il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Buonabitacolo: i misteri e le non verità !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Sembrano essere improvvisamente tanti i misteri di Buonabitacolo, un piccolo paesino del Vallo di Diano, abitato da gente assolutamente perbene, e nonostante questo perbenismo diffuso, pervaso da tantissime verità che non vengono dette. Posso accettare che non le dicano i diretti interessati ma che vengano sottaciuti anche dalla stampa mi sembra un pochino esagerato. La notizia che, comunque, è stata riportata da tutti i giornali di carta stampata, da tutte le tv locali e da tutti i giornali online riguarda il fatto che il giovane sindaco Elia Rinaldi è stato in poche ore messo in minoranza e spedito a casa. L’analisi dettagliata di quanto accaduto è abbastanza complessa e molti fanno finta di non conosce i motivi e le ragioni di questa repentina caduta del primo cittadino. Innanzitutto l’analisi dovrebbe partire da una verità assoluta e cioè che politicamente il giovane sindaco Elia Rinaldi è figlio del vecchio (sempre e solo politicamente) sindaco Beniamino Curcio che nelle ultime elezioni non poteva più candidarsi. Anche a Buonabitacolo (fondato nel 1333 da Guglielmo Sanseverino, signore di Padula, Sanza e Policastro) si correva il rischio (come accaduto a Sassano) di presentare una sola lista di candidati e per evitarlo i due si misero probabilmente a tavolino e fecero nascere una seconda lista. Fin qui niente di misterioso, ovviamente. I problemi incominciano a nascere mano a mano che il delfino cresce  e, data la giovane età, scalpita  più del dovuto in un ambiente politico molto chiuso e controllato dai vecchi volponi, come è l’ambiente politico del Vallo di Diano dove sono ancora in circolazione a vario titolo ed a vario ruolo; inutile rifare qui l’elenco perché tanto li conoscono tutti, anche le pietre. Sono perfettamente d’accordo con Elia Rinaldi quando parla di complotti orditi contro la sua persona; anzi esplicitamente riferisce di “un burattinaio” con queste frasi (fonte Ondanews): —L’ex sindaco di Buonabitacolo parla anche di manifesti riscritti “per evitare che il regista occulto si offendesse”. Un passaggio Elia Rinaldi lo fa anche sulle presunte epurazioni sottolineando di non aver mai cacciato nessuno e di essersi pentito di questo “avrei dovuto interrompere subito un accordo – continua Rinaldi – con persone che, a parte ostacolare insensatamente le mie scelte e opporsi a ogni iniziativa, non hanno fatto assolutamente nulla” Elia Rinaldi torna anche sul “burattinaio” e ricorda ai consiglieri “vi è forse sfuggito che si offese quando dissi di voler invitare il sindaco di Sassano, Tommaso Pellegrino, a parlare della sua esperienza amministrativa, rispondendo che non occorreva perché l’avrebbe potuto fare lui—. Non sono però d’accordo con Rinaldi quando si limita lanciare messaggi trasversali e a non indicare nomi e cognomi dei suoi detrattori e, soprattutto, del burattinaio. Da un giovane, oltretutto giornalista, mi sarei sinceramente aspettato di più. Ma non è solo questo a mettere in risalto i diversi segreti “inconfessabili” di Buonabitacolo. Ad esempio ci sono i due attentati perpetrati contro i due personaggi politicamente più vecchi: Beniamino Curcio e Enzo Mattina. Il primo destinatario di una busta con dei proiettili e il secondo di uno squallido oltraggio con la distruzione dell’impianto video-citofonico della propria abitazione. Fatti sui quali indaga l’Arma dei Carabinieri senza alcun esito, almeno fino al momento. Ma a rompere, secondo me, l’armonia che sembrava regnare in quella amministrazione potrebbe anche essere stato l’effetto delle incaute dichiarazioni di Elia contro la stessa sussistenza del Consorzio di Bacino Salerno/3, cosa questa che chiamerebbe in causa diversi altri personaggi che apparentemente, ma solo apparentemente, non hanno niente a che fare con Buonabitacolo. E il tutto si potrebbe anche intrecciare con la denuncia di quell’assessore di San Rufo (giovane anche lui) che di recente è andato in tv a dire che era stato minacciato da ignoti se non smetteva di interessarsi del Centro Sportivo Meridionale ed anche con l’attentato contro Enrico Zambrotti mandato addirittura in ospedale da una bastonata anonima. Insomma, come dire, che quando nel Vallo si parla delle sue massime istituzioni c’è il rischio di farsi male. Fatto sta, per ritornare a Rinaldi, che il giovane sindaco pur avendo tutte le ragioni di questo mondo a voler amministrare come il pensiero gli dettava, non ha valutato l’impatto che il suo modo di agire e di muoversi nella cosa pubblica poteva urtare più di qualche personaggio. Da qui la facile raccolta del dissenso e la messa in minoranza del sindaco con l’appendice commissariale che badate bene può dall’altra parte politica essere addebitata proprio a lui sindaco incapace di valutare gli effetti conseguenti le sue pur genuine e sentite dichiarazioni. A nulla è valso l’aver portato a Buonabitacolo l’intero establishment provinciale del Partito Democratico per la sua entrata ufficiale nel PD; anche in quel caso Rinaldi ha sbagliato nel tenere fuori da questo momento costruttivo le persone che lo avevano spalleggiato ed aiutato. E ora, dovrebbe chiedersi Rinaldi, il partito dov’è ? Il partito caro Elia guarda oltre, guarda ai voti necessari per governare un paese, voti che probabilmente tu non hai a sufficienza; mi auguro che non sia così, ma questo dice la gente comune nei chiacchiericci da marciapiede.

5 Commenti

  1. alcune imprecisioni storiche, nell’ordine in cui vengono scritte
    1. Non è vero che l’ex-ex sindaco non poteva più candidarsi.
    2. Non è vero che l’ex sindaco è figlio del vecchio ex-ex sindaco, nè ne è delfino, ma è invece il frtutto di un accordo tra i tre gruppi consiliari uscenti e, politicamente e personalmente, molto vicino all’allora gruppo di opposizione.
    3. Non è vero che l’ex sindaco non faccia nomi e cognomi del burattinaio, anzi.
    4. E’ vero che l’ex Sindaco era contro la sussistenza del Consorzio, ma fino al suo ingresso nel partito.
    5. Non si può parlare di “altra parte politica” ma di altre parti, in quanto si sono dimessi 2 consiglieri dell’area dell’ex-ex sindaco ma anche tre consiglieri scelti direttamente dall’ex sindaco.
    6. Non doveva l’ex sindaco coinvolgere nella sua entrata nel partito le persone che lo avevano spalleggiato in quanto tutte appartenenti ad altre forze politiche.
    7. Non è vero che il partito guarda oltre, in quanto i rappresentanti locali sono stati tutti solidali con l’ex-sindaco.

  2. Prima di fare gli art.occorrerebbe un po’ documentarsi altrimenti si scrive tanto per farlo, raccogliendo notizie di corridoio che nn corrispondono ai fatti. Le precisazioni del post precedente fanno chiarezza e in base alle mie informazioni sono reali,ma ci danno un altro spaccato, per cui smentiscono tante allusioni e ipotesi. La verità è che i sei dimissionari non erano nemmeno capaci di andare a dire la loro in consiglio, oltre a nn sapere fare maggioranza nn sapevano nemmeno fare opposizione, non riuscivano nemmeno a capire gli ordini che venivano da fuori, cosi che qualcuno ha detto che ci state a fare. Ma al giovane sindaco cosa si può addebitate, dopo meno di due anni non poteva essere uno scienziato dove doveva fare tutto da solo, poverino nemmeno il migliore poteva riuscirci, ma il prossimo non avrà vita semplice, a lavorare per il comune lo fanno solo gli interessati.

  3. Elvira Romano, i chiarimenti non cambiano la sostanza dei fatti. Lui li ha candidati e ha usufruito del loro consenso. Se gli facevano schifo, o gli faceva schifo B. C, avrebbe dovuto fare a meno del loro appoggio e correre da solo. Magari dimettersi lui un mese fa, per evitare l’ anno di commissariamento e l’ immobilismo, e andare subito al voto con una sua lista. Mo’ che iat’ truvann?

  4. Ettore forse non hai capito che loro non si sono mai fatti vedere in giro…noi non li abbiamo mai visti!!!!!

  5. Loro quelli che si sono dimessi….volevo dire prima.

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