VALLO DI DIANO: L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE IN AGRICOLTURA. AUMENTANO I GIOVANI CHE SCELGONO INDIRIZZI LEGATI ALL’AGRICOLTURA.

 

MICHELE D’ALESSIO

Per un rilancio forte dell’agricoltura, post covid-19, un altro fattore importante e fondamentale sarà la formazione, come dire che lo sviluppo dell’agricoltura parte dalla scuola. La professione tecnico agricola ha accompagnato i processi di sviluppo e crescita dell’agricoltura, dell’agroalimentare e dell’ambiente italiani, ma, oggi, deve essere riformata, anzi rifondata, perché il sistema economico cui fa riferimento è cambiato profondamente e molto velocemente e l’innovazione in agricoltura si impara a scuola, e su questo gli  Istituti agrari, sia tecnici che professionali, giocano un ruolo fondamentale e promuovono molte iniziative e attività che integrano la didattica  con esperienze pratiche volte all’acquisizione delle competenze specifiche utili anche alle aziende agricole.                                  La qualificazione del capitale umano costituisce lo strumento di base per il raggiungimento degli obiettivi strategici generali che si è posta l’Europa per il prossimo decennio e che costituiscono la “strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” contenuti nel documento “Europa 2020”                               – L’Unione Europea ha previsto per la prossima programmazione tre priorità che si rafforzano a vicenda:  1. crescita intelligente: sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione; 2. crescita sostenibile: promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva; 3. crescita inclusiva: promuovere un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.                                                                                     Nel settore primario lo strumento della formazione assume un ruolo ancor più rilevante rispetto agli altri settori per la specificità del processo produttivo agricolo caratterizzato dall’azione di co‐produzione tra attività umane e natura che fa assumere alle priorità strategiche, quindi “globali” di Europa 2020, una forte specificità locale legata a variabili di contesto: il capitale umano, la sua “qualità” e competenza da una parte e lo status delle risorse naturali dall’altro. Tutte e tre le priorità di Europa 2020 richiedono la presenza di un capitale umano fortemente motivato e responsabile rispetto all’obiettivo generale di sostenibilità dello sviluppo: nelle aree agricole e rurali questo corrisponde alla presenza di operatori con una adeguata scolarità, e con conoscenze e competenze localmente specifiche e di un capitale sociale che facilita l’introduzione di processi che mobilitano e riproducono risorse naturali e locali all’interno di una economia di mercato. La formazione gioca quindi un ruolo chiave in questo processo, che, per la sua complessità rende necessario l’utilizzo congiunto di diversi strumenti ed assume un carattere di formazione continua, basata sia su processi “on job” sia sulle moderne tecnologie che consentono l’acquisizione e trasferimento di informazioni e conoscenze attraverso nuove modalità di scambio esperienziale che viaggiano sul web. È pertanto necessario estendere l’offerta di attività di formazione, di informazione e di diffusione di conoscenze a tutti gli adulti che esercitano attività agricole, alimentari e forestali. Tali attività vertono su materie che si riferiscono sia all’obiettivo «competitività del settore agricolo e forestale» sia a quello «gestione del territorio e ambiente»”. Una formazione “a tutto campo” basata su nuove metodologie e contenuti funzionale al nuovo modello di agricoltura sostenibile che la UE vuole introdurre velocemente: una vera e propria rivoluzione “culturale” nei confronti di modelli di modernizzazione del settore che hanno previsto una progressiva esternalizzazione delle decisioni tecniche ed economico gestionali da parte dell’azienda agricola ai settori a monte ed valle di questa.                                Il futuro dell’agricoltura italiana lascia ben sperare: secondo il dossier Coldiretti infatti, siamo di fronte a una vera e propria svolta green nelle scuole italiane. Tendenze positive si riscontrano per tutti gli indirizzi legati all’ambiente, all’alimentazione e al turismo. Merito del boom fatto registrare dalle scuole tecniche di agraria, agroalimentare e agroindustria, cresciute del 12 per cento per numero di studenti, ma sono in aumento anche i ragazzi che scelgono le scuole professionali per i servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (+8 per cento) e quelli che si indirizzano verso l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera (+5 per cento). Una tendenza positiva confermata anche dai livelli superiori di istruzione. Rispetto al complesso delle immatricolazioni a tutti i corsi di laurea universitari, infatti, le immatricolazioni ai corsi di laurea in materie agrarie e agroalimentari presentano un andamento sensibilmente più dinamico, a conferma del crescente interesse dei giovani per l’agricoltura e le attività ad essa connesse. A riprova dell’attrattività dell’agricoltura soprattutto per le giovani generazioni, in base all’analisi Coldiretti (giugno 2019) che dimostra come, con un balzo del 5,6% nelle ore lavorate, sia l’agricoltura a trainare la crescita dell’occupazione facendo registrare un tasso di incremento più del doppio dell’industria (+2,6%) e oltre sei volte i servizi (+0,9%). È la conferma della dinamicità del settore che è stato capace anche di attrarre moltissimi giovani sia per fare una esperienza di lavoro come dipendenti che per esprimere creatività imprenditoriale. L’Italia è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura con gli under 35 che sono alla guida di 57.621 imprese nel 2018, in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente.

3 thoughts on “VALLO DI DIANO: L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE IN AGRICOLTURA. AUMENTANO I GIOVANI CHE SCELGONO INDIRIZZI LEGATI ALL’AGRICOLTURA.

  1. Gli istituti agrari sono alla base della formazione agricola….spesso sono un po trascurati…in Italia si pensa solo i Licei…

  2. Con i tanti tecnici formati al proprio interno hanno contribuito alla crescita socio-economica della nostra realtà. agricola del passato ed attuale. Tutto ciò per continuare a fornire questo territorio, che ha una forte vocazione agricola, di energie e risorse umane sia tecniche sia imprenditoriali. In questo quadro è opportuna una maggiore attenzione verso gli istituti tecnici agrari, per il loro mantenimento e per la loro ripresa. Risulta, in definitiva, non più differibile l’indicazione di nuovi percorsi comuni tra scuola ed enti pubblici, ordini professionali, università, istituti di ricerca e sperimentazione, enti di formazione, organizzazioni professionali agricole e associazioni ambientaliste per avviare una nuova fase di più efficace e moderna preparazione degli alunni attraverso una stretta interazione e cooperazione tesa a rendere sempre più attuale e flessibile l’istruzione agraria, al fine di aumentare la competitività del settore primario, migliorare la gestione del territorio e rispondere alle grandi sfide che la globalizzazione chiama tutti ad affrontare.

  3. Ho frequentato un’istituto agrario, non stante sono istituti che danno le stesse occasioni e sbocchi professionali come gli altri istituti, forse anche di più e l’iscrizione a tutte le facoltà universitarie, ancora c’e qualcuno che ancora pensa, che qui si zappa solo….

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