il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

INPS :mortalità in Italia nel periodo di epidemia da Covid-19. Quale potrebbe essere il numero vero dei deceduti ? L’Istituto di previdenza stima che siano circa 47.000 in più, rispetto alla media degli anni precedenti nello stesso periodo, le morti registrate in Italia fra marzo e aprile 2020.

 

Analisi della mortalità nel periodo di epidemia da COVID-19”,è lo studio fatto dall’INPS e  che osserva l’andamento della mortalità così come risulta dagli archivi amministrativi dell’Istituto. Per comprendere al meglio le vere conseguenze dell’epidemia si dovrà aspettare di debellare completamente il virus il che avverrà presumibilmente tramite un vaccino o una terapia antivirale efficace. L’epidemia di coronavirus è iniziata in Italia alla fine del mese di febbraio 2020. I dati ufficiali sulla mortalità sono stati  forniti dal Dipartimento della Protezione Civile per quanto riguarda i decessi dovuti al Covid-19. Si è discusso molto su quale potrebbe essere il numero vero dei deceduti. L’INPS stima  circa 47.000 in più, rispetto alla media degli anni precedenti nello stesso periodo, alle morti registrate in Italia fra marzo e aprile 2020: “la quantificazione dei decessi per Covid-19 condotta utilizzando il numero di pazienti deceduti positivi fornito su base giornaliera dal Dipartimento della Protezione Civile ,secondo lo studio dell’INPS  è considerata  poco attendibile in quanto influenzata non solo dalla modalità di classificazione della causa di morte, ma anche dall’esecuzione di un test di positività al virus”. L’INPS ricorda che bisogna prendere questi dati con cautela, perché a influenzare il numero di decessi di marzo e aprile 2020 è intervenuta tutta una serie di fattori legati all’epidemia. È praticamente certo che parte di queste 19mila morti non è finita nei bollettini ufficiali perché non è stata dovuta alla COVID-19, ma alle conseguenze più o meno dirette dell’epidemia. La stima dell’Inps è in linea con quella elaborata dall’Istat con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss).Molti epidemiologi hanno dichiarato che è plausibile che il numero dei morti per Covid-19 sia sottovalutato in quanto non tutti i decessi vengono testati con un tampone. Infatti è possibile che vi siano state persone che sono morte per altre malattie, perché non sono riuscite a trovare un letto d’ospedale o perché non vi si sono recate per paura del contagio, oppure alla riduzione delle vittime della strada o degli infortuni sul lavoro per il blocco dell’Italia. L’INPS consultando gli archivi amministrativi ha fatto uno studio  separando i due periodi che vanno dal 1° gennaio al 28 febbraio 2020 e dal 1° marzo al 30 aprile 2020 in modo da evidenziare gli effetti sulla mortalità della pandemia da Covid-19 che si è diffusa prepotentemente a partire dalla fine di febbraio 2020.  Il 2020 è un anno bisestile e sono stati ignorati i decessi avvenuti il 29 febbraio 2020, per questioni di  raffronto  con i dati degli anni precedenti.  ”Chi lavora in questi ambiti aveva capito che c’era una sottostima”, osserva la demografa Graziella Caselli, dell’Università Sapienza di Roma: “sappiamo che i decessi diagnosticati con il tampone non possono essere la totalità dei decessi per Covid-19, considerando le persone morte in casa e quelle che sono morte nelle Rsa e alle quali non è stato fatto il tampone”.   E’ l’INPS stesso a concludere che il bilancio reale dovuto all’epidemia è certamente superiore a quello ufficiale , che il rapporto definisce «poco attendibile» , e ci sono ulteriori elementi che lo confermano: i decessi in eccesso infatti riguardano in misura superiore gli uomini e le fasce di età più anziane, cioè le categorie in cui è registrato il tasso di letalità più alto. La distribuzione territoriale di questi decessi, poi, combacia con quella della diffusione del coronavirus in Italia.«Possiamo attribuire una gran parte dei maggiori decessi avvenuti negli ultimi due mesi, rispetto a quelli della baseline riferita allo stesso periodo, all’epidemia in atto» dice l’INPS, che ricorda come i test virologici, gli unici che possono far finire una persona nei bollettini ufficiali, sono stati fatti prevalentemente in ospedale, e molto difficilmente quando il decesso è avvenuto in casa.Per calcolare la media delle morti in Italia negli anni precedenti, l’INPS ha costruito una “baseline”, cioè una media dei decessi giornalieri nel periodo 2015-2019 ponderata con la popolazione residente.

dr. Pietro Cusati

Dr. Pietro Cusati (giurista – giornalista)

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