Signori si nasce

 

 

da Angelo Giubileo (avvocato – filosofo)

 

Ai tempi d’oggi, i video di tv, pc, telefonini hanno la capacità di rendere tutto uguale, omologare ogni immagine visiva, così che la realtà, densa e pesante – dal nostro quotidiano alle guerre ricorrenti – finisce per perdere di valore e significato.

Pertanto benvenuti agricoltori, che con i loro trattori hanno riempito e stanno riempiendo le vie e le piazze delle nostre città. Li vediamo davvero sfilare in corteo, li sentiamo davvero rivendicare il diritto di coltivare la terra e produrre beni comuni per tutti noi.

Ciò che è sempre stato così e di cui è detto nel racconto della Genesi: “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gn 2,15).

È così da millenni, da quando l’uomo da nomade è diventato stanziale e ha imparato a coltivare la terra e cibarsi, così e fino ad oggi.

Fino cioè a quando alcuni di quelli che Hegel aveva chiamato “padroni” hanno pensato alla costruzione di un Apparato scientifico-tecnologico e ad una vita artificiale che sostituisse le nostre vite naturali.

E allora benvenuti agricoltori, i principali “servi” di Hegel, che richiamano tutti noi alla realtà delle cose (!) e non all’internet delle cose (?).

Abbiamo dimenticato da dove veniamo, chi eravamo, chi siamo sempre stati. Molti “padroni” – burocrati, politici, finanzieri – mostrano di non prestare ascolto ai richiami della realtà ed alla realtà; alcuni perché dei “servi” non glien’è mai importato nulla, ma molti perché, divenuti nel frattempo “padroni”, hanno dimenticato quando erano “servi”. Così che diceva bene Antonio de Curtis, in arte Toto’: “signori si nasce, e io lo nacqui, modestamente”. Modestamente.

 

 

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