il Quotidiano di Salerno

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FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO LA DIETA GIUSTA PER UN FEGATO SANO

                                                                                                                                    

da Dr Alberto Di Muria

Padula- Avere un fegato in salute è senza dubbio un desiderio comune che però deve rispettare un certo tipo di alimentazione per tramutarsi in realtà. Vi sono però alcuni alimenti che, se consumati spesso, assicurano un fegato perfettamente funzionante, come ad esempio il pane arricchito con alghe, peperoncino e una buona dose di estratto di cardo mariano. 

Uno studio presentato di recente a Vienna, all’International Liver Congress, ha accertato che proprio pane e alghe sono ottimi coadiuvanti per assorbire meno grassi. Dallo studio presentato al congresso dagli scienziati della University of Bristol (Inghilterra) è emerso che  il consumo di pane con alginato riduce drasticamente l’assorbimento dei grassi e inoltre migliora i sintomi di chi soffre del disturbo di steatosi epatica. Pare, infatti, che la riduzione di grasso assorbito sia ben del 31%, grazie all’efficacia delle alghe. 

Lo studio ha anche evidenziato gli effetti benefici della capseicina, molecola presente in particolare nel peperoncino, nella riduzione dei danni al fegato. La ricerca ha evidenziato che la capseicina è stata in grado di ridurre l’attività di alcune particolari cellule del fegato coinvolte nella formazione della fibrosi epatica che si manifesta in risposta a un danno dell’organo. La capsaicina, che si concentra nei frutti e nei semi del frutto del peperoncino, è nota per le sue proprietà rubefacenti , cioè se applicata sulla cute induce vasodilatazione, digestive, perché aumenta la secrezione di saliva e succhi gastriciantiossidanti ed antibatteriche.        

Tra le novità in tema di alimentazione che possono prevenire i danni epatici, c’è la bontà di alcune molecole presenti nell’estratto di cardo mariano. Lo studio ha infatti dimostrato come la silimarina contenuta nella pianta, dopo 48 settimane di trattamento, sia in grado di migliorare lo stato della malattia con risultati sorprendenti. Secondo i ricercatori della Univeristy of Malaya di Kuala Lumpur (Malesia), il merito della silimarina è da attribuirsi alle capacità antiossidanti e anti-infiammatorie della molecola. Sicuramente anche questa è una notizia positiva che si aggiunge a quella di un altro studio che riconosce la vitamina E come ottimo alleato per contrastare i danni della steatoepatite non alcolica. Lo studio ha comunque dimostrato come molte patologie siano originate dalle cattive abitudini alimentari, e cambiare alimentazione è un ottimo metodo per contrastarle. Tra questi  quello che volgarmente viene definito “fegato grasso” e che i medici chiamano steatosi epatica,  disturbo che può in alcuni casi evolvere e compromettere la funzione dell’organo.

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