CASARANO – SALERNITANA

 

Da Nunzio La Rocca

SALERNO – Un  tempo per parte e la Salernitana divide con il Casarano la posta in gioco. Occasione persa o punto guadagnato ?  Se analizziamo la parte tecnica della prima frazione sono evidenti le amnesie difensive e la scarsa intensità del centrocampo che hanno consentito ad un Casarano non brillante di creare qualche preoccupazione. Il cattivo tempo ha reso il rettangolo di gara, già in precarie condizioni, ancora più difficile, con un pallone che non proseguiva mai un percorso lineare e la Salernitana ha sofferto sotto l’aspetto tecnico laddove serviva un approccio più pragmatico all’incontro. La coppia d’attacco del primo tempo non ha mai avuto la possibilità di incidere perché tra i due ed il centrocampo c’era un vuoto che la squadra non è mai riuscita ad occupare. Nel secondo tempo, con un rettangolo di gioco pesante ma compatto, complice anche il calo fisico degli avversari, la parte tecnica dei giocatori granata ha avuto la meglio sul Casarano. Gli innesti di Lagumina e Djamanca hanno visto un centrocampo che finalmente alza il baricentro e comincia a comprimere l’avversario creando numerose occasioni che potevano e dovevano aver miglior fortuna. Risultato giusto? Ai punti sarebbe stato complicato aggiudicare l’incontro. Ancora una volta siamo penalizzati da un errore arbitrale perché il fuorigioco di D’Ursi è inesistente ed il fallo di mano successivo chiaro come l’arcobaleno che si è affacciato sul Capozza. Tutti scontenti e sotto la doccia. Un discorso a parte la decisione del divieto di trasferta. Non si capiscono i metodi di valutazione che non poggiano le basi su nessuna evidenza di criticità. Il semplice gemellaggio con il Bari porta a possibili scontri con i tifosi del Lecce? La tifoseria Granata ed i tifosi tutti, in più occasioni hanno dimostrato equilibrio e maturità. Le trasferte dovrebbero essere analizzate alla luce di reali segnali di pericolosità con un incrocio di dati tra le forze dell’ordine presenti sul territorio ed in grado di monitorare eventuali “teste calde”. Ancora una volta si penalizza lo sport, la tifoseria e la voglia del popolo calcistico di essere vicini alla loro squadra.

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