il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

PADULA/4: luci della ribalta e … qualche ombra !!


Aldo Bianchini
SALERNO/PADULA – A me sinceramente non sono mai piaciute e non piacciono le “azioni di dossieraggio”, gratuite e fine a se stesse, soprattutto quando i dossier sono largamente incompleti e contengono soltanto le notizie possibilmente utili alla bisogna di chi li distribuisce. Dico questo perchè io leggo attentamente tutto e non mi lascio prendere facilmente dalle notizie eclatanti da buttare in prima pagina. Non sono riuscito a capire, poi, a che prò allegare al dossier gli articoli pubblicati da alcuni giornali online che, nell’occasione, non hanno prodotto vere e proprie inchieste giornalistiche ma hanno soltanto riproposto dichiarazioni di parte. Cercare, quindi, una spalla e/o una prova contro il Comune in quegli articoli che non riproducono altro se non le dichiarazione ufficiali dell’assessore Tiziana Bove Ferrigno, in merito ai pregressi rapporti con il Giannella ed ai successi comunque registrati, non vale assolutamente a niente. Ripeto, il sindaco Imparato ha fatto una scelta legittima di privarsi del direttore artistico, anche se la scelta mi appare troppo superficiale e non al passo con i tempi che esigono altro tipo di “strategie logistiche”. Una cosa interessante, comunque, il “dossier Giannella” la propone quando, a pag. 10 del carteggio in mio possesso, riferisce di un contatto e-mail tra il sig. Giannella e l’arch. Bove Ferrigno. Esattamente alle ore 01.01 del 18 marzo 2015 la Ferrigno scrive a Carmine Giannella: “Abbiate fiducia……di me !!!….Ho finito ora !!! Alle ore 6 parto per far firmare il tutto. P.S. domani farò il giro dei comuni per la sottoscrizione e sarò in giro per tutta la giornata, vi prego di definire tutto il progetto con Antonella senza riservarmi sorprese in tarda serata! Grazie.” Sarebbe interessante sapere che cosa è accaduto tra metà marzo e metà luglio del 2015 e perché in 120 giorni la situazione dei rapporti tra il Comune e Giannella si è incrinata fino al punto della rottura irreparabile. In questa rottura c’entra in qualche modo l’arrivo della SCABEC (una società regionale) per la gestione diretta di tutto il pacchetto ? Difficilissimo rispondere, ma una spiegazione, se vogliamo anche logica ma non molto credibile, l’ha data lo stesso sindaco quando ha dichiarato nelle due conferenze stampa che la necessità di rinunciare al direttore artistico è stata dettata dall’insorgere di nuove spese organizzative non preventivate, quali la tassa sull’occupazione dei suoli del demanio e la percentuale da pagare alla Soprintendenza. E mai spiegazione sarebbe stata più logica se non irrompessero sulla scena alcuni dubbi; difatti verrebbe da chiedere al Sindaco perché è stato aumentato il budget per la promozione (informazione, comunicazione e pubblicità !!) da 40mila a 48mila euro se a monte c’era stata quella sfasatura dei costi ? Infine, facendo leva sulla riconosciuta ed esemplare trasparenza e indipendenza del sindaco (accresciuta nel mio giudizio soprattutto dopo quella levata di scudi che da solo fece contro Achille Bonito Oliva per un progetto multimilionario del luglio 2003 con “Le opere e i giorni”; levata di scudi che indusse anche me a scendere in campo ed a scrivere sia al Comune di Padula che alla Provincia, retta da Alfonso Andria, ed alla regione, retta da Antonio Bassolino) mi accingo alle ultime due domande. 1) Con quale criterio discriminante è stata scelta l’agenzia stampa “Area Comunicazione – Ufficio stampa Mirò” della quale, oltre la Caputano e il De Stefano, non si riesce a capire chi sia il terzo soggetto che i due indicano come unico responsabile ? 2) E quali sono stati, o sono, i criteri di attribuzione-distribuzione della pubblicità che il Comune ha pur dovuto indicare all’Area Comunicazione e come quest’ultima li ha già messi in pratica o li starebbe mettendo in pratica ? Anche per quest’ultimo aspetto non si è riusciti a capire molto, nonostante le diverse richieste fatte da questo giornale ai due preposti, quelli noti, dell’agenzia stessa. E badate bene che stiamo parlando di “denaro pubblico” e non di bruscolini; soprattutto di denaro che viene corrisposto dalla UE e dalla Regione con precise indicazioni di destinazione a pioggia verso tutte le testate giornalistiche e non soltanto agli “amici degli amici”; e quando si ha a che fare con il denaro pubblico tutto deve essere fatto alla luce del giorno e con la massima trasparenza dettando in anticipo soprattutto i criteri di spesa dei soldoni, senza irritazione e senza reazioni emotive ed immotivate. Criteri alla mano, sempre se legali, il Comune e l’Area Comunicazione possono fare tutto quello che è in loro potere avendo cura di rendere preventivamente pubbliche le scelte, legittime !!, che si intendono fare o che già sono state fatte. Altrimenti davvero non comprenderei lo scatto tumultuoso, sanguigno e apparentemente fuori luogo che Paolo Imparato inscenò contro Achille Bonito Oliva in presenza del governatore Bassolino, del presidente Andria e del sindaco Alliegro; e lo fece da solo, con molto coraggio, in una sala asservita ai potenti e annichilita dalla violenza ma anche della giustezza del suo scatto. Alla prossima.

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