P.S.I.: un problema c’è ?

 

Aldo Bianchini

PADULA / SALERNO – Qualche settimana fa l’ex ministro per le aree urbane on. avv. Carmelo Conte (socialista doc) in risposta ad un mio articolo (pubblicato il 18 novembre scorso sotto il titolo “PSI: reunion per il futuro o preistorico amarcord ?) mi ha scritto testualmente: “Certo si può inventare di tutto, ma c’è un limite;  soprattutto lascia in pace il PSI, quello che è esistito intendo”.

Ho raccolto la reprimenda dell’ex ministro, come già gli ho scritto riservatamente, sul piano squisitamente personale sperando di non contraddirmi mai anche perché Carmelo Conte è stato per me un leader assoluto (e lo è tuttora); sul piano politico, però, non sono d’accordo con la sua visione di una possibile futura reunion delle tante anime del partito socialista in quanto coloro i quali dovevano recitare la parte dei “grandi vecchi” vorrebbero la scena principale e coloro i quali, invece, dovevano rappresentare la “nuova generazione” non hanno mai fatto tesoro delle esperienze dei predecessori.

In pratica ed in estrema sintesi il PSI non cresce perché i vecchi non vogliono i nuovi e i giovani non vogliono i vecchi, neppure come attenti consiglieri.

Se dire questo provoca un forte invito a lasciare in pace il PSI è la conferma che per davvero quel partito socialista che è esistito non ritornerà mai più ad esistere.

Naturalmente non mancano i tentativi, dall’una e dall’altra parte, di pacificazioni strumentali – locali e di necessità; ma la storia ci insegna che la necessità non è mai una buona virtù.

Difatti se il segretario nazionale avv. Enzo Maraio va a Napoli alla  reunion dei “grandi vecchi”, questi ultimi non vanno alla rievocazione della famosa direzione nazionale craxiana del PSI tenutasi a Padula il 16 dicembre 1981 (in verità non c’era nemmeno il segretario nazionale impedito, è stato detto, da problemi di tempo per raggiungere Padula da Firenze dove aveva partecipato ad un convegno), dove forse per caso c’era l’ex parlamentare europeo Enzo Mattina che invece a Teggiano non era stato neppure invitato.

Ma a Teggiano c’era Carmelo Conte per rievocare la figura dell’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini, ma non c’era l’ex parlamentare europeo Enzo Mattina (che non era stato neppure invitato) e non c’erano né il segretario nazionale Maraio e neanche uno dei vecchi che avevano preso parte alla reunion di Napoli dove, però, Maraio era stato presente per parlare di politica conciliante anche se i vecchi, forse, pensavano soltanto a qualche candidatura di stramacchio.

E allora, amici lettori, ditemi Voi se c’è o meno un problema che assilla il PSI; per la cronaca questo problema lo vediamo anche nel consiglio comunale di Salerno dove lo schieramento del partito presenta un documento a firma dei consiglieri Di Popolo – Willburgher e Avella (inerente la possibilità di internalizzare la manutenzione del verde pubblico con la partecipazione di una società mista … come dire: “Ritorno al passato delle Coop) senza tener conto che quel documento potrebbe essere letto anche come un atto di dissenso verso l’assessore Massimiliano Natella che è parte integrante del PSI. Naturalmente il documento è stato concordato da tutto il partito, ma il riflesso potrebbe essere comunque negativo.

Di errori ne sono stati commessi a iosa anche dai giovani socialisti; vale la pena di ricordare l’affronto elettorale contro il compianto Antonello Di Cerbo e quello di aver praticamente fatto fuori dal partito Giovanni Guzzo che porta con se un valore inestimabile di credibilità tra la gente; tanto è vero che nei giorni scorsi è risultato essere il primo eletto alle elezioni provinciali del 20 dicembre.

Strategie che spesso cozzano violentemente con la logica che dovrebbe essere la caratteristica principale, se non unica, del fenomeno “politica”.

Da vecchio e convinto socialista quale penso di essere stato, e di esserlo ancora, non posso non mettere in evidenza questi fatti che assommati creano il grande problema interno del PSI.

 

 

One thought on “P.S.I.: un problema c’è ?

  1. Rimanendo in tema di grandi vecchi, da tempo circola un’indiscrezione che col trascorrere dei giorni va trasformandosi in un dato politico reale. A mio avviso gravissimo ed oltraggioso per tutta la comunità valdianese. In occasione delle amministrative 2024 che coinvolgeranno il comune di San Pietro al Tanagro, nessun esponente di rilevo dell’amministrazione uscente si ricandiderebbe perché questa sarebbe la volontà del padrone del vapore: Enrico Zambrotti! Ebbene sì! Alla veneranda età di 81 anni si appresterebbe a candidarsi Sindaco con una lista composta di suoi fedelissimi e per giunta senza avversari. Approfittando della vilta’, rassegnazione ed opportunismo della comunità locale. Un’ipotesi da contrastare in qualsiasi modo perché rappresenterebbe un clamoroso salto nel buio conoscendo la storia politica di questo personaggio. Sprezzante delle regole, insensibile al concetto di memoria storica e privo di qualsiasi visione politica, sarebbe un ‘offesa all’intelligenza di tutte quelle persone che credono alla politica nel senso ideale è culturale del termine. Sarebbe il suggello definitivo al degrado , l’apice di una decadenza senza fine di un territorio come quello del Vallo di Diano che meriterebbe ben altro che una simile sciagura

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