il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

E’ morta l’attrice Sandra Milo,fra le più popolari della storia del nostro cinema, aveva compiuto 90 anni,più di 70 film al suo attivo.

da Pietro Cusati ( Giurista- Giornalista)

 

 

 

 

 

 

 

Musa dei capolavori di Fellini e non solo,l’attrice  fra le più popolari della storia del nostro cinema, Sandrocchia, come la chiamava il regista Federico Fellini, Sandra Milo, all’anagrafe  Salvatrice Elena Greco, era nata a Tunisi l’11 marzo 1933.  Più di settanta film al suo attivo , da Roberto Rossellini , da Sergio Corbucci a Federico Fellini, da Luigi Zampa a Dino Risi, da Luciano Salce a Duccio Tessari, da Pupi Avati a Gabriele Salvatores ,a Gabriele Muccino. Il primo ruolo importante arrivò nel 1959 con ‘Il generale Della Rovere’, per la regia di Roberto Rossellini, in cui interpretava il ruolo di una prostituta al fianco di Vittorio De Sica. Un ruolo analogo fu quello ricoperto poi l’anno dopo in ‘Adua e le compagne’ di Antonio Pietrangeli. È poi protagonista con Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni nel film ‘Fantasmi a Roma’ di Pietrangeli. Nel 1962 torna al cinema con ‘Il giorno più corto’ di Sergio Corbucci, dove recita con Totò , Eduardo e Peppino De Filippo, Jean-Paul Belmondo, Ugo Tognazzi e Aldo Fabrizi. Cruciale poi l’incontro con Fellini che la chiamava affettuosamente ‘Sandrocchia’ e la rese protagonista di  due capolavori: 8½ del 1963 e Giulietta degli spiriti del 1965. È stata anche diretta, fra i tanti, da Luigi Zampa in ‘Frenesia dell’estate’ del 1963, da Dino Risi in ‘L’ombrellone’ del 1965, a fianco di Enrico Maria Salerno. Tra i suoi ultimi impegni, Pupi Avati la volle nel 2003 nel suo film ‘Il cuore altrove’ e nel 2010 Salvatores nel suo ‘Happy Family’. A teatro erano invece arrivati ’8 donne e un mistero’, ‘Il letto ovale’, ‘Fiori d’acciaio’, ‘Il club delle vedove e ‘Una fidanzata per papà’. Nel 2023 l’ultimo programma tv, ‘Quelle brave ragazze’ su Sky. ’Sandra è stata un’amica sincera e una compagna di viaggio preziosa. La ringrazio per avermi insegnato che qualsiasi momento negativo, perfino il più doloroso, poteva essere affrontato con sorriso e altruismo”. Pierluigi Diaco, collega e amico personale di Sandra Milo, la ricorda così nel giorno della morte.”Sandra era allegra, cordiale, amichevole. Non si è mai data arie, si sentiva una donna comune, ma non lo era. Era unica: era la Marilyn italiana, sempre elegante e mai volgare”. Orietta Berti ricorda  Sandra Milo:  “Per me era un’amica sincera , ci conoscevamo da tanto tempo, dalla sua trasmissione iconica Piccoli Fans, alla quale mi invitava sempre. Ma ogni volta che ci incontravamo in qualche trasmissione, ci prendevamo del tempo nel mio o nel suo camerino.Lei era così, ci lascia il suo sorriso, la sua aria sbarazzina da ragazzina che non era invecchiata. E poi era così poetica, un giorno eravamo a Siviglia e passa un motoscafo. Per lei la scia lasciata era un ‘velo da sposa che svolazza’. In tutto vedeva il lato poetico delle cose. Credeva nell’amore e aspettava ancora l’uomo ideale, il principe azzurro. Sembrava una bimba di 10 anni, ma era molto profonda e colta, nonostante una vita privata molto dura, dedicata ai tre figli che ha cresciuto da sola”. Orietta Berti ricorda, con un sorriso, anche qualche piccola mania di Sandrocchia: “Esigeva sempre una colazione principesca e così, quando giravamo per la trasmissione, prima facevamo la colazione per le riprese e poi quella per Sandra”. Ma da lei mai nessuna parola contro amici e colleghi. “Non l’ho mai sentita spettegolare, mai una frase invidiosa. Era una grande lavoratrice, rispettosa degli altri. È stata una diva negli anni Sessanta, ma non si è mai montata la testa”.

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