il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

BANCHE: GIOVANNI AMATO DELLA BCC DI SASSANO SPIEGA PERCHE’ LE BCC SONO DIFFERENTI

 

Da Bcc Sassano

TITO (PZ) – “Ci sono Banche e Banche, ed in particolare le Banche di Credito Cooperativo sono molto diverse da quelle tristemente alla ribalta in questi giorni, anche e soprattutto per le modalità con le quali tutelano i risparmi di utenti e clienti”. A spiegare le enormi differenze che contraddistinguono le Banche di Credito Cooperativo dagli altri Istituti di Credito è Giovanni Amato, Direttore della Filiale di Tito della BCC di Sassano.

“Le BCC -evidenzia Amato- costituiscono una Rete, che diventerà ancora più forte e coesa dopo l’auto riforma, che le stesse BCC hanno deciso e proposto per rafforzare la propria integrazione”. Basti pensare che a livello Nazionale le BCC sono 368, con 4450 sportelli, e che sono presenti in tutte le Regioni d’Italia. Le BCC caratterizzano con la loro presenza 101 Province e 2700 Comuni, in 555 dei quali sono le uniche Banche ad operare. “Chiaramente -sottolinea il direttore della Filiale di Tito della BCC di Sassano- la nostra particolarità è l’appartenenza al territorio: i nostri clienti ed i nostri investitori ci guardano ogni giorno negli occhi, e la possibilità di conoscere bene chi gestisce i propri risparmi è una cosa si questi tempi assolutamente da non sottovalutare”.

Essendo poi Banche Cooperative e quindi Mutualistiche, oltre ad operare nel territorio le BCC appartengono ai Soci del territorio, e non ad investitori lontani. “Per quanto riguarda la nostra solvibilità –chiarisce Amato- a livello Nazionale il patrimonio delle BCC è di circa 20,5 miliardi di euro. L’indice di patrimonializzazione delle BCC (cioè il Cet 1, parametro che misura la solidità delle banche) è il 16,2% rispetto alla media nazionale delle altre banche che è di 12,1%”. Senza dimenticare che la presenza di più Banche su un territorio assicura una maggiore democrazia economica, perché la concorrenza è uno dei fattori che portano maggiori benefici agli utenti. C’è poi l’aspetto legato agli investimenti sul territorio: le BCC non impiegano i propri utili in “bonus” manageriali. Oltre l’80% degli utili va alla “riserva”, cioè al rafforzamento del proprio patrimonio, il 3% nella promozione e nella cooperazione, ed una altra parte importante va a sostenere le tante attività sociali, culturali, sportive e ricreative del proprio territorio di competenza.

Ma in che modo, concretamente, le BCC difendono meglio i risparmi dei loro clienti rispetto alle altre Banche? Amato tiene a sottolineare questo aspetto, soprattutto in questo momento: “Le BCC, grazie alla propria rete di protezione interna -conferma- non hanno fatto mai pagare a nessuno, né allo Stato né ad altre Banche ma soprattutto mai ai propri clienti obbligazionisti, il costo delle eventuali proprie difficoltà. Un esempio recente è quello della BCC di Roma, che ha incorporato la BCC Padovana, che si trovava in amministrazione straordinaria. Basti pensare che la BCC Padovana aveva 28 filiali, 60mila clienti, 2 miliardi tra depositi ed impieghi e 215 dipendenti. Il Fondo di Garanzia Istituzionale delle BCC ha rimborsato in questo caso ben 29 milioni di obbligazioni subordinate: sarebbe il caso di portare questo esempio all’attenzione del Premier Renzi. Noi della BCC di Sassano siamo molto fieri ed orgogliosi di poterci vantare del fatto che nei nostri 30 anni di attività come Banca del Territorio, nessuno dei nostri clienti ha mai rimesso un solo centesimo dei propri risparmi”.

Infine una raccomandazione agli utenti per il prossimo anno: “Per tutti questi motivi io dico sempre di lavorare con le BCC del proprio territorio, qualsiasi esse siano. Se poi si preferisce la BCC di Sassano, siamo ben lieti ed onorati di poter servire i nostri clienti così come abbiamo fatto nei nostri 30 anni di attività”.

 

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