il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Comunali 2016: Vincenzo pigliatutto o folle trasmigrazione !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Ho letto da qualche parte una dichiarazione, chiara e inquietante, dell’on. Guido Milanese che, sempre secondo quel giornale, sarebbe pronto a trasmigrare, armi e bagagli, verso la sinistra più “sinistra” che sia mai esistita nella nostra città e nell’intera provincia; alludo, naturalmente, alla pseudo sinistra che fa capo in maniera piramidale a Vincenzo De Luca, attuale governatore della Campania. Parlare solo della eventuale trasmigrazione di Milanese sarebbe ingiusto, anche perché di trasmigrazioni di pari eccellenza ce ne sono tantissime altre, comincio il ragionamento da partiti perché proprio la postilla di Milanese sui partiti mi ha incuriosito molto di più e mi ha indotto a questo approfondimento. Dunque l’on. Guido Milanese in merito ai partiti ha dichiarato “I partiti sono colpevoli di aver allontanato i cittadini dalla politica. Noi (non è un plurale maiestatis ma più semplicemente l’indicazione dell’ NCD che è il suo attuale schieramento politico) vogliamo rappresentare una alternativa, seria e credibile, determinante in molte città. Ci rivolgiamo anche e soprattutto a quella fetta di elettorato moderato che alimenta, in modo preoccupante,il partito dell’astensionismo: a questi elettori delusi di Salerno diciamo di seguirci, di condividere il nostro progetto politico. La città ha bisogno di essere contaminata da forze giovani ed entusiaste” (fonte Il Mattino del 21.03.16). La prima considerazione che mi viene da fare è sul fatto che, secondo Milanese, i partiti hanno allontanato i cittadini dalla politica; sarà anche vero ma dovremmo tutti chiederci i partiti da chi sono composti se non dagli uomini, quindi i responsabili di questo sfascio sono gli uomini che non sono più all’altezza di quelli che li hanno preceduti o per meglio dire quelli della vituperata prima repubblica. E la ragione delle loro responsabilità sta tutta nel fatto che quasi tutti questi uomini che oggi amministrano la cosa pubblica erano uomini che militavano nei terzi se non quarti anelli intorno ai famosi “cerchi magici” che, badate  bene, non sono una invenzione terminologica di oggi. Detto questo potrei anche chiudere qui il mio ragionamento, ma mi preme dire che da questa pletora di questuanti si eleva e si distacca soltanto Vincenzo De Luca (e lo dico turandomi il naso !!) perché molto sagacemente quando tutti gli altri scalpitavano per l’ottenimento di un posto nei primi anelli, lui se ne stava prudentemente in disparte e “studiava”, come sapevano fare soltanto i veri comunisti, la situazione, acquisendo tutte le notizie utili, per capire da dove prenderla per stringerla nel suo pugno che già all’epoca era abbastanza forte, e non solo per espressione caratteriale. Oggi tendenzialmente tutti corrono verso il cerchio magico deluchiano come correvano i calciatori verso il Napoli di Maradona perché sicuri di vincere e di guadagnare quanti più soldi possibili; allo stato la corsa è motivata, se non dai soldi, almeno dalle speranze di conquistare anche un piccolo orticello di potere. E così facendo il potere deluchiano si è già ampliato e tende ancora ad allargarsi, come scrivono adesso quasi tutti i giornali. Non tengono conto che, naturalmente, tutto questo l’ho già scritto in epoca non sospetta e cioè in data 27 febbraio 2016 in un articolo sulla macchina del potere deluchiano: “Chi parla del “dopo De Luca”, cianciando di una perdita di potere del kaimano sulla città di Salerno, non dice la verità, o perché non ha capito nulla o perché fa soltanto finta di non aver capito nulla. In entrambi i casi è in malafede e sarebbe meglio che stesse zitto. A cominciare dai tanti esponenti del centro destra cittadino, provinciale, regionale e nazionale; questi personaggi hanno almeno la grandissima colpa di non aver saputo mettere in piedi in tanti anni una opposizione degna di questo nome”. Penso serenamente che tutti questi personaggi fanno soltanto finta di non aver capito e cercano di auto referenziarsi, ognuno per conto proprio, al cospetto del grande capo. E’ finita l’epoca in cui i capi decidevano le alleanze e le strategie, allo stato, ripeto, ognuno decide per conto proprio anche un minuto dopo essere stato eletto o semplicemente nominato. Dunque sono gli uomini, gentile on. Milanese, che non funzionano più come prima altro che i partiti !! Ecco perché assistiamo ad una vergognosa migrazione o all’allontanamento dalle posizioni originarie, almeno così la penso io, di personaggi che hanno fatto la storia del centro destra salernitano: Salvatore Gagliano, Paki Memoli, Raffaele Adinolfi, Antonio Cammarota, Roberto Celano, Anna Ferrazzano (che potevano essere il futuro), per non parlare di Eva Longo, Gigi Cassandra, Nino Marotta e lo stesso Milanese, ma ce ne sarebbero tanti altri da elencare. Tutti personaggi che scappano da una situazione di comodo per andare ad infilarsi in un apparato difficilmente perforabile. Non intendo fare una graduatoria di quelli che mi hanno deluso di più perché mi hanno tutti lasciato basito; probabilmente io la penso da vecchio socialista e da appartenente alla preistoria, ma preferisco non mutare pelle alla prima occasione. Infine, in questo caso, il fine non giustifica i mezzi. E se non intendo fare graduatorie mi corre comunque l’obbligo di precisare che nessuno dei personaggi sopra citati ha cambiato bandiera o si è allontanato dalle posizioni originarie per motivi o interessi personali. E allora una riflessione andrebbe fatta sul perché tutto questo è accaduto e accade ancora con una certa frequenza. L’unica riflessione possibile è quella che il centro destra salernitano, sull’onda di quello nazionale, non ha avuto un leader capace di fare sintesi e di pilotare al meglio ogni aspettativa da parte dei tanti personaggi che comunque avevano portato acqua al mulino centrale che i due big, Mara Carfagna e Edmondo Cirielli, hanno distrutto in men che non si dica; e senza possibilità di appello. A mio avviso non è soltanto Vincenzo De Luca il pigliatutto, ma una buona fetta di responsabilità per questo esodo quasi biblico è da ascrivere sia alla Carfagna che a Cirielli.

1 Commento

  1. Il problema vero è che, a differenza di De Luca, i leader del centrodestra cambiano uno ogni due anni. Dunque non c’è tempo e modo per costruire una alternativa reale. Aggiungo che diventa difficile coinvolgere i rappresentanti della societá, quando sanno che di lì a poco il leader di turno del centridestra sará un altro: nessuno si espone contro De Luca se non sa di poter avere almeno le spalle coperte per un lungo respiro.

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