Gambino/1: colpevole o innocente ?

Aldo Bianchini

Quache giorno fa, l’8 luglio 2011, commentando la sentenza della Cassazione che rinviava tutti gli atti del processo- farsa alla Corte di Appello di Napoli scrivevo lo stesso titolo di oggi. “Gambino: colpevole o innocente?”. Qualche giorno fa, però, Gambino non era stato ancora arrestato (insieme ad ltri sei personaggi della Pagani che conta!!) ma il mio pensiero, ovviamente, non cambia e mi chiedo “Gambino è colpevole o innocente?”. La risposta che fino ad ieri era più semplice oggi si complica un pò per via dei clamorosi arresti, ma nella sostanza resta identica. Per me, che sono abituato a dare la notizia ma anche a commentarla, Alberico Gambino è innocente fino a sentenza definitiva. E non è un modo di dire, è una mia ferma convinzione  che mi ha accompagnato fin dagli anni tumultuosi della tangentoli salernitana. Da una prima occhiata alle notizie diffuse sui tanti web, le accuse che ha formulato la DDA di Salerno mi sembrano evanescenti ed alla fine poco dimostrabili. Certo inserire nel novero degli arrestati nomitaivi di persone presumibilmente in rapporti anche familiari con gli ex potenti camorristi di un tempo complica notevolmente la barriera difensiva che gli indagati “onesti” cercheranno di erigere contro le “tante supposizioni” o le “tante delazioni poco credibili” assunte dagli inquirenti come indizi, per non dire prove, a carico. Una vera e propria tempesta in un bicchier d’acqua. Questa è la mia convinzione che manifesto senza timori ancor prima della conclusione della conferenza stampa organizzata dai Carabinieri del colonnello De Marco. Conoscon uno degli arrestati, il ragionier Giuseppe Santilli, da circa quarant’anni; fino a qualche anno fa l’ho frequentato moltissimo non solo per questioni di rapporti familiari ma anche per motivi di lavoro. Per quanto mi riguarda è allucinante il solo pensare che “Peppe” (così lo chiamano gli amici) possa, anche soltanto con qualche atteggiamento, essere entrato in rapporti di connivenza con i clan camorristici paganesi. Vi do appuntamento, amici lettori, ad un prossimo commento.

 

Per completezza riportiamo qui di seguito il comunicato stampa integrale dei Carabinieri di Salerno:

Un patto criminale, un accordo tra contraenti di pari livello senza un soggetto dominante finalizzato allo scambio elettorale politico-mafioso ma con interessi evidenti su tutta la vita pubblica del Comune di Pagani e su quelli limitofi, è quello che i carabinieri del Comando Provinciale di Salerno agli ordini del Colonnello De Marco, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ritengono di aver spezzato. In mattinata i militari della Tenenza di Pagani guidati dal Tenente Beraldo, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Salerno Sgroia nei confronti di Alberico Gambino, ex sindaco di Pagani ed attualmente consigliere regionale, e di altre sei persone. In manette sono finiti anche Giuseppe Santilli consigliere comunale del Pdl, l’architetto Giovanni De Palma capo settore urbanistica del Comune di Pagani, Raffaele Trapani, imprenditore e presidente della Paganese Calcio, Francesco Marrazzo, imprenditore e vicepresidente della Paganese, Michele Petrosino D’Auria, dirigente del consorzio del Bacino Salerno 1, e suo fratello Antonio, ufficialmente nullafacente e genero del boss Tommaso Fezza. I delitti, secondo la Procura di Salerno, diretta da Franco Roberti, sarebbero stati commessi con l’aggravante dell’attività di agevolazione del clan Fezza-D’Auria Petrosino, attivo nell’agro nocerino. Gambino, fino a poco tempo fa primo cittadino a Pagani, assieme alle altre persone finite in cella avrebbe creato un sistema che, con la complicità di politici locali e di livello regionale, consentiva al gruppo di gestire la vita pubblica e di controllare le principali attività economiche e imprenditoriali della zona (parliamo di lavori, assunzioni, parcheggi, rifiuti e quant’altro). Il quadro probatorio raccolto dagli inquirenti in tutta Italia, con dichiarazioni delle vittime, intercettazioni telefoniche ed ambientali, registrazioni, documenti, è composto da prove incontrovertibili, così che il gip ha firmato immediatamente il provvedimento affinchè le condotte in contestazione che erano ancora in atto (estorsioni ad imprenditori, concussione per la presenza tra gli estorsori di esponenti che esercitano funzioni pubbliche e così via) potessero essere interrotte. Sotto la lente d’ingrandimento saranno poste tutte le competizioni elettorali a cui Gambino ha partecipato dal 2006 in avanti. Intanto, visto il quadro accusatorio, la vicenda è stata segnalata alla Prefettura, che dovrà decidere sull’eventuale scioglimento del Comune di Pagani per infiltrazione mafiosa. Il provvedimento eseguito oggi non è affatto conclusivo delle indagini che, anzi, vanno avanti e potrebbero portare a sviluppi inattesi a breve.

 

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