il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Polla . Maltrattamenti alla ex moglie, in carcere un 53enne .

Antonio Citera

POLLA – Separato da tempo, P.G. 53enne di Polla, in preda all’effetto dell’alcol maltrattava offendeva  e picchiava la sua ex moglie  davanti agli occhi impauriti della figlia in tenera età.  A porre fine a questa  triste vicenda, sono stati i carabinieri di Polla che hanno arrestato l’uomo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

I Carabinieri della Stazione di Polla, in esecuzione di un ordinanza di applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Sala Consilina, su richiesta della Procura della Repubblica, hanno tratto in arresto, P.G. di anni 53 residente in Polla, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia. L’uomo, dalle indagini svolte dai militari dell’Arma, risulta che reiteratamente ed in stato frequente di ubriachezza,  maltrattava, ingiuriava ed offendeva l’onore ed il decoro del coniuge legalmente separato. In più occasioni altresì lo percuoteva procurandogli lesioni personali,  facendo anche mancare i mezzi di sostentamento quotidiano anche alla figlia minore, procurando cosi alle due donne uno stato di ansia e di pericolo. Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Sala Consilina a disposizione della Autorità Giudiziaria. Una triste vicenda che ci catapulta nell’oscuro mondo dell’alcolismo, una piaga che purtroppo coinvolge un numero sempre maggiore di persone.  Sempre più frequente, si assiste ad episodi di maltrattamenti in famiglia, proprio dovuti all’effetto dirompente che l’abuso di alcol che   assieme ai problemi connessi con la rottura della coppia ,complici i “futili motivi”, emerge come una delle più importanti causa, concausa o occasione di violenza in famiglia, con una incidenza assai più elevata e significativa rispetto ai casi di tossicodipendenza o comunque di abuso di altre sostanze psicotrope. Peraltro, è ragionevole ipotizzare che l’incidenza del “fattore alcol” negli episodi di abuso domestico sia nella realtà ancora più elevata rispetto a quella che emerge dalle segnalazioni ufficiali. Infatti, la alterazione della condotta si verifica già con livelli di alcolemia nettamente inferiori rispetto a quelli che determinano uno stato di “manifesta ubriachezza”, immediatamente riscontrabile da parte degli operatori sanitari o di polizia e che quindi viene riportato nelle verbalizzazioni. Un altro fattore suscettibile di moltiplicare i “contesti a rischio” è dato dalla trasformazione dei costumi sociali. Fino al recente passato il fenomeno dell’etilismo era concentrato in fasce e contesti sociali molto ben definiti e individuabili, in cui ricorreva l’equazione alcolismo = povertà. Con il migliorare delle condizioni economiche, il fenomeno non è affatto scomparso ma si è invece evoluto, assumendo dinamiche estremamente allarmanti poiché è uscito dal suo ambito tradizionale per sconfinare in aree sociali (medie e alte) in precedenza toccate solo marginalmente dal problema. Numerosi studi hanno riscontrato da lungo tempo la significatività dell’incidenza dell’abuso alcolico nelle situazioni di violenza domestica . Esso sembra essere molto elevato nei genitori responsabili di abusi sessuali ai danni dei figli e lo stesso si verifica nella violenza di coppia .Un fenomeno  allarmante  quindi,monitorato dalle forze dell’ordine  che invitano i cittadini a denunciare eventuali casi di maltrattamenti o fenomeni ad esso connessi, proprio per  cercare di prevenire sempre più  la piaga che spesso si consuma tra il silenzio delle vittime.

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