Castiglione del Genovesi: dalle spalle dei giganti alle vittime della seconda guerra mondiale per … un fil-rouge di cultura

Aldo Bianchini

 

ASSISI / CASTIGLIONE del GENOVESI – Da quando Matteo Generoso Bottigliero si è seduto sulla poltrona di primo cittadino di Castiglione del Genovesi ha subito capito che per lasciare un segno indelebile nella sua comunità doveva prendere per mano la storia, i ricordi, i luoghi, la stessa identità di Antonio Genovesi (grande personaggio del ‘700) per farne l’immagine, una sorta di copyright, a livello planetario.

         E cerca di creare o di afferrare tutte le occasioni per rimarcare questo concetto fondamentale, un concetto abbondantemente dimenticato dalle precedenti amministrazioni che, probabilmente, si limitavano a tratteggiarne i profili principali contenendoli nell’ambito della realtà del paese che gli aveva donato i natali, senza pensare che invece la sua grande fama di sacerdote, medico, giurista, scrittore avrebbe potuto illuminare la dolce e gradevole vallata di Castiglione di luce propria nel panorama mondiale della cultura.

         Alla fine del mese di agosto, esattamente il 31, il sindaco Matteo Generoso Bottigliero al culmine di numerose manifestazioni pro-Genovesi è riuscito a portare la sacralità del Genovesi fin dentro la cupola della cultura universale, ad Assisi, dove si teneva la “giornata per la custodia del creato, sulle spalle dei giganti, per le proposte per un futuro economico e sociale sostenibile e felice”.

         Alla presenza del sindaco di Assisi Stefano Proietti, della presidente della Regione Umbria Donatella Porzi, del vescovo di Gubbio mons. Mario Cecobelli, dell’architetto Italo Rota (assessore alla rigenerazione ecosostenibile      di Assisi), di Walter Canapini (direttore Arpa Umbria), di Luigino Bruni (docente della Lumsa), di Cecilia Dall’Oglio (movimento cattolico mondiale per il clima) e Andrea Stocchiero (Policy officer Focsiv) il nostro sindaco Bottigliero ha apertamente sostenuto che “Come Antonio Genovesi non c’è nessun altro personaggio al mondo che possa meglio rappresentare la fatale congiunzione tra passato, presente e futuro nell’ottica di un sistema ecosostenibile e finanziario per il bene di tutti”; c’è stato un momento di silenzio che si è rapidamente trasformato in un coloro lungo applauso per confermare che davvero la figura del Genovesi è planetaria per essere stato il primo studioso a pensare e credere in una ripartizione parcellizzata ed equanime della grande ricchezza verso tutti per il raggiungimento della felicità collettiva.

         Insomma il sindaco Matteo G. Bottigliero è riuscito a proiettare al centro dell’attenzione mondiale la figura e l’opera del grande abate Antonio Genovesi nato nel comune di Castiglione e cresciuto professionalmente presso l’università di Napoli dove ottenne la prima cattedra di economia della storia della cultura italiana.

         Passa il tempo e l’attenzione del sindaco nei confronti del Genovesi e della cultura in genere non perde neppure un colpo; l’ultimo l’ha messo a segno sabato sera 7 ottobre 2017 in una affollatissima Chiesa della Madonna del Rosario per la presentazione del lavoro letterario di Mario Cerra “Le vittime civili della 2^ guerra mondiale a Castiglione del Genovesi” in cui sono riportate le storie di undici persone decedute per causa diretta della guerra e per i suoi effetti collaterali: Giovanni Cerra, Felice Della Calce, Gabriele Plaitano, Giuseppe Bottigliero, Giovanni Iannone, Giuseppe Barba, Cristina Barba, Pietro Zucchi, Giuseppe Quaranta, Nicola Quaranta e Vincenzo Russo. Anche le foto d’epoca, pubblicate nel volume sono il marchio e il sigillo di un’epoca che non c’è più e che è giusto ricordare e far ricordare.

         Non a caso il sindaco, nel suo seguito intervento, ha raccolto l’invito rivoltogli ed ha rassicurato tutti che il lavoro di Cerra entrerà innanzitutto nelle scuole di Castiglione e dei paesi limitrofi.

         Ha colpito, in particolare, il racconto dei tre bambini “Luigi e Cristina Barba e Giovanni Iannone” morti il 24 agosto del 1945 a causa dello scoppio di una bomba inesplosa; così come ha colpito l’episodio della caduta di una “fortezza volante” americana che all’epoca era una specie di grande nave volante e piena di ordigni esplosivi.

         Una serata davvero eccezionale, condita dalle parole del parroco don Carmine Voto e dall’affermazione finale del sindaco nei confronti dell’autore Mario Cerra: “Io e la mia amministrazione ringraziamo ancora una volta Mario per questo suo dono e per la sua continua opera di nostro ambasciatore nel mondo”.

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