Natale ed i valori europei da ripensare.

da Salvatore Memoli (avvocato – giornalista – scrittore)

Avv. Salvatore Memoli

Il Natale deve necessariamente recuperare il suo valore di novità. L’Occidente ha bisogno di riscoprirsi essenzialmente comunità cristiana, soprattutto l’Europa. Ripensavo in questi giorni agli elementi fondativi della Comunità europea che sono essenzialmente riferiti a tre elementi: la cultura greca, il diritto romano e i principi cristiani. Sono una triade perfetta che identifica popoli che con sfumature diverse hanno camminato e camminano su sentieri comuni, identificandosi tra essi e distinguendosi in positivo da altre culture e scelte religiose. Sono ancora valide queste tre opzioni per la nostra Europa? Sembrerebbe di sì, anche se i segnali che si percepiscono sembrano che si viva una confusione epocale. La cultura greca che è essenzialmente cultura umanistica sembra cedere il passo ad una cultura tecnologica e digitale, un modo per premiare la tecnica che spesso non ha un’anima che la ispira e si ferma al dato tecnico che prevale su tutto. Il diritto non ha più una sua naturale ispirazione nelle grandi conquiste della cultura passata. Nei tribunali dei territori prevalgono abbrivi drammatici che penalizzano quegli ordinamenti che ponevano l’uomo alla vetta delle proprie ispirazioni. La fretta di governare processi di devianze e di scarso inquadramento di comportamenti delittuosi in molti casi ha sacrificato gli obiettivi di alti principi di norme che garantivano il rispetto della persona. Non me ne voglia nessuno se ricordo l’importanza di ritenere l’innocenza un valore superiore alla colpevolezza stessa. La condotta delittuosa va provata nei gradi di giudizio a disposizione. Fino a quella tappa la persona è innocente! Se è innocente non può ricevere condanne in anticipo come lo sono le carcerazioni preventive, le manette facili che condannano innocenti senza provare la responsabilità. Questo capita ovunque ma l’Italia ha dato prova di un particolare attaccamento al sentimento di rivalsa sul sospettato. Se penso alla stagione di Mani pulite inorridisco per il male fatto e per la eccezione di norme tanto lontane dalla culla Sacra della libertà e del rispetto delle persone. Che dire di tanti suicidi e di prigioni che sono piene di persone in attesa di definizione dei giudizi? Questo dato ci allontana dal modello di civiltà garantista e serena che rispetta i diritti delle persone. Ed infine il terzo valore guida portante dell’Europa è la pratica e condivisione di principi cristiani. Vi pare che girando per l’Europa ed anche in Italia si avverta la bellezza di una società cristiana? Materialismo ateo, distruzione della famiglia, eutanasia, aborto, cannibalismo, pedofilia e satanismo sono i cardini di un vissuto senza regole che si diffonde incisivamente e progressivamente. Non si tratta di vedere la realtà con occhi negativi. È la realtà che rilascia segnali di perversione e di allontanamento dai principi che dovrebbero distinguere una società Cristiana. In tutta questa sequenza peraltro sommaria di modelli di vita che demoliscono l’idea di una comunità ispirata al cristianesimo, c’è convergenza nella vita delle comunità che respingono il modello che avrebbe dovuto caratterizzarlo.
Che cosa può fare la memoria liturgica del Natale? Se resta memoria c’è poca speranza nei cambiamenti. Occorre riverificare le identità e correggere le trasgressioni. Occorre riconoscere e riconoscersi nell’evento del Natale  il punto di riordino e di metanoia come dicevano gli antichi maestri per rimettersi in moto. Non è soltanto un cambiamento individuale. È il punto più alto di verifica di tutti e di una civiltà che recupera la sua identità e che riannoda le sue opzioni  e i suoi modelli di aggregazione.
Così, il Natale ci è utile a riflettere, a ripensare al modello Occidentale ed al senso di stare insieme in no Europa.
Altrimenti andiamo a sbattere e veramente il risultato sarà di frantumare i destini di tutti. Buon Natale!

 

 

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