il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Tranquilli, il padrone ha già deciso per voi.

Renato Messina (renatomessina87@gmail.com)     

NAPOLI – È da poco reso pubblico un interessante paper del vicedirettore dell’Istituto Bruno Leoni, Serena Sileoni, sulla mobilità sanitaria interregionale e sui costi che questa porta ai bilanci regionali. Il paper  (che trovate a questo link: http://www.brunoleonimedia.it/public/BP/IBL_BP_124-Sanita_Mobilita.pdf) esamina il flusso che  porta molti cittadini di alcune regioni a curarsi lontano da casa con dati molto chiari e spiegazioni semplici. Questo spostamento ha anche un risvolto finanziario perché le regioni finanziano le proprie ASL in base a criteri demografici ed epidemiologici; di conseguenza se un cittadino campano, ad esempio, decide di curarsi in Puglia infligge un danno economico alla sua ASL, perchè questa ha già ricevuto i soldi per curarlo. Esiste quindi un fondo interregionale di compensazione che  riequilibrerà le spese; seguendo l’esempio che abbiamo fatto la Regione Campania pagherà a quella pugliese la prestazione di cui il cittadino campano ha usufruito. Come tutti noi ben sappiamo (e come si evince chiaramente da dati del paper) la Campania si trova ad essere una regione dalla quale si spostano una grossa percentuale di pazienti per curarsi (6,26%), aggravando la situazione del bilancio sanitario regionale (che pesa per il 72% sul bilancio regionale complessivo). Ciò che di interessante si scopre nella lettura della ricerca è che il Presidente della Regione Campania (nonché commissario regionale ad acta per la sanità), con delibera n. 165 del 31 dicembre 2012, ha imposto che, per alcuni trattamenti, le ASL campane dovranno creare un commissione che autorizzi preventivamente il cittadino che volesse curarsi fuori dalla propria ASL di competenza. Questo dovrebbe limare le spese della Regione verso il fondo interregionale. Noi, evidentemente, essendo sudditi e non cittadini, ci vediamo limitata la nostra sacrosanta libertà di cura che ci permette di utilizzare le strutture che noi riteniamo più adeguate per la risoluzione dei nostri problemi. Del resto non credo che una persona si sobbarchi lo spostamento da una regione all’altra perché abbia voglia di farsi un viaggio ma, più probabilmente, perché cosciente di alcune criticità che le strutture sanitarie locali hanno, garantendo in questo modo anche una forma di premio “pubblicitario” agli enti che forniscono servizi migliori. Invitandovi a leggere l’utile ricerca della Sileoni, prendo atto che anche questa volta qualcuno, dall’alto, evidentemente illuminato da qualche particolare saggezza, sceglierà cosa è meglio per noi.

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