il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Cemento/16: “Italia Nostra” e “No Crescent” come la volpe e l’uva. Il caso Battipaglia e De Luca su “Porta a Porta”.

Aldo Bianchini

SALERNO – Le battaglie condotte a tutti i costi e con i paraocchi non rendono; è duro accettarlo ma è così. Nella battaglia contro il Crescent (ed anche Piazza della Libertà) i responsabili di “Italia Nostra” e del comitato “No Crescent” mi sembrano degli extraterrestri che non si rendono conto che le cose sul nostro pianeta sono completamente diverse da quelle spaziali. Spingere a testa bassa come arieti rischia di fare sbattere la testa contro un muro. Ecco perché le idee, le battaglie, anche quelle apparentemente più giuste vanno promosse e combattute sempre tenendo presente l’obiettivo da raggiungere e gli avversari da battere. Per non finire come quella volpe che non potendo raggiungere l’uva andò via dicendo che era acerba. L’avversario nel mirino di Italia Nostra e del No Crescent è stato certamente ben individuato sia da Raffaella Di Leo che da Pierluigi Morena, ma ho l’impressione che si stiano fatalmente perdendo nell’affannosa ricerca di tutti “i mezzucci” (anche quelli più spocchiosi !!) per cercare di abbatterlo. A mio modestissimo avviso non hanno capito niente (come se vivessero sulla Luna !!) del loro avversario che è sicuramente un avversario durissimo ma è un soggetto che fa tutto quello che vuole e tutto quello che gli altri gli lasciano fare, anche in dispregio di tutto e tutti. Se i due (Di Leo e Morena) capissero questo gigantesco problema potrebbero anche diversificare la loro battaglia e, passando per altri obiettivi, riuscire a cogliere il frutto della loro battaglia che è e rimane una battaglia di civiltà in favore non solo dell’ambiente ma di tutta la città e delle generazioni future. A Salerno, gentili Di Leo e Morena, accade tutto quello che in altre realtà non accade. Faccio un esempio, se a Salerno viene scoperta una “impresa in odore di camorra-casalese” ( e ne sono state scoperte tante !!) non c’è problema; la Prefettura notifica l’interdittiva antimafia, il Comune revoca l’appalto o non paga i lavori già eseguiti, in qualche caso arriva la Commissione d’Accesso e la Procura della Repubblica si accontenta e gode. Sotto un profilo di “logica-giudiziaria” non fa una grinza, è giusto e dovrebbe avvenire sempre così per un principio fondamentale: “il sindaco può non sapere”, soprattutto quando l’interdittiva arriva dopo l’affidamento dell’appalto. Non sempre, però, è così; basta  guardare appena fuori Salerno per capire che accade sistematicamente il contrario; l’esempio più eclatante è quanto sta accadendo in queste ore al sindaco di Battipaglia “Giovanni Santomauro” finito agli arresti domiciliari per un appalto assegnato ad una impresa in odore di “casalesi”, come se il sindaco “non poteva non sapere”, ovviamente al di là degli addebiti sessuali davvero scabrosi che gli vengono attribuiti. Ma gli esempi sarebbero numerosi, dal caso Linea d’Ombra con Gambino, a tutte le altre inchieste giudiziarie fuori Salerno dove il principio che vige nel capoluogo viene sempre capovolto. E’ questo, gentili Di Leo e Morena, il muro di gomma che andrebbe combattuto ed abbattuto se davvero vogliamo ripristinare il verso senso logico della legalità. Inutile per non dire ridicola, quindi, la lettera che (fonte Cronache del Salernitano) sarebbe stata inviata al premier Enrico Letta, al ministro Maurizio Lupi ed a tutti i Gruppi Parlamentari contro l’azione e l’opera di Vincenzo De Luca per indurre i vertici governativi a riconsiderare la nomina di “vice-ministro” offerta al sindaco di Salerno. Anche perché nella lettera, a giudicare dalle notizie stampa, sembra che non siano state inserite notizie gravi e decisive ma soltanto la solita “aria fritta” già trita e ritrita dalla Procura, dal Tar e dal Consiglio di Stato.  E dato che il “muro di gomma” è difficile da abbattere i due protagonisti di questa battaglia dovrebbero riconsiderare le mosse da mettere in atto per il futuro se davvero non vogliono fare la fine della volpe di cui prima. Oltretutto, dall’alto del suo nuovo incarico, Vincenzo De Luca ha già indicato la sua strategia (da Porta a Porta dell’8/5/13): <<Ci vuole la spada, via il 90% dei controlli preventivi da parte della Pubblica Amministrazione. Bisogna azzerare l’ambientalismo di maniera e il comitatismo perché sono una sciagura nazionale. Poi inasprire drasticamente le pene per chi sbaglia>>. Insomma “per fare” bisogna rischiare  e credere nella correttezza delle imprese dopo aver cancellato gli ambientalisti di giornata e il rifiorire continuo di migliaia di “comitati cittadini”; su questo sono assolutamente e perfettamente d’accordo con il sindaco Vincenzo De Luca. Altro che Berlusconi il quale, poverino, si era fermato, sulla soglia del 20-30% delle cose dette da De Luca per evitare di essere travolto dagli attacchi aggressivi e strumentali dell’intera sinistra. Ma la storia, ovviamente, continua.

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