il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Salerno Città Aperta: la svolta dei Lions

Aldo Bianchini

SALERNO – Finalmente qualcuno che parla, ascolta, ragiona, propone e spiega; ne avevamo assolutamente bisogno dopo anni e anni di imperante “deluchismo di maniera” che aveva quasi narcotizzato le intelligenze vive e pure di questa città.
Ci ha pensato il Lions Club Salerno Host, ottimamente presieduto dall’ing. Lorenzo Criscuolo, a suonare la sveglia con l’organizzazione del convegno “Sistemi Urbani ed Area Vasta – metamorfosi ed evoluzione della città dinamica – Salerno oltre l’Orizzonte” che ha messo insieme il fior fiore delle professionalità e delle intelligenze di Salerno .
Perché è toccato ai Lions suonare la sveglia ?, perché da un po’ di tempo a questa sono i Lions salernitani che hanno messo nel mirino l’obiettivo di riportare questa città agli antichi splendori di dialogo, concertazione, condivisione e decisione; tutte cose che ormai da tempo erano state riposte nell’archivio del tempo. Insomma un vero e proprio ritorno alla politica fruttuosa e costruttiva.
Dal dopoguerra ad oggi abbiamo avuto almeno tre tipologie di città: quella turistico-industriale di Menna, quella europea di De Luca e quella attuale che lentamente sta ritornando alla città turistica senza la falsa e fallita compromissione industriale degli anni ’70 e ’80. Ma la ripresa economica della città è lenta -lo ha detto Ernesto Pappalardo, giornalista economico- anche se ci sono diversi segnali positivi provenienti da fuori e da dentro Salerno.
In verità è proprio il tessuto economico che deve essere tenuto sotto osservazione; la storia ci dice che la città di Salerno non ha vissuto mai un periodo di “economia propria” e che si è basata sempre su “economia indotta”, cioè proveniente da fuori. Il fenomeno più marcato si ebbe nel corso di tutti gli anni ‘50 ’60 con il gigantesco flusso turistico-balneare che invadeva la città dando vita al floridissimo mercato delle case in fitto per l’estate ed in parte negli anni ’60 e ’70 quando ci fu quello straordinario fenomeno migratorio, quasi un esodo, dal Cilento, dal potentino e dall’avellinese che portò a Salerno una marea di persone (da migratori divennero stanziali) e sul piano economico con l’arrivo anche di denaro vivo e palpitante che diede la stura pòrima ad un sistema economico forte ma dai piedi d’argilla e poi alla grande colata di cemento che invase la città anche in maniera arraffazzonata e disordinata senza una logica urbanistica e senza un minimo di progettualità economica non basata esclusivamente sull’edilizia forzata.
Siamo di fronte, quindi, ad una città da ridisegnare sulla base di una concezione urbanistica moderna ed al passo con i tempi e da rilanciare sotto il profilo della progettualità economico-commerciale-turistica; ma quale città scegliere, quella compatta di Bohigas o quella diffusa che avevano ideato i socialisti negli anni ’80.
In questo il prof. Michele Brigante (dipartimento strutture ingegneria Università di Napoli) è stato molto chiaro ed esaustivo; ha parlato di “sistema urbano quale infrastruttura complessa” arrivando in maniera convincente a dire che in una città moderna “il centro non necessariamente deve essere al centro”; sembra un gioco di parole ma è una verità incontestabile che annienta in un colpo solo sia la visione di una città compatta che quella diffusa. Perché ?, perche quelle ideate da Bohigas e dai socialisti erano città che comunque avevano precisi confini territoriali che ponevano il centro al centro, quella di Brigante non ha confini e, dunque, non può avere il centro al centro ma un centro (o tanti centri) che non devono essere necessariamente al centro. Insomma la vera e nuova “Salerno città aperta”, aperta alla Piana del Sele ed alla Valle dell’Irno e con una porta su Cava per l’agro nocerino sarnese.
Ecco questa è l’area vasta che, nell’ambito della metamorfosi e dell’evoluzione della città dinamica potrebbe proiettare Salerno oltre l’Orizzonte.
L’ingegnere Armando Zambrano (presidente del consiglio nazionale degli ingegneri) si è intrattenuto sulla “rigenerazione urbana tra competizione e normativa” ed ha messo l’accento sulla grave situazione della normativa sia per gli appalti che per le modalità tecniche di costruzione; un problema che si trascina da decenni e che neppure il nuovo governo gialloverde sarà, forse, in grado di risolvere perché già si affacciano nuovi provvedimenti che complicheranno ancora di più la situazione.
La validità del convegno organizzato dai Lions Club Salerno Host, e voluto tenacemente da Lorenzo Criscuolo, consiste prevalentemente nel fatto di essere riusciti a mettere insieme diverse competenze, non escluse quelle che riguardano l’economia perché senza di essa nessuna progettualità è possibile; il prof. Pasquale Persico (dipartimento economia UniSa) ha rappresentato il meglio nel settore dell’economia dentro cui una “città aperta” è chiamata a muoversi per crescere ed operare nell’ambito di un’area vasta con flussi economici interni ed esterni.
Sono intervenuti nel dibattito anche il prof, Adalgiso Amendola ((dipartimento economia UniSa), il prof, Ferruccio Izzo (dipartimento architettura UniNa), il prof. Roberto Vanacore (dipartimento ingegneria UniSa).
Hanno portato il loro saluto il presidente della CCIAA dr. Andrea Prete, il dr. Paolo Gattola (governatore distretto Lions 108 YA) e il prof. Antonio Marte (vice governatore del distretto Lions 108 YA).
L’ing. Lorenzo Criscuolo, che ha avuto anche il ruolo di coordinatore del convegno, ha accennato all’esperienza della Città Vallo come progenitrice dell’area vasta; quella esperienza, però, fallì miseramente sotto i colpi di un campanilismo diffuso che ancora oggi blocca in regione la riproposizione dell’iniziativa. L’area vasta, comunque, è un’altra storia -ha detto Criscuolo-; la Città Vallo non aveva una solidità scheletrica propria, l’area vasta ha invece già una città viva e vegeta dalla sua parte.
L’unica nota triste della serata ha riguardato il pubblico che pur avendo registrato la presenza di molte competenze ha evidenziato l’assoluta assenza della città comune, quella che dovrà accettare e promuovere la bella iniziativa dei Lions.
La nostra è una città che va riconquistata, lentamente ma va riportata nell’alveo della giusta discussione senza correre il rischio di planare nei chiacchierifici; questo i Lions e, soprattutto, Criscuolo lo sanno benissimo e sapranno prendere le necessarie misure protettive.

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