Salerno, Tommasetti: “Il nuovo stadio? L’ennesimo libro dei sogni”

da Prof.re Aurelio Tommasetti

 

 

 

 

 

 

 

Il progetto Arechi è il solito libro dei sogni di De Luca”. Aurelio Tommasetti, consigliere regionale della Campania della Lega, non fa sconti dopo la presentazione del piano per realizzare il nuovo stadio e invita a diffidare dell’apparenza.

 

Conosciamo il metodo del governatore e a Salerno non è certo una novità. La verità è che non ci si stanca di prendere in giro i cittadini, e in questo caso gli appassionati di sport. Lo si fa presentando il solito plastico e annunciando con toni trionfalistici un’opera faraonica da quasi 100milioni (e i costi, a detta dello stesso De Luca, potrebbero aumentare), ma guarda caso mantenendo la solita vaghezza sui tempi di realizzazione”.

Il consigliere regionale osserva: “Questo progetto è il simbolo della propaganda deluchiana, dallo sport alla sanità. E non è certo un caso che nella simulazione presentata ieri accanto allo stadio appaiano in bella mostra anche il palazzetto dello sport e il nuovo ospedale Ruggi d’Aragona. Altre opere spacciate per rivoluzionarie ma che per ora stentano a decollare. Il palasport in particolare è ormai una leggenda metropolitana che periodicamente viene riproposta come se la gente perdesse la memoria. Il mio timore è che il nuovo Arechi abbia lo stesso destino”.

La chiosa di Tommasetti è politica: “A ben vedere l’evento di ieri ha finito per ritorcersi contro De Luca, tra il pesante forfait della Salernitana e le perplessità che tanti tifosi e appassionati stanno manifestando in queste ore sullo “stadio dei sogni”. E’ evidente la frattura che si è creata tra il governatore e un’opinione pubblica che un tempo lo acclamava in massa. Ci chiediamo poi che fine abbia fatto il Comune di Salerno, che ancora una volta ha preferito farsi da parte lasciando la scena al “vero” sindaco. E restando in tema di rapporti istituzionali, stupisce che il governatore chieda a Prefetto e Questore di impegnarsi di più: speriamo non intenda mettere bocca persino sulla gestione dell’ordine pubblico”.

 

 

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