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ASI: il Tar accoglie l’istanza cautelare proposta dal presidente Cassandra

Da Clemente Ultimo

SALERNO – La seconda sezione del Tar con un’ordinanza, emessa nella giornata di ieri, ha accolto il ricorso presentato dai consiglieri generali del Consorzio Asi di Salerno Gianluigi Cassandra, Massimo Cariello Michele Cuozzo e Mariano Acone.

E’ stata, quindi, accolta l’istanza cautelare per il cui effetto viene sospeso il decreto con cui il presidente della Provincia procedeva alla revoca dei rappresentanti dell’Ente in seno al consiglio generale del Consorzio Asi e, contestualmente, provvedeva a designarne di nuovi.

In particolare i giudici amministrativi hanno evidenziato come “l’incarico ricoperto dal ricorrente non attiene ad un profilo esclusivamente politico, ma riveste anche carattere tecnico”, e pertanto hanno “ritenuto che il provvedimento impugnato non sia adeguatamente motivato in quanto il relativo potere non può essere esercitato “ad libitum” (per il semplice venir meno del rapporto fiduciario, qualunque ne sia la ragione), ma in modo congruente rispetto agli indirizzi stabiliti dal consiglio o, in mancanza, rispetto a quelli che potrebbero essere da esso stabiliti”.

La trattazione nel merito è stata fissata al 26 novembre 2015.

 

“Accolgo con soddisfazione – dice il presidente del Consorzio Asi, avv. Gianluigi Cassandra – la decisione dei giudici del Tar. Sento il dovere di ringraziare gli avvocati Marcello Fortunato ed Angela Marino che ci assistono in questa vicenda.

Mentre attendiamo con serenità l’esame di merito, credo sia opportuno fare una riflessione: in un momento così difficile, sotto il profilo socio-economico, per il nostro territorio strumentalizzare un Ente pubblico territoriale, nel nostro caso la Provincia, che in base alle attuali leggi è addirittura un ente da abolire,  rappresenta un pessimo biglietto da visita per imprese ed investitori. Credo sia venuto il momento di dire basta a provvedimenti illegittimi legati a sterili logiche politiche, che hanno l’effetto di intralciare l’attività amministrativa in corso, finendo per gravare sulle casse degli enti pubblici, utilizzando risorse economiche che vanno impegnate, invece, per garantire i servizi essenziali al cittadino”.

 

 

 

 

 

 

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