il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

DE LUCA: da Travaglio e Iurillo attacco strumentale, spocchioso e volgare

Aldo Bianchini

SALERNO – “Caro De Luca … ti scrivo !!”. Potrei iniziare proprio così questo mio ennesimo approfondimento sulla figura dell’ “eterno sindaco di Salerno” (così lo definisce Iurillo su <Il fatto quotidiano>). Non lo faccio perché De Luca sa benissimo, molto meglio di me, come funziona il “sistema stampa salernitano”: ti adorano, ti idolatrano, ti mitizzano, si prostrano ai tuoi piedi finchè sei al timone della nave e sono pronti a scaricarti non appena lasci il tuo ruolo significativo nel “piccolo continente salernitano”. E’ accaduto, accade e accadrà; anche se vai a rivestire un incarico ben più importante e vieni brutalmente, strumentalmente e vigliaccamente attaccato fanno finta di nulla, al massimo qualcuno pubblica quello che è stato scritto da un giornale nazionale senza abbozzare il benché minimo approfondimento su una notizia utilizzata meschinamente da chi sa di essere forte a livello mediatico, quantomeno più forte di De Luca. Eppure le storie su Vincenzo De Luca le conosciamo tutti a livello locale ed io personalmente dovrei essere l’ultima persona a difenderlo da attacchi che, ripeto, mi appaiono strumentali, spocchiosi e volgari. E’ accaduto che sabato 4 maggio il giornale nazionale “il Fatto Quotidiano”, riferendosi alle nomine dei vice-ministri in prima pagina ha sparato un titolo ad effetto: <<I vice-impresentabili>>, quattro in tutto Gianfranco Miccihè, Antonio Catricalà, Filippo Bubbico e Vincenzo De Luca; e giù a cantare le “presunte carogne giudiziarie e non” su tutti e quattro, con particolare e pretestuoso accanimento contro il sindaco di Salerno da tempo ormai nel mirino di Marco Travaglio, un giornalista che non stimo affatto. L’ho spiegato più volte, e l’ho anche scritto su questo stesso giornale, che c’è qualcuno a Salerno che è molto amico di Travaglio a cui passa notizie fraudolentemente distorte. Il sindaco De Luca sa benissimo chi è il suggeritore salernitano di Marco Travaglio (che ho incontrato per ben due volte nel 2006) e non tocca a me fare il so nome e cognome. Poi al “travaglio nazionale” (che Berlusconi ha ridotto in poltiglia fino al punto di mandare in tilt anche Michele Santoro !!) si aggiunge da qualche tempo tale Vincenzo Iurillo (un cognone che fa pensare ad origini della provincia di Salerno !!) che addirittura tratta la “cronaca giudiziaria” per tabulas (come il suo maestro Travaglio quando legge le sue filippiche senza contraddittorio) senza minimamente entrare nel merito di una notizia che se esaminata per bene darebbe a De Luca ulteriore credibilità sotto il profilo della legalità. Anzi con il titolo <<Ai lavori pubblici l’eterno sindaco di Salerno assediato dai magistrati campani>> il  bravo Iurillo dimostra come non si fa la cronaca giudiziaria, perché se avesse voluto dire la verità fino in fondo avrebbe dovuto dire che <<i magistrati campani non hanno mai realmente assediato De Luca>>, altro che storie. Ma la cosa più grave la racconta ovviamente Travaglio quando addita il sindaco come uno che <<è stato condannato e poi prescritto per reati contro l’ambiente>>. Da qui si capisce che l’informatore è strumentale, spocchioso e volgare.  La vicenda dell’unica condanna di Vincenzo De Luca la ricorderanno tutti: il 3 agosto 2001 scoppia l’incendio del sito di trasferenza di Ostaglio, sindaco da qualche mese era Mario De Biase e De Luca nel gennaio precedente (prima di dimettersi come sindaco per andare alla Camera) sottoscrisse un’ordinanza per depositare la spazzatura ad Ostaglio per “ripulire la città” e non per arrecare danno all’ambiente. Il Pm Angelo Frattini, titolare dell’inchiesta, rinvia a giudizio Vincenzo De Luca (deputato),  Mario De Biase (sindaco), Giuseppe Ientile (capo servizio spazzamento), Michele Guadagno (vice sindaco) e Cono Giuseppe Federico (commissario straordinario del Comune nel periodo compreso tra le dimissioni di De Luca e  l’elezione di De Biase). L’accusa ancora oggi mi fa sorridere; insomma parliamo del bene della città e della salute dei cittadini che De Luca intendeva tutelare e il PM ritiene lui e gli altri <<rei di aver allestito il sito di stoccaggio in Ostaglio disattendendo le norme in materia e di aver stoccato un quantitativo di rifiuti notevolmente superiore alle capacità di recepimento del sito senza adottare le cautele atte ad evitare fenomeni di fuoriuscita del percolato, senza innucizzare i rifiuti e per aver disatteso le prescrizioni e le condizioni impartite dall’Asl Sa/2. Il tutto in dispregio della salute pubblica>>. Il Tribunale di Salerno, prima sezione penale in composizione monocratica dinnanzi alla dott.ssa Emiliana Ascoli il 24/06/2004 con sentenza n. 936/04, condanna gli imputati alla pena di mesi sei per De Biase e Federico, mesi quattro per De Luca, mesi tre per Ientile e Guadagno di reclusione, pena sospesa. Gli imputati ricorrono in appello. La prima udienza d’appello viene fissata per il 9 settembre 2009. Dinnanzi alla Corte, presieduta da Claudio Tringali, il sostituto procuratore generale dr. Ennio Bonadies chiede l’estinzione del procedimento per intervenuta prescrizione; la difesa degli imputati si oppone e rinuncia alla prescrizione. A causa del malore di uno dei difensori (avv. Michele Pinto) l’udienza dibattimentale viene rinviata al 18 giugno 2010. “”Nell’udienza del 6 luglio 2010 i giudici della Corte di Appello assolvono De Luca + 4 per intervenuta prescrizione dei reati contestati. In pratica i giudici accolgono in pieno le richieste del sostituto proc. gen. Ennio Bonadies””. A questo punto poteva esserci una ulteriore opposizione da parte di De Luca + 4 contro la prescrizione che avrebbe trascinato sine-die i tempi del processo ed avrebbe certamente urtato la suscettibilità della Corte di Appello. Tutta qui la condanna di De Luca annullata per intervenuta prescrizione; come dire che il sindaco per tenere pulita la città si è beccato un processo. Ben diversa, molto diversa, la posizione del fantomatico suggeritore salernitano (che badate bene non è né Vincenzo Iurillo, né Fausto Morrone che il giornalista cita nel suo pezzo) sul cui groppone grava, invece, una condanna passata in giudicato per colpe realmente consistenti e gravi perché in quel processo l’accusa era di “corruzione e concussione”. Ma questa è l’informazione nazionale caro Vincenzo De Luca, questa è soprattutto l’informazione locale. Qualche anno fa dissi a Vincenzo De Luca che il giorno in cui fosse caduto in disgrazia (non glielo auguro mai !!) molto probabilmente avrebbe avuto in me il suo unico difensore salernitano; con il suo modo burbero quasi mi mandò a quel paese. Alla prossima.

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