il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Valiante: caro Renzi … ti scrivo

di Simone Valiante

Caro segretario,

sono costretto a scriverti per segnalarti  ancora una volta una delle tante anomalie “schizofreniche” che caratterizzano i processi politici della regione Campania. Il caso in questione è quello di Mondragone, comune di frontiera della Provincia di Caserta, una delle realtà più difficili della nostra regione. A Mondragone negli ultimi cinque anni si è di fatto realizzato un governo di “salute pubblica”, con un bravo sindaco che ha guidato una giunta civica sostenuta dal partito democratico. Il sindaco, simpatizzante di Forza Italia, ma disponibile a ricandidarsi con una lista civica per continuare a governare con il sostegno del nostro partito, ha ereditato un comune sciolto per infiltrazione camorristica. Il circolo del Pd nei mesi scorsi, comprendendo questo sforzo positivo, alla presenza della senatrice Teresa Armato, delegata della segreteria regionale, ha deliberato all’unanimità il sostegno all’attuale sindaco, chiedendo l’utilizzo del simbolo del partito democratico. Di fronte alla limpidezza e alla chiarezza di tale processo sono seguite una serie di “omissioni” politiche e mancate prese di posizione, a volte anche frutto di atteggiamenti ostruzionistici, che tutt’ora, a poche ore dalla presentazione delle liste, non hanno ancora determinato da parte del commissario provinciale sen. Mirabelli, una decisone definitiva. Tale atteggiamento e’ poco rispettoso delle dinamiche territoriali, che in una situazione di tale complessita’ richiederebbero cautela, non soltanto politica. Circola, infatti, un retroscena, ovviamente tutto da verificare, in base al quale la non concessione del simbolo al circolo locale del partito, sarebbe determinata da una sorta di accordo di desistenza con un consigliere regionale del luogo, tale Zannini, escluso dalle liste del partito democratico nel corso delle ultime elezioni regionali perche’ ritenuto tecnicamente “impresentabile” in base alle nostre previsioni statutarie, poi candidato ed eletto nella lista di Centro democratico. Stiamo parlando, lo ricordo ancora, di un comune negli anni scorsi sciolto per infiltrazione camorristica. Non ho ragione di dubitare dell’onesta’ intellettuale del sen. Mirabelli, ma comprenderai la delicatezza dei luoghi e dello scenario politico, che impone a tutti noi di assumere atteggiamenti chiari e trasparenti. La politica, poi, fa il resto ed il rispetto della volontà dei nostri iscritti.

Ti chiedo, pertanto, a poche ore dalla presentazione delle liste

 

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