il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Banca Monte Pruno: oggi apre nella “piccola Svizzera” metelliana

Aldo Bianchini

La nuova filiale della Banca Monte Pruno che viene inaugurata oggi alle ore 10.30 a Cava de' Tirreni sul Viale G. Garibaldi (di fronte alla stazione ferroviaria)

CAVA de’ TIRRENI (SA) – Ci siamo, questa mattina alle ore 10.30, la Banca Monte Pruno, apre i suoi battenti nella città di Cava de’ Tirreni che fino a poco tempo fa era considerata la “piccola Svizzera italiana” per le sue molteplici capacità imprenditoriali e commerciali che l’avevano posta al centro dell’attenzione dell’intera Campania ma anche delle regioni a sud, quali la Basilicata e la Calabria.

Da oltre cinque secoli Cava de’ Tirreni ha saputo mantenere il primato commerciale sulla base della sua invidiabile posizione geografica, quasi come una barriera o meglio una porta aperta sia verso l’agro nocerino-sarnese (e quindi Verso Napoli) che verso Salerno e la piana del Sele (quindi verso il sud); una porta gestita alla grande per i flussi commerciali, finanziari, imprenditoriali, turistici e sociali, in forza della mitica “pergamena bianca” che caratterizza la peculiarità dell’ingegno cavese.

  • Il 4 settembre 1460, Re Ferrante I d’Aragona, consegnò nella sala del trono di Castel Nuovo di Napoli, al Sindaco della Città di Cava, Messere Onofrio Scannapieco, la Pergamena in bianco, già firmata e con il sigillo reale, affinché il popolo cavoto scrivesse ciò che desiderasse, quale ricompensa per la propria fedeltà al Regno ed alla Corona, ma i cavesistupirono il Sovrano, lasciandola immacolata. Nel 1459 il Duca Giovanni d‘Angiò, dal Re di Francia, calò con il suo esercito sull’Italia meridionale per contendere il trono di Ferrante I d’Aragona. “La Cava” fu l’unica città che rimase fedele al giuramento di lealtà alla Casa Aragonese e si oppose alla congiura dei Baroni che si schierarono con d’Angiò,incurante delle lusinghe, degli intrighi, delle minacce e infine degli assalti dell’esercito angioini che dal 19 al 28 agosto 1460, causarono devastazioni e morti. La contesa si concluse con la vittoria di Re Ferrante, che ricompensò i cavesi con la Pergamena, ma visto che era rimasta in bianco, consegnò loro un’altra lettera nella quale indicò i privilegi concessi “allo valoroso et fidelissimo popolo cavajuolo“, tra cui quello di non pagare gabelle di sorta, sia nel vendere che nell’acquistare in tutto il Regno e di poter fregiare gli scudi, gli stemmi ed i vessilli della Città di Cava delle armi o pali aragonesi. (fonte www.ilportico.it).

Il direttore generale della Banca Monte Pruno "Michele Albanese"

Nel corso dei secoli Cava ha saputo costruire sulla pergamena bianca (reale o leggendaria che sia) le sue fortune come città di frontiera e come comunità accogliente ed ospitale per i viandanti che si spostavano da un punto all’altro dello stivale. Le condizioni, nel tempo, sono ovviamente e radicalmente cambiate ma Cava, con grande abilità di tutti e con scelte politiche molto apprezzabili, ha tenuto sempre viva quella sua specificità fino a qualche decennio fa; e nel cambiare pelle ha, comunque, continuato ad essere un punto di riferimento per tutte le attività commerciali di prestigio dei territori che prima dominava con la sua posizione geopolitica.

La nuova sede della Banca Monte Pruno si apre al centro del viale alberato “Giuseppe Garibaldi” di fronte alla stazione ferroviaria molto frequentata per via del fatto che Cava rimane ancora oggi un punto nevralgico nei traffici tra il sud della provincia e il nord verso Napoli; un passaggio molto importante che dà alla città una valenza significativa anche dopo l’apertura del tunnel Salerno-Nocera che ha velocizzato i trasporti ferroviari baipassando la città metelliana.

In breve riportiamo la dichiarazione del direttore generale Michele Albanese resa qualche settimana fa al quotidiano online Ondanews.it: “Ci sono voluti tanti sacrifici, ma alla fine un altro sogno sta per realizzarsi. L’apertura di questa nuova filiale a Cava è come scrivere un altro capitolo nel libro della nostra storia, sicuri che, una volta concluso, sarà un bestseller. Da grandi progetti derivano grandi responsabilità e noi siamo stati sempre consapevoli che ogni nuova avventura vale il rischio di essere vissuta”.

Entra, così, alla grande nel forziere finanziario della provincia di Salerno, il bravissimo banchiere Michele Albanese che non ha mancato di complimentarsi con gli architetti O+I per lo straordinario lavoro eseguito per dare alla struttura anche quella connotazione di immagine che deve accompagnare, con quella larga ma comoda ed accogliente scalinata all’ingresso, gli utenti, i risparmiatori e gli investitori metelliani nel loro rapporto quotidiano con un istituto bancario che di solito si presenta all’occhio dell’osservatore freddo e privo di umanità.

Del resto l’umanità e la professionalità sono alla base del rapporto tra il cliente e la Banca Monte Pruno, nata a Roscigno più di cinquant’anni fa, e rapidamente diffusasi tra Campania, Basilicata e Calabria nel giro di pochissimi anni.

 

 

 

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