il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Plastic free policy: tra best practices e sviluppi futuri la strategia adottata dal PNCVDA si rivela vincente.

 

di Antonella Inglese

La plastica gettata in marePUNTA LICOSA – Sono stati giorni di gogna mediatica quelli riservati ad Alessio Sammaria, il giovane che ha postato su instagram una storia in cui, volendo essere ironico, getta una bottiglia di olio abbronzante in mare a Punta Licosa al grido di “Via la plastica! Viva il plastic free, niente plastica sulla mia barca!”. Il video non fa ridere nessuno, anzi, il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, allerta prontamente il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino, e la Capitaneria di Porto di Agropoli denunciando l’accaduto.

Il responsabile, sempre da Punta Licosa, ore dopo la denuncia replica postando una nuova storia su instagram in cui afferma: “Era evidente che si trattava di un momento goliardico. Ho buttato questa bottiglia di olio in mare subito dopo raccolta. Ho fatto passare un messaggio sbagliato ma non sono il tipo che butta rifiuti in mare. Se ho fatto passare un messaggio sbagliato (caspita che l’hai fatto!) chiedo scusa”. Poi, passa al contrattacco: “Prima di commentare (si riferisce ai tanti commenti di disappunto postati sui social) e denunciare qualcuno, chiedetevi cosa è stato fatto realmente, poi contattate il sindaco o chi c***o volete. Però, prima di farlo, informatevi!”.

Ma chiedere scusa e basta, no eh? Premesso che gli haters di turno sono sempre da condannare e che i processi si fanno nei tribunali non sui social network, non ci è dato sapere se quella bottiglia che mostra nella storia è la stessa che l’aspirante influencer ha gettato in mare, ma ammesso che sia veramente stata recuperata, si tratta comunque di “un gesto squallido, tanto più se utilizzato per sbeffeggiare una cosa seria e delicata come il plastic free” come replicato dal consigliere Borrelli. Incalza Pellegrino, aggiungendo che sarà sicuramente sanzionato e invocando tolleranza zero per chi danneggia il nostro patrimonio.

dr. Tommaso Pellegrino - presidente del Parco Nazionale

Proprio il presidente Tommaso Pellegrino è stato promotore e sostenitore in prima persona della campagna plastic free rendendo il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni prima area protetta in Italia ad adottare questa politica ambientalista. La plastic free policy, lanciata agli inizi del 2019, avviando una serie di azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale, dentro e fuori dalle scuole, sta portando all’introduzione progressiva di criteri premianti nei comuni, sempre più numerosi, che adottano questa delibera. Inoltre, numerose sono le associazioni e i volontari che portano avanti campagne sui temi dell’inquinamento avvalorate dalla ricerca scientifica. Un esempio è il progetto di Legambiente Vele Spiegate, un programma di citizen science pensato per raccogliere e monitorare i rifiuti spiaggiati che, non solo mette in rete dati utili alla ricerca internazionale sul marine litter, ma comporta anche la pulizia delle spiagge, la sensibilizzazione dei turisti e l’osservazione e il censimento dei cetacei. Altro studio scientifico di grande importanza è quello sulla concentrazione di microplastiche all’interno dell’area marina che ha visto la firma di un accordo di collaborazione tra il parco del Cilento e quello di Ytre Hvaler, nel sud della Norvegia.

Provvedimento di tutt’altra natura ma molto attuale, vista la grande concentrazione di sagre e manifestazioni nel nostro territorio, è stato quello che ha portato all’introduzione di un nuovo criterio nel regolamento per la concessione di contributi, finanziamenti e patrocini da parte dell’Ente Parco, in base al quale per poterne beneficiare il richiedente deve dichiarare sotto la propria responsabilità che per la manifestazione in questione non sia stata utilizzata plastica, ma esclusivamente materiali riciclabili e/o riutilizzabili.

Tornando all’episodio che ha fatto da spunto per trattare questi temi, mi piace sottolineare che per ogni appartenente alla mia generazione che compie un’azione non proprio edificante (in altri termini diremmo una ca…volata!), molti altri portano avanti con decisione e spirito di condivisione le best practices promosse dal nostro Parco Nazionale. Un esempio, sono gli organizzatori de Le Notti dei Mulini, del Fritz Festival e del Padula MOB Festival che stanno portando avanti un progetto all’insegna del plastic free, ma anche del riuso. Infatti, oltre ai bicchieri biodegradabili in PLA, hanno fatto realizzare, unitariamente, dei bicchieri in policarbonato riportanti il logo di tutte e tre le manifestazioni, con lo scopo di renderli riutilizzabili e sempre attuali. Un’ottima trovata commerciale sì, ma soprattutto un ottimo esempio di impegno e coesione in una battaglia che interessa il bene collettivo.

A testimonianza di ciò è anche quanto constatato dal presidente Pellegrino nelle ultime ore: “Questo episodio, a prescindere dal gesto inqualificabile, ha avuto a mio avviso l’effetto opposto: sono stati veramente in tanti ad aver reagito mostrando grande sensibilità ambientale a dimostrazione di quanto oggi il tema della tutela dell’ambiente, dell’ecosostenibilità e della riduzione dell’uso delle plastiche è sentito da parte dei cittadini. Questo ci riempie di orgoglio e ci fa ben sperare per il futuro”. Dalla scorsa settimana, anche il comune di Sassano, di cui è sindaco, ha compiuto la svolta ecologista e una delle azioni che sarà messa in campo, a partire dal mese prossimo, riguarderà la mensa scolastica che sarà completamente liberata dall’uso delle plastiche.

In un’epoca in cui si commenta spesso e volentieri con un “e allora…?” sollevando altre questioni, qualcuno potrebbe facilmente dire “e allora le ecoballe?”. Personalmente non dispongo delle conoscenze e delle competenze per trattare un argomento di cui, però, da tempo immemore, si interessa il direttore Aldo Bianchini, dal canto mio in qualità di specializzanda in scienze economiche per l’ambiente, il turismo e la cultura, posso affermare umilmente che per un territorio che mira allo sviluppo turistico è indispensabile garantire la salvaguardia del patrimonio in tutte le sue forme, nonché la tutela dell’area marina e montana, la pulizia e la manutenzione dei centri storici e adottare tutte quelle buone pratiche che migliorano l’immagine del territorio per chi lo vede dall’esterno ma, soprattutto, la qualità di vita di chi ci vive.

Oggi siamo tutti indignati a vedere quel video postato su instagram, e se da una parte ogni volta che ci sorprendiamo a raccogliere i rifiuti degli altri o a tenere in mano i nostri per ore alla ricerca di un contenitore apposito in cui gettarli, dimostriamo di essere dei cittadini migliori, ricordiamoci che è anche nostro dovere di cittadini degni di godere di diritti, segnalare lo stato di abbandono dei rifiuti, come atto di civiltà che non punta alla pubblica contestazione dei soggetti e delle amministrazioni competenti, ma mira dritto alla pubblica utilità, mettendo in campo un’azione di critica urbana utile, intelligente e civile. Questo concetto è bene tenerlo a mente.

Il ministro Costa

Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, facendo un bilancio del suo primo anno al ministero, ha pronunciato a frase che credo sia la perfetta sintesi di quello a cui queste politiche messe in campo strizzano l’occhio e a quello a cui stanno portando: “La cosa che mi piace è che oggi l’ambiente è nelle case degli italiani, cioè che oggi a tavola la famiglia parla anche di ambiente”. Infatti, oggi, provando i brividi nel vedere il lancio di quella bottiglia in mare dopo aver visto pochi istanti prima nello stesso video quanto l’acqua di questo piccolo angolo di paradiso fosse limpida e splendente, possiamo sentirci delle persone migliori, ora, però, facciamo scendere Alessio Sammaria dal patibolo, lasciamo che la giustizia faccia il suo corso e prendiamo atto che l’esserci indignati tanto per questo gesto è la prova che siamo sulla giusta strada per costruire un futuro migliore.

 

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