il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

PORTO: dalla Cina con … nuovi orizzonti

Aldo Bianchini

SALERNO – A cosa servono i viaggi di studio e di lavoro ? E’ questa la domanda che mi è stata posta verbalmente da un affezionato lettore di questo giornale all’indomani della trasferta cinese a Shanghai per il “Transport Logistic China 2016″ del presidente dell’autorità portuale salernitana Andrea Annunziata. La domanda complessa mi è stata posta quasi come se il lettore volesse mettere in evidenza l’inutilità di tali viaggi, la loro diseconomicità, e la mera essenza di “un viaggio di piacere” con i soldi pubblici. “Non è assolutamente così” ho agevolmente risposto al mio interlocutore e, prendendo spunto da una riflessione molto articolata dell’ing. Gaetano Perillo in calce al precedente articolo in cui parlavo proprio del viaggio in Cina, gli ho spiegato la situazione reale e quanto più veritiera possibile del porto di Salerno e delle sue potenzialità di ulteriore sviluppo nell’immediato futuro. Il viaggio i n Cina si è rivelato un vero successo tra i tanti che l’Autority ha inanellato in questi ultimi anni da Fort Lauderdale (USA) in varie parti del mondo con una precisa centralità: il porto di Salerno e le sue potenzialità. Dalla Cina viene, difatti, un messaggio molto importante rappresentato dal il futuro sviluppo nel settore dei “trasporti combinati terra/mare”. Un messaggio che la grande e sempre più crescente economia cinese ha inviato a tutto il Mondo anche a mezzo del recente convegno di cui sopra; la crescente esigenza di avvicinare terre lontane e ridurre le rispettive distanze, per facilitare gli scambi turistici e commerciali fra popoli di diverse culture, tradizioni e capacità produttive, porta sempre più a privilegiare infrastrutture, mezzi di trasporto e modalità di gestione dei traffici che meglio si adattano alla domanda. In particolare dal meeting cinese è emerso con chiarezza che l’economia orientale non fa sconti a nessuno e sul suo imperioso cammino vuole incontrare funzionalità, organizzazione, modernizzazione e velocità. Ad esempio è stato messo in risalto lo squilibrio nella tempistica dei trasporti via mare dal momento in cui le grandi navi da carico entrano, attraverso Suez, nel Mediterraneo e sono costrette a baipassare lo stretto di Gibilterra per raggiungere con notevole ritardo nella tempistica il più grande porto del nord che è Rotterdam; bisogna non solo navigare tutto il Mediterraneo e passare Gibilterra ma, soprattutto, affrontare l’Atlantico in un lungo tratto che non è tra i più agevoli alla luce dei dati della sua navigabilità. Si ripropone quindi lo sfruttamento migliore e più adeguato delle risorse del Mediterraneo chiamato, anche dalla Cina, ad attrezzarsi in maniera da ridurre notevolmente i tempi di attesa e di movimento delle merci. Alcuni porti del nord del “mare nostrum” già si stanno attrezzando alla bisogna tra i quali Genova e Venezia per far fronte all’irruenza di Marsiglia e di Valencia. Il nostro porto, pur nella sua ridotta dimensione, potrebbe fungere da cerniera utilissima per le merci di piccolo e medio cabotaggio e per spingere soprattutto nel settore cella crocieristica, del diportismo e del turismo di massa (questo, ad esempio, è un messaggio che gli operatori degli ormeggi ed anche alcune autorità giudiziarie non riescono proprio a capire !!). Da qui non si scappa, se Salerno riesce ad inserirsi in questo discorso si salva dagli effetti nefasti di qualsiasi riforma portuale e si impone definitivamente all’attenzione generale della portualità italiana e non solo. Significativo, a tal fine, anche l’annuncio (come dice l’ing. Perillo) della Società NLG (Navigazione Libera del Golfo) di potenziare i collegamenti marittimi da Salerno, che apre nuovi e più produttivi scenari per un incremento dei traffici turistici dal capoluogo verso le località costiere del litorale amalfitano (fino a Sorrento e Capri) e viceversa, con approdi e partenze dal Molo Manfredi. Per realizzare tutto questo è necessario il completamento di tutte le opere infrastrutturali in essere a cominciare dal dragaggio dei fondali – alla stazione marittima da mettere subito alla prova del movimento – alla valorizzazione ed un più razionale sfruttamento della darsena derivata dal prolungamento del molo potrebbe dare ancora più ossigeno alle tante attività portuali e crocieristiche che valgono molto più di una semplice riduzione del 17% dei pontili – alla migliore razionalizzazione possibile delle attività di tutti gli operatori portuali che dovranno dare conto e ragione di tutti i loro movimenti all’Autority – alla revisione di tutte le concessioni turistiche e diportisti che negli anni sono state distribuite a pioggia e senza una logica operativa – ed infine alla conclusione dei lavori per la realizzazione dei due trafori porto/cernicchiara meglio noti come Porta Ovest. Senza queste cose il futuro del porto di Salerno non sarà roseo e sicuramente riserverà delle sorprese molto negative stante la crescente concorrenza di Civitavecchia e, fra poco, anche di Napoli. Ecco le ragioni per le quali i viaggi di lavoro sono utilissimi non solo per il destino del nostro porto ma anche per tutta l’economia dell’intera provincia di Salerno che dal porto attinge risorse senza dare quasi nulla in cambio. Nulla vieterebbe, difatti, la completa rimodellazione anche dei contenitori alle spalle del porto con il riutilizzo della aree industriali quasi dismesse di Contursi, Oliveto Citra e Buccino; ma anche del Vallo di Diano con il tratto ferroviario da Sicignano a Lagonegro. Senza parlare, ovviamente, delle nuove prospettive aperte dall’inaugurazione del nuovo Canale di Panama per opera dell’intelligenza italiana. Ma anche di questo parlerò nei prossimi articolo.

1 Commento

  1. Non sarebbe la prima volta che qualcuno eccepisce sulla validità e utilità dei viaggi di studi e di lavoro, spesso etichettati come sole occasioni di svago colte a spese dei contribuenti.
    Eppure, a parte il fatto che anche gli inevitabili aspetti di evasione turistica servono a fare utili conoscenze su quanto di positivo o di negativo c’è nella quotidianità dei paesi visitati, non si può minimamente disconoscere con quali bagagli di nuove informazioni si rientra da simili missioni. Ci sono incontri con operatori stranieri, portatori di esperienze diverse, dai quali si può ricevere – e anche dare – stimoli innovativi in uno scambio di notizie e di reciproche conoscenze, le cui ricadute avranno effetti positivi una volta rientrati in patria. C’è soprattutto la possibilità di avere diretti contatti con le specifiche realtà dei settori di attività oggetto delle missioni di studio/lavoro e verificare quindi quanto fanno gli altri, con i quali:
    - a volte si collabora, e allora occorre conoscere i loro livelli tecnologici e operativi per avere proficue collaborazioni sinergiche;
    - altre volte ci si trova in confronto concorrenziale, e allora a maggior ragione sarebbe illusorio ignorare i loro progressi e orientamenti in campo gestionale e operativo, contando esclusivamente sui propri convincimenti e sull’efficienza delle configurazioni strutturali delle proprie aree di competenza.
    In tale contesto, nel mio precedente commento mi ero espresso positivamente sulla missione a Shanghai del dr. Annunziata, sicuro che ne abbia ricavato il massimo per il prosieguo della sua attività. Sarebbe quindi auspicabile che l’efficienza operativa sicuramente riscontrata in quella società in continua espansione venisse almeno in parte, e fatte le debite proporzioni, trasferita anche nella realtà salernitana. Egli non mancherà di dare un suo determinante e costruttivo contributo, pur con tutti i condizionamenti di chi sembra che remi in tutt’altre direzioni.
    Sarebbe comunque troppo pretendere una rapidità di esecuzione e di messa in esercizio delle nostre infrastrutture paragonabile a quella cui ci hanno abituato i cinesi – ben per loro e purtroppo per noi – dopo la transizione dal periodo maoista. Notevoli sono le differenze di vita e di comportamento che li differenziano da noi occidentali.
    Tuttavia, se continuiamo a ripetere che ormai l’economia è globalizzata, occorre non solo dirlo, ma anche approntare strumenti e assumere atteggiamenti più consoni ai nuovi scenari su cui vogliamo recitare la nostra parte, possibilmente con ruoli di protagonisti vincenti.
    Da alcune settimane è stata inaugurata un’opera, non solo di notevole entità dal punto di vista artistico e architettonico – la cui eco è rimbalzata ovunque nel mondo e richiama visitatori e inviati di riviste specializzate italiane e straniere – ma anche importante per essere la nuova Stazione Marittima in sede portuale.
    Spiace dover constatare che fino ad oggi ha ospitato due incontri, uno a carattere politico, l’altro a connotazione sindacale e solo visite di ammiratori o studenti. Se si tarda a farle assumere i compiti per cui è stata concepita, c’è il rischio che qualche … benpensante ne chieda il cambio di destinazione d’uso?
    Altra opera nelle cui vene – siano esse del fronte giudiziario o di connotazione istituzionale o del fronte industriale/sindacale – andrebbe iniettata linfa … cinese è il completamento dello scavo e della apertura al traffico della Porta Ovest. Non si conosce se siano stati abbattuti gli ultimi diaframmi nei due tronchi di galleria, né si vede l’inizio dei lavori sul terminale a monte per i raccordi con l’autostrada, altro punto delicato di cui non possono essere sottovalutate le difficoltà realizzative.
    Vanno condivise quindi e tenute da tutti in debito conto le preoccupazioni di chi teme la possibile attivazione della procedure di ritiro dei finanziamenti comunitari per inadempienza nel rispetto delle previste clausole.
    Ipotesi malaugurata, che lascerebbe il segno e pregiudicherebbe anche ulteriori future richieste di accesso ai fondi, nazionali e europei, per adeguamenti e potenziamenti infrastrutturali, di cui non può fare a meno – come da tempo vado ripetendo – il sistema intermodale dei trasporti afferenti il porto di Salerno.

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