il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

120 anni di Eduardo



NAPOLI – Il 24 Maggio del 1900 nasceva a Napoli il celeberrimo attore, drammaturgo e regista Eduardo De Filippo. Figlio del commediografo Eduardo Scarpetta, crebbe nel quartiere di Chiaia insieme ai fratelli Peppino e Titina. Entrò quattordicenne nella compagnia teatrale del fratellastro Vincenzo Scarpetta, mettendo in scena opere come “Farmacie di turno”, “Uomo e galantuomo” e “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello.

Nel 1927 iniziò ad esibirsi in proprio, talvolta accompagnato da Titina e Peppino e strinse un sodalizio con Michele Galdieri; nel 1931 fondò la Compagnia «Teatro Umoristico De Filippo» insieme a Titina e Peppino che durò fino al 1944 con l’allontanamento di Peppino e che vide la messinscena di capolavori come “Sik-Sik, l’artefice magico”, “Natale in casa Cupiello”, “Non ti pago” e pièce pirandelliane come “Il berretto a sonagli”, “Pensaci, Giacomino!” e “La patente”. Nel ’32 debuttò nel cinema nella pellicola di Mario Bonnard, allora impresario del Teatro Sannazzaro, “Tre uomini in frak” insieme al fratello Peppino. La fama della Compagnia dei De Filippo echeggiò nel resto d’Italia portando ad esibizioni a Bari, a Genova, a Torino, a Bologna e a Roma. Tra i principali estimatori figurarono Roberto Bracco, Benedetto Croce, Vittorio De Sica e Luigi Pirandello.

Nel 1945 Eduardo fondò la Compagnia Teatrale «Il Teatro di Eduardo» insieme alla sorella Titina ed altri attori come Pietro Carloni, Tina Pica e Augusto Salvietti; Eduardo mise in scena pièce che hanno scritto la storia del teatro partenopeo come “Napoli milionaria”, “Filumena Marturano”, “Questi fantasmi”, “Sabato, domenica e lunedì”, “De Pretore Vincenzo” e “Il Sindaco del Rione Sanità”. Nel 1948 riuscì a ristrutturare e a recuperare a Napoli il Teatro San Ferdinando, teatro dove la compagnia si stabilizzò. Eduardo ebbe occasione di lavorare anche in televisione, mettendo in scena i suoi classici come “Filumena Marturano”, “Il Sindaco del Rione Sanità” e “De Pretore Vincenzo”.

La sua vita fu costellata di lutti: nel 1960 morì la figlia Luisella, seguita dalla moglie Thea Prandi nel 1961 e dalla morte della sorella Titina alla fine del 1963.
Nel 1973 partecipò al riadattamento di “Sabato, domenica e lunedì” diretto da Franco Zeffirelli. L’ultima fatica teatrale messa in scena da Eduardo fu “Gli esami non finiscono mai”. Eduardo De Filippo nel 1977 fu insignito della Laurea Honoris Causa all’Università di Birmingham e nel 1980 di una Laurea Honoris Causa alla Sapienza di Roma.
Dopo aver istituito una Scuola di Drammaturgia a Firenze, venne nominato Senatore a vita dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini nel 1981. Nel 1983 elaborò una traduzione in dialetto de “La tempesta” di William Shakespeare. Eduardo De Filippo morì a 84 anni il 31 Ottobre 1984 a Roma. Nell’ultimo periodo di vita ebbe occasione di partecipare alla miniserie televisiva “Cuore”, tratta dall’omonimo libro di Edmondo De Amicis, diretta da Luigi Comencini, affiancato da Johnny Dorelli, Giuliana De Sio e da un giovanissimo Carlo Calenda, futuro parlamentare.

Lo stile di Eduardo metteva in risalto una poetica che analizzava i pregi e i difetti della società dell’epoca; i suoi personaggi vivono in una condizione penosa che attraversa la società umana e vengono descritti come fossero solitari, separati dalla barriera dell’incomunicabilità. È presente una profonda forma di indignazione verso quella società, ma anche la necessità di mettere in comunicazione gli uomini che sono distanti all’interno del proprio nucleo familiare, come nel caso di “Natale in casa Cupiello”.

Le opere di Eduardo De Filippo ebbero un notevole impatto a tal punto che buona parte di esse vennero perfino pubblicate da case editrici importanti, come la Einaudi, che preferì pubblicare le pièce eduardiane rispetto a quelle di Raffaele Viviani che, seppur condividevano gli stessi temi, non possedevano la stessa forza interpretativa del maggiore dei De Filippo secondo l’editore.

Eduardo inoltre è stato un punto d’ispirazione a drammaturghi come Annibale Ruccello e Enzo Moscato, ma anche ad interpreti importanti come Dario Fo e Ascanio Celestini.

Dott. Vincenzo Mele

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