il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

ALLUVIONI: “la battaglia dei rio”, dal Fusandola al Mercatello

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini 

SALERNO – I disastri ambientali di questi ultimi mesi hanno scaraventato il nostro Paese nell’eterno dilemma del diritto di progredire e il dovere di rispettare l’ambiente.

I dibattiti e le discussioni hanno ripreso vigore nel solco di una tradizione di chiacchiere che non ha un principio e neppure una fine.

Rimane, però, intatto il concetto secondo cui all’uomo tutto è possibile, dall’innalzare grattacieli incredibilmente alti a deviare addirittura i torrenti. Quest’ultima passione fin da quando, secondo la leggenda, un manipolo di fedelissimi soldati deviò momentaneamente il corso del fiume Busento (nella zona in cui si unisce al Crati) in Calabria per seppellire, e far scomparire per sempre, il suo amato re dei Visigoti “Alarico”, morto improvvisamente all’età di 40 anni nel 410 d.C.

Non solo le deviazioni forzate dei torrenti e dei fiumi hanno inciso sull’assetto naturale idrogeologico di quasi tutto il nostro Paese, c’è stata anche l’incuria di tutti noi connessa alla mancanza autorevole dello Stato che ha, comunque, consentito una cementificazione selvaggia e spesso incredibilmente fuori da ogni logica prima ancora che delle leggi.

A Salerno la situazione non è migliore rispetto ad altre zone d’Italia; qui addirittura si è arrivati ad alcune sentenze giudiziarie che hanno mandato assolti i presunti responsabili degli scempi ambientali, addirittura con la deviazione di almeno due aste torrentizie e la copertura innaturale di molte altre.

Ho scritto diverse altre volte su questo grave problema che si trascina da decenni, almeno fin dall’epoca della “grande alluvione” del 25 ottobre 1954.

Salerno, dal punto di vista orografico e  idrogeologico, é una cittá molto particolare; é stretta dalle colline e dal mare e il suo territorio é attraversato perpendicolarmente da diverse aste torrentizie che, come una gigantesca e naturale opera di regimentazione delle acque, portano verso il Tirreno tutta l’acqua piovana estremamente pericolosa per l’assetto idrogeologico del territorio. Detto questo, va da se capire quanto sarebbe stato importante lasciare quanto piú é possibile le cose cosí come madre natura le aveva create. Ma così non è stato ed a Salerno abbiamo assistito, come dicevo, alla deviazione di due aste ed alla copertura di quasi tutte le altre (una decina in tutto). La politica nostrana ha dimostrato da sempre come si fa e cosa si fa per fare il contrario di quanto andrebbe fatto. Parlo delle aste torrentizia deviate.

·         Rio Fusandola: è stato nel 1954 una delle principali concause della grande alluvione che produsse oltre 300 morti e centinaia di feriti. Da qualche anno è stato prima deviato nella zone alle spalle del Teatro Verdi pochi metri dopo la sua caduta verso il piano mare sotto la discesa (per rendere l’idea) di Via Monti, in quel luogo di caduta si crea una specie di stretto imbuto con deviazione strozzata che ha consentito di poter edificare la Piazza della Libertà dinanzi al Crescent. E’ vero che alla foce è stato allargato e rinforzato ma così, forse, è stata creata una nuova pericolosità idrogeologica nel senso che da un imbuto stretto le acque potrebbero velocizzare la loro precipitazione con grave pericolo di implosione. Ma la magistratura ha detto che tutto va bene.

Rio Mercatello: Detto rio, in origine, scendeva tranquillo verso il mare ed attraversava alcuni terreni di proprietà della famiglia del compianto ingegnere Ernesto Ricciardi. Diversi anni fa venne fuori l’esigenza di costruire la grande caserma provinciale dell’Arma dei Carabinieri proprio su quei terreni; detto fatto venne deviato il corso del torrente e la caserma fu edificata. Capirete bene come l’intera struttura sia sorta su una zona ad altissimo rischio idrogeologico; difatti più di una volta i piani terra della caserma è stata allagata dalle acque del Rio Mercatello. Secondo alcuni altri scienziati, perché nel nostro Paese ci sono sempre almeno due correnti di pensiero, venne creata tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 una specie di “bomba eco-idrogeologica” dagli esiti futuri assolutamente imprevedibili. Fortunatamente fino ad oggi non é accaduto niente, la speranza é che non accada mai niente ma la Caserma e l’intera zona circostante potrebbero essere state esposte ad un rischio elevatissimo.

·         Sondaggio:  Alcuni anni fa, nel 2013, da questo giornale lanciammo un appello-sondaggio sulla tutela delle aste torrentizie e sulla problematica del Fusandola; risposero oltre 1000 lettori che nell’80% dei casi manifestarono tutta la loro preoccupazione per la mancata tutela ambientale dei torrenti cittadini e sui rischi di pericolo in danno di tutta la cittadinanza. Non è cambiato niente e si va avanti sempre nella stessa direzione,

 

1 Commento

  1. Non vorrei con questo mio commento ingenerare il sospetto di una difesa della categoria.
    Ma sono certo che qualsiasi progettista di opere attinenti l’acqua non può prescindere (nè si astiene dal farlo) dall’osservanza delle leggi dell’draulica. La teoria in materia è rigorosa e richiede competenza e conoscenze specifiche nell’applicarla.
    L’insegnamento leonardesco che lo studio delle acque debba avvalersi anche degli apporti conoscitivi che scaturiscono dalla pratica rafforza il convincimento che il settore, se affidato e trattato con le dovute competenze, non può dare luogo a realizzazioni non rispondenti alla normativa e al rispetto della buona regola dell’arte, con tutti i ragionevoli margini di sicurezza e di prevedibile futura crescita.
    Ciò premesso, ritengo improbabile che il reale andamento dell’alveo deviato del Fusandola sia quello delineato nella figura inserita in testa a questo articolo: al di là di ogni altra considerazione di buona tecnica costruttiva, è semplicemente fuori ogni logica di buon senso inserire un angolo retto nell’andamento di un corso d’acqua, sia pure di portata limitata e prevalentemente stagionale.
    Quanto alla sezione allargata realizzata alla foce, da un altro punto di vista si potrebbe dire che ora si è creato un estuario artificiale, di cui esistono numerosi esistono così configurati in natura.
    Quanto al richiamo alla disastrosa alluvione del 1954, di cui il Fusandola viene ritenuto una concausa, devo ripetermi per essere già intervenuto sull’argomento. Risulta che l’esondazione, pur con la configurazione del torrente che all’epoca non aveva subito modifiche, avvenne soprattutto a causa di insormontabili ostruzioni vegetali presenti nel tratto a monte, da anni non ripulite per incuria e per deplorevole mancanza di periodica manutenzione. La geometria del torrente a valle fu quasi certamente ininfluente e quindi diventa aleatorio ipotizzare se l’attuale deviazione possa avere peggiorato o migliorato la situazione.
    Ciò di cui occorrerebbe massimamente preoccuparsi è se esiste un efficace piano di manutenzione di tutto il percorso del torrente da monte a valle, con previsione di sfalcio periodico della vegetazione nei tratti a vista e di accurata pulizia da detriti e rifiuti vari nei tratti interrati.
    Soprattutto che non ci sia un burocratico palleggiamento di responsabilità fra enti e conseguenti ritardi negli interventi da attuare.

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