti completamente vetrati garantiscono uno sguardo a 360 gradi su tutta la valle, permettendo di volgere lo sguardo su tutto il contesto circostante. La struttura presenta una corte interna di richiamo a quella della Certosa, con l’intento di andare a ricreare un microcosmo all’interno del macrocosmo che è il Vallo di Diano; un altro richiamo al paesaggio del Vallo lo ritroviamo sulla copertura delle pensiline, decorate con tetti verdi e arricchite di specie floreali riprese dalla Valle delle Orchidee di Sassano. Infine, l’edificio presenta in copertura più di 2000 pannelli fotovoltaici, che garantiscono l’autosufficienza energetica, oltre a produrre acqua calda, evitando l’utilizzo di caldaie a metano. Così facendo si azzera la produzione di CO2 e garantisce i più alti standard di ecosostenibilità.

D. Ho apprezzato molto il tuo richiamo all’unità delle comunità del Vallo, indispensabile per la sua crescita anche economica. In che modo “la tua stazione” è funzionale a tale obiettivo, anche per me primario?

Una delle vecchie stazioni della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro

R. Il punto più importante di questo progetto è che questa stazione non funge soltanto da punto di arrivo e di partenza per il viaggiatore, ma è rivolto soprattutto agli abitanti del Vallo di Diano e alla crescita della collettività e della socialità, grazie all’inserimento di alcune funzioni come aule co-working, biblioteca, auditorium e alcuni spazi destinati alle start-up locali che si vanno ad aggiungere alle classiche funzioni ricettive, come quelle di bar e ristorazione. L’obiettivo è di guardare al futuro dell’economia dei paesi circostanti e, soprattutto, di dare uno spazio polifunzionale rivolto ai giovani, ma in generale agli abitanti del Vallo. Creare dunque un nuovo ritrovo che possa ovviare al problema principale presente nel nostro territorio, ovvero la sua frammentazione, sia territoriale che ideologica.

Questa potrebbe essere la svolta definitiva per la ripartenza del nostro territorio e dovremmo lavorare tutti insieme, andando nella stessa direzione, per fare sì che questo possa avvenire senza complicazioni, correndo il rischio di vederci sfumare questa grande opportunità.

 

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