SICUREZZA sul LAVORO: il messaggio mediatico sbagliato

 

Aldo Bianchini

SALERNO – La prevenzione e l’igiene sui posti di lavoro sono, da sempre, al centro di un dibattito nazionale e locale che a volte rasenta il ridicolo per come è portato avanti dalle istituzioni preposte, dai sindacati, dagli imprenditori e, purtroppo, dagli stessi lavoratori.

Sempre e solo chiacchiere al vento da parte di tutti (a cominciare dalla massima autorità istituzionale del Paese per finire in queste ore ai sindacati ed a tutti i candidati alle Europee di giugno) che, ripeto per l’ennesima volta, non conoscono o fanno solo finta di non sapere che tutte le regole inventate dalla U.E. nel 1994 erano già regole storiche nella nostra nazione fin da tempi del DPR n. 547 del 20 aprile 1955; quelle regole del 55 come quelle del 94 (direttive europee) non le abbiamo mai applicate o, nel migliore dei casi, le abbiamo applicate molto parzialmente e male.

Per colpa di chi ?; ripeto ancora una volta “per colpa di tutti”.

Anche il messaggio mediatico, purtroppo, è sbagliato, fuorviante e superficiale. E spiego perché.

Il 6 maggio 2024 nelle fogne di Palermo persero la vita ben cinque lavoratori a causa di esalazioni venefiche scaturite dai liquami melmosi: Giuseppe La Barbera (26 anni), Ignazio Giordano (59 anni), Roberto Ranieri (51 anni), Epifanio Alsazia (71 anni) e Giuseppe Miraglia (47 anni).

Non intendo salvare niente e nessuno ma, come dicevo prima, tutti hanno le loro responsabilità, anche gli stessi lavoratori.

La storia impietosa degli infortuni mortali sul lavoro è piena zeppa di lavoratori che perdono la vita per esalazioni venefiche, quasi come se il problema non fosse conosciuto e non fosse adeguatamente fronteggiato. Ora si scatenerà la battaglia, ormai inutile, nella ricerca delle responsabilità, anche per capire se i lavoratori erano dotati di maschere antigas, come se una grande azienda volesse risparmiare il costo irrisorio di poche mascherine che, molto probabilmente i malcapitati avevano avuto in dotazione e non indossavano. Per queste irresponsabilità secondo le regole del ’55 l’azienda può anche licenziare; ma da allora fino ad oggi per colpa dei sindacati mai nessuno è stato licenziato per queste gravi irregolarità.

E la stampa il giorno dopo, cioè il 7 maggio 24, come ha commentato la triste vicenda; titoli da prima pagina, niente da dire, però accompagnati almeno per Il Mattino (come si vede nella foto) che al centro della prima pagina ha piazzato un foto gigantesca di Maradona.

Una scelta sicuramente di cattivo gusto che, molto probabilmente, ha provocato uno spostamento dei lettori nella ricerca affannosa della pagina interna sulla quale si parlava del “Pibe de oro”, baipassando in un sol colpo le prime tre pagine che, comunque, il quotidiano napoletano ha dedicato alla tremenda sciagura di Palermo.

Sicuramente un’occasione persa per fare un buon lavoro in termini di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

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