Aldo Bi anchini
SALERNO – Sette anni fa, esattamente il 3 ottobre 2019, lasciava tragicamente questa Terra l’amico dr. Carlo Galimberti per una scelta personale che oggi, con il passare del tempo, appare addirittura razionale ed in linea con il personaggio che Carlo ha rappresentato su questo pianeta.
Una Terra che Lui ha amato al di là ed al di sopra di ogni ragionevole dubbio, pur se di dubbi, di incertezze, di profonde delusioni, di amicizie non corrisposte, di tiri mancini, di tradimenti insospettati e insospettabili, di delfini divenuti presto avversari accaniti, in un tourbillon di sentimenti che invece di elevarlo ad una dimensione superiore rispetto agli altri lo ha letteralmente travolto nello spirito e negli aspetti psicologici più reconditi del suo carattere aperto, gioviale, amichevole e disponibile.
Sono passati sette anni come un soffio di una leggera brezza mattutina profondamente intrisa del profumo del mare, un mare che Lui amava moltissimo e che spesso si fermava a rimirare tra sogni e realtà della sua vita che qui sulla terra non gli ha restituito niente di quanto Egli aveva data a tantissimi, amici e semplici conoscenti, incontrati nei luoghi e sui palchi in cui e sui quali amava esibirsi sorretto dalla sua raffinatissima dialettica che lo distingueva profondamente e segnatamente da una persona normale; e pure nella sua eccezionalità appariva umile e modesto, mai prevaricatore o arrogante ma semplicemente capace di esternare la sua forza umana e culturale capace di affascinare tutti i suoi interlocutori.
Fortunatamente ha avuto il tempo di girare mezzo mondo, di frequentare le università più prestigiose del pianeta dove fare sfoggio della sua eloquenza, di amare profondamente chi gli è stato vicino e gli è rimasto vicino nella buona e nella cattiva sorte come la sua amata Rossana (alla quale ha lasciato in eredità il suo splendido pensiero) che ancora oggi non smette di pensarlo tutti i giorni.
E’ stato sicuramente uno dei più attivi e seguitissimi personaggi protagonisti nazionali ed internazionali di quelle stagioni iniziali di grandi progettualità che incominciavano seriamente e professionalmente a lanciare nel mondo le eccellenze della qualità dei prodotti enogastronomici nostrani, e non.
Sicuramente non aveva un carattere facile, ma tutto quello che faceva ero tutto uno sfavillio di altruismo e di naturale bontà verso il prossimo che, invece, macchinava alle sue spalle ed ai suoi danni.
Nel momento decisivo della sua vita, con la mente ormai offuscata, non è riuscito a trovare la soluzione giusta per superare ogni avversità ivi compreso quel muro invalicabile di soggetti pronti a negargli ogni possibilità di recupero e di sopravvivenza; ed ha ceduto senza se e senza ma alzando le mani d
Ricordo perfettamente quando veniva da me in televisione (ero direttore di Quarta Rete) con la sua eleganza mai sbandierata; e da quelle frequenze televisive riusciva ad affascinare migliaia di telespettatori con le sue intuizioni e con le sue presentazioni di progetti davvero innovativi per quei tempi.
E quel tragico pomeriggio del 3 ottobre 2019, sette anni fa, non ce l’ha fatta più ed ha deciso di andare via nel buio del dolore psicologico ed anche fisico; se avesse avuto la forza di riflettere per qualche secondo in più avrebbe, forse, sorseggiato “un buon bicchiere di vino che toglie tutti i cattivi pensieri di torno” come spesso Egli stesso amava dire per confortare gli altri.
Ma, in sintesi, chi era Carlo Galimberti ? – Carlo Galimberti, dopo la laurea, aveva proseguito gli studi alla University Palo Alto in California, nella mitica “strada del vino” di Napa Valley. Giornalista enogastronomico, aveva lavorato in diversi quotidiani e settimanali, pubblicando nel 1975 il suo primo libro-inchiesta sui prodotti alimentari. Collaboratore di guide di ristoranti (“Guide dell’Espresso”), autore e consulente di trasmissioni televisive di successo (“Di tasca nostra”, “Fornelli d’Italia”), scriveva su mensili e riviste specializzate nel settore turistico, enologico, gastronomico (“Week end”, “Bell’Italia”, “Via del gusto”, “@ugusto”). Libero docente di Comunicazione e storia delle gastronomie regionali in diverse università italiane, si occupava, per conto di scuole dell’obbligo e superiori, di analisi sensoriale ed educazione al gusto.