il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Mia madre: presente con i suoi ideali

Avv. Salvatore Memoli

Enza Memoli Basso, in una foto di alcuni anni fa

SALERNO – Gli anni che passano non sono fogli di un calendario. Ogni aggiunta di tempo consumato senza avere una sola notizia di mia madre Enza Basso Memoli, scomparsa in circostanze misteriose, 13 anni fa, come può sparire qualcosa per la magia di un prestigiatore, resta un amaro pensiero che si acuisce e non si cancella. I primi momenti sembravano restituire una speranza in una notizia positiva, in un’informazione su quello che era successo la mattina di quel 12 luglio del 2007 a Salerno, nella nostra tenuta di Cappelle. Invece chi poteva sapere non ha detto niente, non ha parlato e non ha fornito particolari che avrebbero potuto aiutare l’indagine. Con mia madre scomparve un nostro collaboratore familiare Sonu William Jeet Singh, un giovane legalizzato, in procinto di partire per l’India, dove avrebbe fatto la promessa di matrimonio e portato con sé in Italia la futura moglie. Anche di lui non sappiamo più niente. Ogni effetto personale rimase custodito nella sua casa, eccetto i suoi risparmi ed i documenti di viaggio che stava regolarizzando presso il Consolato dell’India di Milano. Che cosa é successo dopo quei momenti di trambusto, su cui qualche osservatore reticente ha riferito il particolare di una potente automobile che sfrecciava lungo i viali della residenza, non si é saputo niente. Ho nelle orecchie i rumori di elicotteri che sorvolavano nervosamente la tenuta e negli occhi centinaia di militari che scandagliavano il sito, alla ricerca di tracce. Trascorremmo giornate d’inferno, messi al centro di zuna vicenda troppo più grande di noi, delle nostre resistenze fisiche, delle nostre emoioni, delle nostre vite fin troppo tranquille e lontane da fatti che avrebbero potuto presupporre un fatto tanto devastante. Che cosa successe nella vita di persone tranquille come tutti i componenti della mia famiglia, forse si può spiegare come un movimento ondulatorio e sussultorio di un non comune terremoto che travolge ogni cosa e… lascia i segni e le cicatrici profonde. Si poteva fare di più  per cercare gli scomparsi? Il tempo ce lo dirà, perché la verità é inesorabile ma arriva! Come famiglia portiamo rispetto al lavoro di magistrati e forze di polizia, ma i fatti ci dicono che non hanno aggiunto una spiegazione logica al tutto, senza avanzare in niente? Ovviamente non per loro negligenza, per distrazione, bensì per la esiguità degli strumenti investigativi a disposizione, per la mancanza di protocolli idonei al caso. Le vicende investigative per noi non si sono esaurite nell’attività degli organismi preposti, noi abbiamo cercato, richiesto notizie, contatti, come puó farlo chi si trova in fondo al pozzo e disperatamente cerca di guadagnare la salvezza, la luce, l’inesorabile condanna ad una tragedia mortale. Abbiamo aperto varchi di comunicazione con l’India, la famiglia di Sonu, la ricerca di un dettaglio sul viaggio di Sonu che potesse darci una risposta. Niente oltre le poche notizie ed i rapporti umani con una famiglia distrutta, come la nostra. Altre situazioni, per regolarità processuale e di diritto sembrano essersi dissolte nella nebbia di una notte che resterà tale per sempre. A noi resta una memoria dolce e pur sempre dolorosa. Nella vita di famiglia c’è sempre un posto in più per chi non c’è e potrebbe tornare. Un’illusione che fa bene al cuore, nella sfida anche con la testimonianza sincera di una Fede matura che non ci ha restituito, ciò che avrebbe potuto! Tutto è sotto silenzio, un silenzio che amplifica soltanto i battiti di cuori distrutti ed accelerati da una memoria lacerante che ci riporta all’abominio di chi ha separato una madre dai suoi figli, una sorella dalla sua famiglia, una bella signora da una vita sociale, serena ed amabile. A volte la domanda la rivolgiamo a Dio per chiedere come puó consentire questi tormenti ed agli uomini o donne che sanno, per chiedergli la verità, qualunque essa sia, quella che apporta la pace e consente ad ogni cosa di riprendere il suo giusto posto. Nell’attesa, gli scomparsi, mia madre, restano nella memoria viva di chi li ha conosciuti ed amati. In me sono uno stimolo ad essere presente e combattivo, con quella forza che soltanto l’amore di una mamma consente a chi si sente ferito, senza ragione e motivo, dalla perdita più grave di un affetto mai sostituibile ed indimenticabile.

Enza Basso Memoli è viva nel nostro cuore e nel cuore dei salernitani. In quella posizione continuerà a testimoniare i suoi ideali e a farli vivere in noi, per sempre!

 

 

 

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.