il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

E’ arrivata la notte del jazz Ecm Sul palco del Ravello Festival doppio set: Theo Bleckmann, Stefano Battaglia e Michele Rabbia a seguire Django Bates’ Belovèd

 

da Fondazione Ravello Festival

Tra gli eventi più attesi del Ravello Festival 2018 c’è sicuramente “An evening with ECM”, la serata dedicata ad una delle etichette discografiche che maggiormente hanno inciso sul modo di ascoltare e concepire la musica. La serata di sabato 21 luglio (ore 21) sul Belvedere di Villa Rufolo sarà articolata in due parti: nella prima seguiremo la produzione originale che trae ispirazione dai “Four Quartets”, un capolavoro di umanità letteraria e superamento del modernismo del poeta e drammaturgo inglese T.S. Eliot, premio Nobel per la letteratura nel 1948. La rielaborazione sarà a cura di Stefano Battaglia (pianoforte e composizione), Theo Bleckmann (voce) e Michele Rabbia (percussioni ed elettronica). Ancora una personalità di grande rilievo nella seconda parte, dove ascolteremo il pianista e compositore inglese Django Bates, raramente apparso in Italia con il suo trio Belovèd.

Bleckmann e compagnia hanno periodicamente inciso per la prestigiosa casa di produzione di Monaco di Baviera, a Ravello si cimenteranno in un concerto in cui composizione ed improvvisazione si alterneranno a vibranti liturgie e a una meditazione più ampia sul tempo. E se Battaglia e Rabbia sono musicisti fra di loro molto affiatati, l’occasione sarà ancora più preziosa per ascoltare le straordinarie doti espressive di Bleckmann, il cui stile è tanto personale, colto ed originale da renderlo immune a qualsiasi accostamento. Il concerto è una produzione Ravello Festival proposta dal direttore artistico della sezione jazz, Maria Pia De Vito.

Django Bates, protagonista della seconda parte del concerto, nella sua più che trentennale carriera si è esibito in tutto il mondo con i suoi ensemble: Human Chain, Delightful Precipice, Loose tubes, Quiet Nights, garantendosi una notevole reputazione internazionale come compositore, bandleader, improvvisatore ed educatore. L’ECM ha da poco pubblicato il suo album “The study of touch”, realizzato con una delle sue più riuscite costellazioni, il suo affiatato trio Belovèd, con il vivace bassista svedese Petter Eldh e il pittorico batterista danese Peter Bruun che ovviamente lo seguiranno anche nella Città della Musica. Questo lavoro continua la avveniristica rivisitazione/ricostruzione di brani associati a Charlie Parker, musica con cui Django si è misurato con rispetto, sensibilità e humour, e presenta al contempo nuove brillanti composizioni originali confermando le doti di Bates di arrangiatore e compositore, insieme a questo brillante trio. Ha detto di Lui il Guardian: “Bates ha uno dei più grandi Jazz piano trio al mondo, nelle sue mani” (John Fordham).

www.ravellofestival.com. Per info 089858422 boxoffice@ravellofestival.com

Sabato 21 luglio

Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.00

An evening with ECM 

 

Triofourquartets

Theo Bleckmann: voce

Stefano Battaglia: pianoforte 

Michele Rabbia: percussioni

Produzione Ravello Festival

 

Django Bates’ Belovèd

Django Bates: pianoforte
Petter Eldh: contrabbasso
Peter Bruun: batteria

Esclusiva Italiana

Posto unico € 40

Ecm è l’acronimo di Editions of Contemporary Music, un concetto esteso e condivisibile, rispetto a quello più angusto di jazz. Il suo deus ex machina è Manfred Eicher, ieratico produttore che una volta sentenziò ciò che lo ispirava così: “Abbiamo cercato i suoni che ci piacciono: i suoni più belli dopo il silenzio.” Non male per un giovanotto di soli 26 anni, che nel 1969 fonda questa etichetta discografica che ha radicalmente cambiato il modo di concepire ed ascoltare la musica con centinaia di registrazioni (da Mal Waldron a Keith Jarrett, passando per Egberto Gismonti e John Cage), oltre ad avvenimenti fondati su una passione infinita nel distillare il concetto di bellezza in musica.

Biografie

 

THEO BLECKMANN

Theo Bleckmann è un compositore di nuova generazione, eclettico e talentuoso. Con una nomina ai Grammy Awards, la sua musica è sofisticata, non sentimentalmente emotiva e seriamente giocosa. Il suo lavoro provoca e spinge la mente a riflettere, ma si connette immediatamente al cuore. Ha un approccio alla musica e alla performance dal vivo inusuale e provocativo. Il suo gusto per il rischio, mescolato alla tecnica rigorosa, è chiaro nella sua capacità insolita e multiforme come di improvvisatore – una capacità che lo ha portato a lavorare con Steven Spielberg per creare il linguaggio degli alieni in “Men in Black”. La sua storia d’amore con le arti performative influenza e totalizza il suo approccio alla composizione musicale.

Bleckmann, che abita a New York City dal 1989, ha pubblicato una serie di stimolanti e irriverenti album su Winter & Winter, comprese registrazioni di Las Vegas standards, del Kabarett berlinese e

di popolari “canzoni da bar”; ha registrato e arrangiato in maniera innovativa le canzoni di Charles

Ives, insieme al collettivo di improvvisatori jazz/funk Kneebody; e il suo “Solos for Voice and Toys”, dove ha messo a disposizione la sua sensazionale tecnica vocale, il suo impegno emotivo, alternando voce e strain gadget per una registrazione in solo all’interno di un monastero sulle Alpi Svizzere.

STEFANO BATTAGLIA

La dimensione estetica del pianista milanese è tutta perfettamente tradotta nelle sue opere di alto rilievo, nell’idea affascinante della composizione istantanea, di manifestazione e non di rappresentazione, di sintesi illuminante di stili e tradizioni. Una musica densa e severa, alla ricerca continua della bellezza attraverso un gesto controllato e mai liberatorio, un virtuosismo il cui eloquio descrive immaginari abissi attraverso il suono perfetto: un suono arcaico e magico, oscuro ed evocativo, ricco di mille risonanze. Vincenzo Martorella, Jazz it

Uno dei musicisti più rappresentativi della prestigiosa etichetta ECM dal 2004, Stefano Battaglia ha

tenuto, dal 1984, più di 3000 concerti in Italia, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Ungheria, Belgio, Giappone, Tunisia, Israele, Stati Uniti, Slovenia, Olanda, Grecia, Marocco, Turchia, Svezia, collaborando con molti musicisti internazionali e pubblicando più di cento dischi, che gli hanno valso numerosi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. È docente ai seminari Siena Jazz dal 1988 e al Corso di specializzazione e di Alta Qualificazione Professionale per esecutori di musica jazz di Siena, dove dirige dal 1996 il Laboratorio Permanente di Ricerca Musicale, spazio dedicato alle discipline dell’improvvisazione, della composizione e della sperimentazione.

MICHELE RABBIA

Nato a Torino nel ’65, dopo aver compiuto i primi studi presso la “Scuola Civica di Savigliano”, sotto la guida del Maestro Giorgio Artoni, Michele Rabbia segue i corsi di batteria con il Maestro Enrico Lucchini. Nel 1989 si reca negli Stati Uniti dove ha la possibilità di frequentare le lezioni di Alan Dawson e Joe Hunt. Rientrato in Italia si trasferisce a Roma e nel ’94 entra a far parte del gruppo Aires Tango guidato dal sassofonista argentino Javier Girotto; con questa formazione registra sette dischi e compie oltre 300 concerti che vedono, in alcuni casi, la collaborazione di musicisti come Enrico Rava, Paolo Fresu, Peppe Servillo e Gianni Coscia. Il suo interesse per la musica improvvisata lo porta a collaborare in studio e dal vivo con diversi musicisti come: Michel Godard, Rita Marcotulli, Charlie Mariano, Antonello Salis, Stefano Bollani, e tanti altri. Le sue collaborazioni si estendono anche ad altri settori dello spettacolo come il teatro (Fausto Paravidino, David Riondino e Mara Baronti), la danza (Tery J. Weikel, Magda Borould Pascal, Rossella Fiumi), la letteratura (Dacia Maraini) e la pittura (Gabriele Amadori). 

 

DJANGO BATES  

Pianista, cornista e compositore, Django Bates attribuisce l’ecletticità del suo lavoro musicale alla propria infanzia: suo padre fu infatti un grande collezionista di musica popolare rumena e africana.
Membro fondatore dei Loose Tubes, Django è stato protagonista della rinascita del jazz europeo degli anni ’80. La Dutch Metropole Orchestra, il Brodsky Quartet, Joanna MacGregor, Britten Sinfonia, Royal Shakespeare Company, e la Duisburg Philharmonic sono solo alcune delle tante formazioni che gli hanno commissionato dei lavori. Come artista di valore internazionale è comparso a fianco di Bill Bruford, Dudu Pukwana, Sidsel Endresen, Wynton Marsalis, Michael Brecker, Tim Berne e Ronnie Scott. Nel 1997 Django ha ricevuto il prestigioso premio Danish Jazzpar, soprannominato “il premio Nobel del Jazz”.

Django è stato direttore artistico inaugurale di FuseLeeds04, la biennale di nuova musica del Regno Unito. Per il concerto di apertura ha composto Umpteenth Violin Concert per il violinista Ernest Kovacic e, per rendere omaggio al 60° compleanno del sassofonista Evan Parker, Django ha dato commissione a sessanta compositori – inclusi Gavin Bryars, Laurie Anderson, Sir Patrick Moore e John Zorn – di scrivere una battuta a testa. Dopodiché le incluse tutte nel pezzo Premature Celebration che fu eseguito dalla London Sinfonietta, con Evan Parker e Paul Lytton che improvvisavano su musica che non avevano mai sentito prima.

Nel 2010 Django realizza Belovèd Bird, una celebrazione del suo eroe d’infanzia Charlie Parker. Nell’opera utilizza la classica costellazione acustica del pianoforte trio, amata da ascoltatori di jazz di tutto il mondo. Nel settembre 2012 Django ha proseguito l’esplorazione del lavoro di Parker con l’uscita dell’album Confirmation: i brani originali di Django sono una produzione a sé stante, ma servono anche a ricontestualizzare quella di Parker, utilizzando la stessa ritmica e le stese caratteristiche armoniche che sono alla base degli stupefacenti remake di “Donna Lee”, “Confirmation” e altri. 1° giugno 2013 al Festival New Directions di Luleå (Svezia) debutta in prima assoluta The Study of touch, una commissione del Norrbotten International Music Centre’s New Directions che Django esegue con il suo trio insieme alla Norbotten Big Band; il 28 agosto dello stesso anno questo lavoro viene presentato in prima nazionale alla Royal Albert Hall di Londra nell’ambito dei BBC Proms. Per questo lavoro fu insignito del premio BASCA (British Academy of Songwriters, Composers and Authors/) per la categoria “Contemporary Jazz Composition”.
Django Bates è attualmente docente di jazz alll’Università delle Arti di Berna, in Svizzera.

 

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