il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Sanza: quali identità mediterranee !!

 

Aldo Bianchini

SANZA – Ho presenziato, insieme al mio amico Pierino Cusati, ad entrambe le serate organizzate dall’amministrazione comunale di Sanza nella splendida ed accogliente “Piazza Camillo Benso conte di Cavour” e con al centro un artistico busto dedicato al mai dimenticato Carlo Pisacane che da queste parti era molto, ma molto, conosciuto.

La prima considerazione che mi viene spontaneamente da fare è tutta incentrata su Lorenzo Peluso (giornalista professionista e corrispondente di guerra noto in Italia ed all’estero) che, nella preparazione delle due giornate, ha avuto prima la sensibilità di scegliere un tema importantissimo ed attualissimo e poi per aver saputo, con  grande scaltrezza professionale, scegliere gli ospiti che si sono susseguiti in interessantissimi interventi, tutti mirati e, dall’alto profilo socio-economico-storico, proiettati decisamente verso il futuro senza dimenticare o trascurare nulla delle radici che sono arrivate dal passato fino ai giorni nostri e che bisogna preservare e rilanciare sulle nuove generazioni. E in questo discorso, consentitemi di sottolinearlo e non per senso di appartenenza alla classe giornalistica, il bravissimo Lorenzo ha sfoderato il meglio di se stesso nel trascinare tutti gli intervenuti sul filo conduttore che mano a mano Lui stesso tracciava con decisione e competenza assoluta.

L’unico ospite che, forse, è riuscito ad andare oltre le coordinate dettate magistralmente da Peluso è stato, ma su questo non avrei mai avuto dubbi, il docente universitario di lessicologia informatica, lessicologia e lessicografia nonchè di linguistica applicata Ferdinando Longobardi (Università L’Orientale di Napoli) che si è imposto all’attenzione della gremita platea di pubblico (nella prima serata è stata registrata anche la presenza del presidente emerito del Tribunale di Lagonegro dott. Matteo Claudio Zarrella) con una sorta di arringa molto particolare e, comunque, perfettamente in linea con l’argomento di cui si stava discutendo, cioè: “Il futuro delle identità mediterranee, tra cultura, miti e tradizioni – Beni culturali, patrimonio dell’umanità nel Mediterraneo, le identità da Ravello al Cervati” . Ebbene su un tema così vasto, difficile ma anche intricante, il prof. Longobardi è riuscito a dissertare in lungo e in  largo da professore universitario senza dare mai la sensazione che in quel momento stesse parlando uno dei soliti soloni ampollosi – retorici e incartapecoriti docenti, insomma una capacità dialettica, quella di Ferdinando, che ha davvero incantato e tenuto tutti con il fiato sospeso.

Il giornalista Lorenzo Peluso in tenuta militare su uno dei fronti di guerra in medioriente

Nel corso della prima serata è stato anche il “premio giovani identità mediterranee” ai neo laureati provenienti da tutt’Italia.

E’ emerso con forza, dalle due serate, anche lo stretto nesso, decisamente eziologico, culturale, sociale e antropologico tra tutta la zona (già Magna Graecia – con Cilento, Vallo di Diano, Val d’Agri) del basso Mediterraneo che va dalle nostre costiere fino al nord Africa, alla Grecia, alla Turchia, ecc.

Un nesso molto stretto che risale addirittura al grande poema omerico (L’odissea) che ci ha tramandato la figura di Ulisse, re di Itaca, come il primo e vero personaggio capace riammagliare in un unico grande sistema economico-sociale-strutturale e geografico tutto il bacino del Mar Mediterraneo; da qui, dunque, le grandi identità che ancora oggi contraddistinguono e, sotto certi aspetti, uniscono le popolazioni rivierasche anche se appartengo ad etnie e costumi molto diversi.

Alle spalle dell’ottimo Lorenzo Peluso ha lavorato l’intera amministrazione comunale che in massa è stata presente nel corso delle due serate, capeggiata dal sindaco Vittorio Esposito (medico) che, tra l’altro, ha anche ospitato Mons. Padre Antonio Maria De Luca, vescovo della diocesi di Teggioano/Policastro.

 

 

Il giornalista Pietro Cusati con il sen. Alfonso Andria

Il prof. Ferdinando Longobardi

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