Aldo Bianchini
SALERNO – In molti non ci crederanno ma la realtà ci rimanda un Fiume Sarno capace, in alcuni punti del suo percorso, di intorbidire le proprie acque e di renderle tumultuose e trascinanti; e forse anche tracimanti.
Ma in moltissimi crederanno ciecamente nel fatto che in quelle acque, azzurre e putride allo stesso tempo, la politica e i politicanti del periodo che va dal dopoguerra ad oggi ci hanno sguazzato mistificando la necessità di intervenire alla loro salvezza per nascondere in esse progetti fasulli, prebende, mazzette, tangenti e promesse politiche mai mantenute.
Più di ottant’anni di storia vergognosa che non trova ancora una giusta sedimentazione non solo delle acque del fiume più inquinato d’Europa ma anche, se non soprattutto, la fine dei sogni di liberazione, pulizia e trasparenza che ancora qualche individuo sprovveduto cullava nel suo cervello.
Non c’è niente da fare, il Fiume Sarno è un gigantesco inghiottitoio di civiltà, di tenuta ambientale, di pulizia, di trasparenza, di legalità, e di affari loschi per l’interesse primario di tante associazioni camorristiche che navigano agevolmente su quelle acque in maniera piratesca e senza alcuna possibilità di contrasto da parte della legge.
E il denaro pubblico viene sfornato con una sequenza e con una frequenza impressionante senza che niente migliori, e non solo alla vista di ogni cittadino comune che prova ad affacciarsi sulle sue sponde grondanti di storia millenaria.
Ora arriva la mega dichiarazione di Roberto Fico (governatore della Campania) che apoditticamente, e peggio di De Luca, grida ai quattro venti: “Quattro o cinque anni per restituire ai cittadini un fiume Sarno definitivamente pulito”; e lo fa con l’arroganza di chi crede che i cittadini del sacro bacino del Sarno siano tutti dotati di pesanti anelli al naso.
Non so quanto volte abbiamo sentito dire dai politici nazionali, regionali e locali che nel breve volgere di quattro-cinque anni il Sarno sarebbe stato restituito al suo antico splendore; miracolo mai accaduto.
E Fico continua a gracidare: “Vogliamo essere la giunta che avrà riconsegnato il fiume Sarno definitivamente pulito ai cittadini … Inasprimento delle pene per chi si azzarda a sversare. Questo, nella nostra regione, è un danno criminale alla salute delle persone, all’ambiente e al vivere comune in un ambiente sano e non lo permetteremo … Saremo inflessibili e implacabili, arriveremo a sospendere autorizzazioni e licenze. La salute è il primo diritto costituzionale che questa regione vuole affermare fino in fondo” e butta sul tavolo, peggio di un imbonitore del mercato rionale, ben 400milioni di euro presi dal comune patrimonio pubblico.
E istituisce anche una “commissione di vigilanza” che dovrebbe sorvegliare sulla realizzazione dei progetti e sulla dinamica esecutiva dei successivi lavori.
Cosa dire se non che abbiamo finalmente un grande presidente della Regione Campania che crede fermamente di sconfiggere l’illegalità per restituire ai cittadini del bacino del Sarno la speranza di un futuro migliore.
Lasciamo le cose come?stanno o ci proviamo ancora?