il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Salerno e il cinema: Augusto Di Giovanni

dr. Vincenzo Mele

SALERNO – Nato a Salerno l’11 Febbraio 1910, a soli dieci anni recitò nel film muto di Alfredo Santoro “La pettinatrice di Marechiaro”. Iniziò a lavorare in teatro recitando insieme a compagnie teatrali dilettantistiche salernitane finché non venne scoperto dal drammaturgo bolognese Annibale Ninchi, che lo scritturò nella sua «Compagnia Drammatica», affermandosi come attore professionista.
Il rapporto tra Di Giovanni e Ninchi durò per molti anni, sviluppandosi fortemente tra il 1929 e il 1932 quando riscosse molto successo sui palchi teatrali italiani: l’attore salernitano recitò addirittura al fianco di attori come Ernesto Calindri ed Amedeo Nazzari, futuri grandi nomi del cinema italiano. Con la «Compagnia Drammatica» di Annibale Ninchi recitò in pièce come “Il Cardinale Lambertini” di Alfredo Testoni, “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand, “La figlia di Jorio” di Gabriele D’Annunzio e “Spettri” di Henrik Ibsen.
Sempre nel 1929 recitò al fianco di Totò nella «Compagnia Maresca» capitanata da Achille Maresca, poi nella «Compagnia Stabile Napoletana Molinari» diretta da Eugenio Aulicino, dove recitò al fianco di Titina De Filippo. Alla fine degli Anni ’20 e all’inizio degli Anni ‘30 recitò nella «Compagnia del Teatro Umoristico» di Eduardo De Filippo e nella compagnia di Raffaele Viviani. Nel 1937 debuttò al cinema nel film “Il dottor Antonio” di Enrico Guazzoni, tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Ruffini. Recitò tra la fine degli Anni ’30 e l’inizio degli Anni ’40 in pellicole come “Il cavaliere di San Marco” del salernitano Gennaro Righelli, “Sei bambine e il Perseo” di Giovacchino Forzano, “I bambini ci guardano” di Vittorio De Sica e “Sperduti nel buio” di Camillo Mastrocinque, tratto dall’omonima opera teatrale di Roberto Bracco.
Dopo aver conosciuto il periodo neorealista, nel dopoguerra continuò a lavorare al cinema in film come “Donne e briganti” di Mario Soldati, “I morti non pagano le tasse” di Sergio Grieco e “Accadde al commissariato” di Giorgio Simonelli. Parallelamente non chiuse del tutto con il mondo del teatro recitando con alcune compagnie teatrali, come l’«Istituto Nazionale del Dramma Antico» diretto da Luigi Almirante, successivamente con altre compagnie teatrali di rivista calcando il palco con Mario Riva, Erminio Macario e Nino Taranto.
Dopo aver recitato in film come “Totò lascia o raddoppia” di Camillo Mastrocinque e “Addio per sempre!” di Mario Costa, Augusto Di Giovanni si ritirò dalle scene e morì a 53 anni a Napoli, il 9 Aprile 1963.

 

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