il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

“Lo sciopero” del 1943 a Montesano sulla Marcellana

 

Pietro Cusati

(articolo pubblicato da www.vallo web.com il 18 gennaio 2012)

MONTESANO/MARCELLANA (SA) – Nel dicembre del 1943 un folto gruppo di contadini di Montesano sulla Marcellana, stanchi dei disagi delle tasse e della fame, armati di bastoni, forche e pale, si rivoltarono contro i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale.

La protesta e le manifestazioni di piazza si conclusero in un bagno di sangue coinvolgendo non solo i rivoltosi, ma anche i cittadini inermi che in quel momento si trovavano per strada per fatti del tutto occasionali. Quei morti seppelliti in fretta, senza il pianto dei parenti e il conforto della Chiesa, insieme a “tanti giovani caduti combattendo … si trovano, come ha scritto il grande giurista Pietro Calamandrei, dietro ogni articolo della Costituzione …, sono quelli che hanno dato la loro vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte nella Carta Costituzionale.

A seguito dei disordini fu celebrato il procedimento penale contro ben novantuno imputati, molti dei quali in stato di arresto. La Corte di Assise di Potenza, convocata in Sala Consilina, nella causa a procedimento formale contro Lauria Vincenzo fu Angelo e fu Rossi Rosa, nato a Montesano il 3 giugno 1878 ed altri 19 imputati, nella motivazione della sentenza, depositata il 27 maggio 1949, osserva che “stando ai fatti ritenuti della sentenza di rinvio a giudizio, non può mettersi in dubbio che i disordini accaduti a Montesano, nel periodo di tempo successivo alla occupazione del territorio da parte degli anglo-americani, tendevano ad instaurare un nuovo ordine nella pubblica amministrazione, e che tutte le violenze commesse in quel periodo di tempo, costituiscono il mezzo con il quale si tendeva a raggiungere un fine di natura politica”.

A distanza di oltre 60 anni, per rendere onore alla memoria di quanti senza nessuna responsabilità si trovarono sui luoghi della protesta, e pagarono con la vita per la loro solo presenza, l’Amministrazione Comunale d Montesano sulla Marcellana, capeggiata dal sindaco Antonio Manilia volle intitolare una piazza ai Martiri Montesanesi del 1943. Gli atti del processo a cui furono sottoposti i contadini che, più volte, manifestarono in piazza la loro insoddisfazione, rivendicarono i loro diritti e cercarono di far valere le loro ragioni, sono raccolti in un interessante volume “Lo sciopero” del 1943 a Montesano sulla Marcellana. I fatti, il processo, la sentenza, scritto dal dirigente scolastico Angelo Sica, presidente del Centro Studi e Ricerche Montesano sulla Marcellana. Il sindaco dott. Antonio Manilia, l’Amministrazione Comunale di Montesano e la Banca di Credito Cooperativo di Sassano, presieduta dal dott. Antonio Calandriello, hanno sostenuto le spese di stampa della pregevole pubblicazione. Il lavoro rigoroso dello storico, la puntigliosa curiosità del ricercatore che scava nella memoria collettiva attingendo all’inesauribile giacimento della  tradizione orale e che compiendo un gesto di responsabilità civica, secondo il sen. Alfonso Andria che ha scritto la prefazione, riporta alla luce un pezzo di verità sconosciuta (o taciuta ?).

Già la denominazione “sciopero”, perciò virgolettato nel titolo dallo stesso autore, è riduttiva rispetto a quella che fu una vera e propria rivolta, che fece registrare il tragico bilancio di ben otto morti, di cui cinque donne. Una strage !! che indica la portata dell’evento, rendendo ancor più inquietante, quanto oscura, la ragione della sua pressochè misconoscenza nelle tracce storiche locali. Il libro non è solo la storia dello “sciopero” del 1943, scrive il prof. Paolo Apolito, nella presentazione, esso è un lascito, e c’è da sperare non l’unico ma solo il primo di una serie, di un’esperienza scolastica che davvero ha pochi paragoni nelle realtà scolastiche italiane e meridionali.

La scuola, le famiglie, i cittadini di Montesano e del Vallo di Diano sono grati ad Angelo Sica per questa utile, interessante ed intelligente ricerca che i giovani hanno la  possibilità di studiare la storia dei “Martiri Montesanesi del 1943” che si batterono per assicurare alle loro famiglie una sopravvivenza onesta e dignitosa.

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