DIGHE del VALLO: l’allarme di Curcio

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – Non intendo insegnare niente a nessuno, non ne sono all’altezza; ma un suggerimento sono, comunque, in grado di offrirlo gratis a chiunque ne voglia fare un buon utilizzo.

I comunicati stampa in cui si parla di politica generale del territorio, come nel caso della lettera aperta indirizzata a tutti i sindaci del Vallo da parte del presidente del Consorzio di Bonifica sulla questione delle dighe, non possono essere soltanto pubblicati; bisogna sempre entrare nel vivo dell’argomento ed interpretarli per indurre il lettore e/o il telespettatore ad una maggiore e più significativa riflessione.

In questo senso, a mio parere, bisogna leggere e interpretare la lunga lettera aperta diffusa agli organi di informazione dal dr. Beniamino Curcio (presidente del Consorzio di Bonifica), una lettera che nella sostanza è una sorta di chiamata generale alle proprie responsabilità (stampa compresa) sull’inarrestabile degrado di tutte le istituzioni valdianesi che da decenni appaiono ferme su posizioni ormi superate dalla storia.

E bisogna farlo con lo spirito giusto per cercare di capire e, soprattutto, far capire che la nota è stata redatta certamente da un politico (perché Curcio è soprattutto politico) che ha trovato il coraggio di allontanarsi dal suo naturale ruolo per vestire, senza timori reverenziali verso chicchessia, i panni del “tecnico” (perché Curcio è anche un tecnico con spiccate qualità in materia di conservazione del territorio) che si rivolge alla politica, con la giusta umiltà ma anche con forza, per cercare di richiamare la “stolta e distratta politica” sulle indifferibili necessità di portare avanti i due megaprogetti per la realizzazione delle dighe di Casalbuono e Montesano:

  • Sicuramente i Sindaci del comprensorio hanno maggiore cognizione rispetto a me dell’annosa problematica riguardante i <<fenomeni alluvionali nella piana>>, vivendone direttamente le conseguenze e le stesse e giustificate preoccupazioni dei propri cittadini. Un problema gigantesco, che viene da lontano, certamente non azzerabile data la complessità idraulica della nostra vallata per via della sua conformazione orografica e soprattutto per via della strozzatura del Fossato Maltempo a Polla, che rappresenta un impedimento al rapido allontanamento delle piene alluvionali.

 

Fin qui troppo buono il bravo Curcio; io la penso un pò diversamente da lui e credo fermamente che i sindaci del Vallo (o almeno diversi sindaci) non abbiano alcuna maggiore cognizione del problema rispetto a lui che, a mio ben vedere, in questo ambito andrebbe silenziosamente e religiosamente ascoltato da tutti i sindaci e non solo da quelli di Casalbuono, Montesano e Sala Consilina.

Con questa sua prima osservazione il presidente Curcio ha messo, forse inavvertitamente, il dito nella profonda piaga del Vallo in cui la politica da molti anni pensa soltanto a spartirsi i voti e niente più. E Curcio da politico, ma prima ancora da tecnico, si è accorto in tempo del pericolo che la sua forte azione tecnica (quella dell’uomo giusto al posto giusto) possa essere scambiata soltanto per un gioco politico tra le parti in causa con il rischio che la sua crescita nella considerazione pubblica possa poi provocare uno spostamento di voti verso la componente di cui lo stesso Curcio fa parte.

Per quel poco che conosco Beniamino Curcio ho capito che con la sua lettera ha inteso lanciare un messaggio a tutti quelli, e non solo ai politici,  che hanno il dovere di capire e di far capire, e non soltanto di pubblicare.

Il panorama futuro della piana valdianese è seriamente compromesso se non si pone mano, tutti insieme alla risoluzione degli storici e ripetitivi problemi idrici che vengono da lontano; “E’ stata proprio la consapevolezza di questa drammatica situazione di criticità idraulica che ci ha spinti come Consorzio ad aderire, in pieno COVID, ad un bando del Ministero delle Politiche Agricole, aperto solo ai Consorzi di Bonifica ed aperto solo per la progettazione di opere strategiche di rilevanza nazionale finalizzate ad affrontare, con un’ottica infrastrutturale e di prevenzione, questioni emergenziali, come le esondazioni fluviali e i fenomeni alluvionali”, scrive Curcio nella sua lunga lettera avendo capito che il rischio maggiore per le due opere potrà essere rappresentato dalla eccessiva strumentalizzazione politica che diversi sindaci, con il loro silenzio e la loro assenza dai pubblici dibattiti, stanno inopinatamente attribuendo all’intera vicenda tecnico-amministrativa.

Difatti non a caso e non per caso Beniamino Curcio scrive anche: “Per la verità, dai vari incontri del dibattito pubblico non mi è parso che, rispetto a questa specifica nostra iniziativa progettuale, sia emersa una chiara posizione dei SINDACI del territorio, fatta eccezione, ovviamente, per i Sindaci di Casalbuono e Montesano S/M, nonchè per il Sindaco di Sala Consilina, presente all’incontro di Montesano anche come Presidente della Comunità Montana”.

A cosa potrebbe alludere il presidente Curcio con quella sua coraggiosa interpretazione della  “posizione dei sindaci del territorio” se non ad una latente politicizzazione dell’imponente progettazione che, seppure futuribile ed a mio parere molto lontana nei tempi, è comunque assolutamente necessaria sia per i politici di sinistra (divisi in almeno due fazioni) che per quelli di centro destra (in ordine sparpagliato) se davvero vogliono lavorare per il bene del territorio.

Ed alla fine della lunga missiva riprende giustamente il sopravvento dell’uomo politico rispetto la tecnico capace, serio e coscienzioso; e Curcio dice: “Auspico, perciò, che al prossimo e ultimo incontro in presenza, fissato per il giorno 17 aprile prossimo, ore 10, presso il centro operativo del Consorzio in Via Drappo – Padula, ci siano anzitutto i SINDACI, rendendosi assolutamente necessario un confronto nel merito del percorso progettuale che come Consorzio abbiamo intrapreso e stante anche la necessità di fare sinergia per portare avanti questa iniziativa, sempre se condivisa, dovendo anche pensare che, ultimata la progettazione, bisogna poi trovare le risorse finanziarie per realizzare le opere”.

Chiudo con la speranza che questo auspicio non rimanga soltanto un auspicio.

 

 

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