il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SANREMO 2020: Cronache sanremesi dal divano di casa. Terza serata

       

di Angela D’Alto

 

CASA – Confesso che la serata sanremese dedicata alle cover e ai duetti è quella che preferisco. Intanto perché conosco le canzoni, poi per il fascino sempiterno del featuring , infine perché promette infiniti spunti trash.

Dopo Michele Zarrillo, che , mea culpa, per me fa sempre tanto sagra della porchetta , e Junior Cally che rivisita Vasco in chiave anti salviniana, si parte con l’entrata trionfale di Georgina Rodriguez, la prima donna della terza serata  ad affiancare Amadeus. E no, non è la sorella di Belen, ma la fidanzata di Cristiano Ronaldo, famosa altresì per essere… la fidanzata di Cristiano Ronaldo. Meritocrazia portami via. Amadeus costretto a una originalissima gag da dopolavoro ferroviario con la doppia maglia di Juve e Inter.

Partono le cover.

Marco Masini , stasera nelle vesti di frate indovino, canta con Arisa Vacanze Romane, e la trasformano in un mix tra ‘perché lo fai’ e ‘anima mia’.

Invasione lampo di Mannoia, Nannini, Elisa, Emma, Amoroso, Pausini e Giorgia, che tutte in nero raccontano da altrettanti microfoni rossi del loro impegno contro la violenza sulle donne.

Si torna alla gara ed è la volta di Ricky, idolo della pubertà , che insieme a una tal Ana Mena canta nientemeno che l’Edera di Nilla Pizzi. Quarant’anni in due, e riescono nell’epica impresa di invecchiare persino la buonanima.

L’altra donna ad affiancare Amadeus è Alketa Vejsiu, popolarissima conduttrice albanese che sognava di condurre il Festival. E così , Amadeus stupefatto scopre che in Albania guardano la Tv italiana. Buongiorno principessa.

Perfetto Gualazzi al piano e in smoking. Peccato per il carciofo bianco nel taschino. Raffinato, insieme a Simona Molinari, in una versione soft jazz di ‘e se domani’. Applausi.

Anastasio si leva la divisa da infermiere del Cardarelli e rappa ‘spalle al muro’ di Renato Zero, e allo strazio di una canzone tristissima aggiunge quello acustico per il terribile mix delle parti aggiunte, di testo e musica, da centro sociale.

Ad accompagnarlo una grande PFM, che da sola vale sempre il prezzo del biglietto.

Gli intermezzi con Georgina sono divertenti come l’estrazione del dente del giudizio. Lei , espressiva come Ridge di beautiful, sciolta come la De Filippi che balla un merengue, vispa come la zia centenaria durante la cena di capodanno, si guarda intorno attonita, quasi incredula di essere lì . Sapiss’ nuie.

Levante è bella e canta bene ‘Si può dare di più’. Effettivamente…

È la volta di Alberto Urso, insieme alla Vanoni ne ‘la voce del silenzio’. Lei svagata as usually, adorabile, anti convenzionale. Si scorda le parole, interviene nel momento sbagliato, ma chissenefrega. Istituzione.

Elodie: tres chic. Trop chic. Ma la ramazzottata da una come lei, anche no. Insomma, ‘adesso tu’ è una roba che va cantata un po’ coatta, un po’ men chic, da borgata di periferia. Fuori ruolo. Sprecata.

Fermi tutti: non so bene chi siano Rancore e Dardust, ma una band che si chiama LA RAPPRESENTANTE DI LISTA mi fa commuovere. Ed è subito pentapartito e prima repubblica. Per l’istituzionalità dell’occasione, la signorina Rancore è vestita direttamente dal ministero della difesa, con un sistema di tubazioni aeronautiche.

È il momento più atteso. Ingresso trionfale di Benigni, accompagnato dall’esterno dell’Ariston dalla banda musicale (adoro). Dopo aver dato ad Amadeus pieni poteri e introdotto il voto via citofono, annuncia subito che presenterà quella che ritiene ‘la canzone delle canzoni’ , il cantico dei cantici. Ora, lo so che mi massacrerete, ma dopo anni di letture della divina commedia e della costituzione, Benigni che recita il cantico dei cantici a Sanremo è scontato quasi come un mal di piedi dopo una giornata su tacco 12. E va bene celebrare l’amore, anche carnale, però un po’ ti sale l’angoscia. Ma come sempre, anche in questo caso la

meta è il viaggio. Perché in quell’ arrivare alla lettura, c’è tutto Benigni: funambolo, onirico, giullare,carnale,visionario, lirico. E va bene così, in attesa di quelli che ‘ma quanto gli hanno dato di cachet? Vergogna! Kasta!’. Perché semmai, io avrei risparmiato sui soldi dati a Georgina Rodriguez che, come si dice a Napoli, è nu quadr’ e’ luntananz.

I Pinguini tattici nucleari in ‘70 volte’ attraversano a modo loro settanta anni di storia del festival, da papaveri e papere a Rolls Royce, passando per che confusione, nessuno mi può giudicare, Gianna, salirò. Credibili, moderni, energia pura.

Piccolo spazio pubblicità per ‘L’amica geniale’:  è la più bella fiction prodotta dalla Rai negli ultimi anni. Più bella del libro di Elena Ferrante a cui si ispira. Bellissime, sul palco dell’Ariston, Gaia e Margherita, Lila e Lenù.

Si torna alla gara con Nigiotti col tuppo di quando fai le pulizie in casa, in duetto con Cristicchi. Meglio che da solo.

Mika non canta Grace Kelly come speravo , ma in compenso, a sorpresa, omaggia Fabrizio De Andrè con ‘amore che vieni, amore che vai’. Una conferma. One man show.

S’è fatta ‘na certa, ma Amadeus ancora si gingilla coi saluti, mentre i maestri dell’orchestra iniziano a ‘capuzziare’.

A svegliarli ci pensa una sempre sofferente Giordana, con ‘la nevicata del ‘56’.

Arriva Tiziano Ferro, nervosissimo per essere stato relegato in scaletta dopo mezzanotte, e io inizio a chiedermi se questa puntata finirà prima della fine della legislatura.  A mezzanotte e quaranta, ovazione per il maestro Beppe Vessicchio che dirige l’orchestra per Le Vibrazioni che con Canova ripropongono ‘Un’emozione da poco’.

Seguono Diodato che canta 24mila baci con Nina Zilli vestita da frigorifero, Tosca senza mollette ma con il tuppo basso sempre da zia Peppina in una terrificante versione spagnoleggiante di ‘Piazza Grande’ insieme a Silvia Perez Cruz.

È l’una meno dieci, e con orrore mi rendo conto che mancano ancora otto, dico otto esibizioni. E siccome la prossima è di Rita Pavone, lascio un pensiero affettuoso a Gabbani, immagino la Lamborghini vestita da abat-jour, Achille Lauro da cappella degli Scrovegni e adesso spengo la luce, e così sia.

Anche stasera per me, da Sanremo, è tutto.

 

1 Commento

  1. SANREMO PUO’ ANDARE IN PENSIONE?
    Non sono d’accordo con il comico Toscano Roberto Benigni,premio OSCAR ! Il festival di Sanremo non deve andare in pensione. Nonostante l’ultima esibizione di Benigni, di nove anni fa, quando entrò all’ARISTON in sella a un cavallo bianco per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.(Quaranta anni fa Benigni il festival lo ha anche presentato ,vinse Toto Cutugno.) Condivido l’ omaggio a Federico Fellini e Alberto Sordi nel centenario e molto meno gli applausi per il monologo ‘’volgare’’, nella versione Benigni,su l’esegesi del testo biblico,”la sua presenza nella Bibbia è strana.’’

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