il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

I pazienti anziani ricoverati nelle Rsa sono i soggetti con il rischio più elevato di contrarre il Covid-19:in due case di riposo per anziani in provincia di Pavia , circa la metà dei dipendenti hanno fatto sapere di non volersi vaccinare?

 

Dr. Pietro Cusati (Giurista – Giornalista)

Pavia ,13 gennaio 2021.La tutela della salute è un diritto dell’individuo e un interesse della collettività, significa vaccinare il maggior numero possibile di persone. In una casa di riposo di Voghera (Pavia) e in una di Dorno (Pavia), circa la metà dei dipendenti hanno fatto sapere di non volersi vaccinare? Un campanello d’allarme di un problema di rilievo nazionale che potrebbe mettere in pericolo la fascia più debole della popolazione, per l’appunto anziani e persone con malattie pregresse. Ad oggi nessuna norma ha reso obbligatoria la vaccinazione contro il Covid-19. Una sospensione dal lavoro senza retribuzione  per i dipendenti delle case di riposo che rifiutano il vaccino anti-Covid: è quanto viene espresso in un parere legale richiesto dal Dott. Giovanni Belloni, medico pavese e presidente di Simersa, la Società italiana dei medici delle Rsa . Il Dott. Belloni ha chiesto un parere legale pro-veritate , dopo che nei giorni scorsi in alcune strutture socio-assistenziali per anziani della provincia di Pavia una parte del personale aveva manifestato parere contrario alla vaccinazione anti-Coronavirus e la risposta ricevuta è stata che se un dipendente  si rifiuta di vaccinarsi potrebbe essere messo in aspettativa dal lavoro, senza retribuzione per otto mesi.La decisione è di competenza dei Direttori delle singole strutture. Quindi non è un’indicazione morale, è ciò che prevede la legge. Infatti il principio per cui nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge è previsto dalla Costituzione . Il Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro impone al datore di lavoro,pubblico e privato ,di mettere a disposizione vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico, da somministrare a cura del medico competente. Il datore di lavoro è tenuto a mettere a disposizione vaccini efficaci dei dipendenti pubblici e privati. Inoltre la stessa norma impone al datore di lavoro,pubblico e privato, l’allontanamento temporaneo del lavoratore in caso di inidoneità alla mansione su indicazione del medico competente e di adibirlo ad altra mansione,smart working ma solo ove possibile, ma se questo non è possibile si rischia la sospensione dal lavoro fino a che la pandemia non sia cessata,senza  il diritto al trattamento economico. La conseguenza è che i pazienti più anziani e fragili potrebbero essere a rischio contagi. A favore dell’obbligatorietà del vaccino si sono espressi il Presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli : «Chi rifiuta il vaccino non può lavorare in corsia» e il coordinatore del Cts Agostino Miozzo  è dell’idea che il vaccino debba essere obbligatorio per medici, infermieri e personale sanitario. «Se gli operatori sanitari non faranno il vaccino, io sono per una forma di obbligo», ha affermato Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute. «Tutti gli operatori sanitari, a partire dai medici, devono vaccinarsi contro il Covid e se non vogliono essere vaccinati devono essere sospesi dal servizio perché, appunto, non possono essere idonei al servizio che svolgono», ha sottolineato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. Il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa  ha proposto che l’obbligatorietà sia «una precondizione per chi lavora nel pubblico». Non solo: nel caso in cui alla fine dovesse emergere un «rifiuto che non si riesce a superare», Zampa non ha escluso che nel pubblico non si possa lavorare.Secondo il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri : «se nei prossimi mesi la campagna non dovesse raggiungere i 2/3 della popolazione, allora si dovrebbero prendere delle contromisure. Tra queste, c’è l’obbligatorietà.’’  L’obbligo dovrebbe essere considerato come una extrema ratio? Quindi con la vaccinazione facoltativa si corre il rischio di limitare l’efficace dell’intera operazione vaccinale?Secondo iI Presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Anelli, «deve essere la politica, in base ai numeri, a decidere per legge». Anelli ha anche parlato di «obbligo deontologico» e di possibili sanzioni. L’Ordine dei medici di Roma ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei  medici no vax. La comunità scientifica internazionale ritiene urgente di combattere la pandemia da Covid-19 mediante la vaccinazione di massa, considerando molto più gravi i rischi derivanti dal perdurare della pandemia stessa che quelli di eventuali effetti indesiderati dell’inoculazione del vaccino. L’auspicio che la vaccinazione di massa possa avvenire al più presto e con il massimo possibile di estensione.

 

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