ALCUNI ANTIDIABETICI FANNO MALE A COLECISTI E VIE BILIARI

da Dr. Alberto Di Muria
Padula-Il GLP-1 è un ormone prodotto dall’intestino che regola la secrezione pancreatica di insulina e glucagone, i due principali ormoni che controllano la glicemia. Ha anche azioni su alcune aree del cervello, riducendo il senso di fame, sullo stomaco, riducendone la velocità di svuotamento, e su altri organi. L’ormone agisce legandosi ad un recettore specifico e questo legame innesca poi le varie azioni biologiche.
Negli ultimi 10 anni si sono resi disponibili per la terapia del diabete tipo 2 varie molecole che, legandosi al recettore del GLP-1 in quanto più o meno simili al medesimo, riducono la glicemia. Lo fanno però in maniera “intelligente” cioè quanto basta e senza indurre ipoglicemia.
Le molecole di questa classe attualmente disponibili sono exenatide e dulaglutide, disponibili in formulazioni che prevedono una sola iniezione settimanale, lixisenatide e liraglutide, che invece vengono iniettate una volta al giorno anche se la liraglutide ha un effetto più duraturo nella giornata.
Oltre all’effetto favorevole sulla glicemia, questi farmaci riducono il peso corporeo e la pressione arteriosa, anche se in misura limitata. Per questo, soprattutto la liraglutide sono anche utilizzati nella terapia dell’obesità.
Il trattamento con gli agonisti del GLP-1 è generalmente ben tollerato e non si associa a ipoglicemia. Riguardo alle interazioni con altri farmaci, la capacità degli agonisti del GLP-1 di ritardare lo svuotamento gastrico può influire sull’assorbimento di altri medicinali assunti in concomitanza.
Però, all’inizio della terapia con questi farmaci circa una persona su 5-10 lamenta nausea o più raramente vomito. Il disturbo tende a scomparire nell’arco di poche settimane in quasi tutti i soggetti.
Inoltre una recente revisione sistemica di 76 studi controllati e randomizzati , che nel loro insieme hanno coinvolto quasi 105.000 pazienti, suggerisce che la terapia con agonisti del recettore del GLP-1 si associa a un aumento del rischio di malattie della colecisti e delle vie biliari, specialmente con l’utilizzo per periodi prolungati e alle dosi più elevate raccomandate per la perdita del peso corporeo.
Questo effetto avverso sembra dovuto alla capacità degli agonisti del GLP-1 di inibire la motilità della colecisti, ritardarne lo svuotamento, sopprimendo la secrezione di colecistochinina.
Gli autori della revisione giungono quindi alla conclusione che, nella pratica clinica, la decisione di iniziare, proseguire o modificare la terapia con un agonista del recettore del GLP-1 dovrebbe tenere in considerazione questo rischio di malattie della colecisti e delle vie biliari.

 

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