il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

La scoperta negli scavi della Villa di Civita Giuliana a Pompei ,un nuovo ambiente in eccezionale stato di conservazione: lo stanzino dormitorio degli schiavi stallieri,di 16 metri quadrati.

 

dr. Pietro Cusati (giornalista)

Pompei (Napoli) – 8 Novembre 2021. La scoperta è avvenuta dagli scavi della  Villa di Civita Giuliana, una imponente tenuta suburbana a Pompei. La stessa villa che ha restituito a gennaio scorso un carro cerimoniale  decorato, oltre alla stalla con i superbi cavalli sauri bardati per la parata.  Una tenuta paragonata, per estensione e per ricchezza alla Villa dei Misteri. Sono venuti alla luce tre letti in legno e oggetti di vita quotidiana perfettamente conservati come vasi da notte, anfore accatastate, attrezzi da lavoro, il timone da carro, persino i finimenti dei cavalli. Una famiglia intera probabilmente, alle porte di Pompei, in uno stanzino dormitorio di appena 16 metri quadrati, angusto e cupo, con una sola finestrella a diffondere una fievole luce e aria.  Al di sotto delle brandine si trovavano pochi oggetti personali, tra cui anfore poggiate per conservare oggetti, brocche in ceramica e il “vaso da notte”. “Una scoperta eccezionale, perché davvero è rarissimo che la storia restituisca i particolari di queste vite”, secondo il direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel. Il  ministro della cultura Franceschini ritiene che i “dettagli sorprendenti, che permettono di compiere significativi passi avanti nella ricerca scientifica e che fanno di Pompei un modello di studio unico al mondo”.Sotto un letto spunta una sorta di cestino forse per i pochi effetti personali, poi una piccola brocca. Un discorso a parte meritano i tanti oggetti da lavoro: appoggiato al letto del bambino c’è proprio il grande timone del carro, era di legno ma il calco in gesso ha fatto riemergere su una parte della forcella una vistosa rappezzatura fatta con lo spago. Al centro del locale, invece, una grossa cassa con gli angoli in metallo custodiva i finimenti dei cavalli, avvolti in una pezza di stoffa. Gli scavi hanno  portato alla luce cose di enorme interesse, dalla stalla con i magnifici cavalli bardati al  carro cerimoniale, la stanza decorata di fiori che ospitava la piccola Mummia, forse una delle figlie dei proprietari. “Si tratta di una finestra nella realtà precaria di persone che appaiono raramente nelle fonti storiche, scritte quasi esclusivamente da uomini appartenenti all’élite, e che per questo rischiano di rimanere invisibili nei grandi racconti storici”, dichiara il Direttore Generale, Gabriel Zuchtriegel. “È un caso in cui l’archeologia ci aiuta a scoprire una parte del mondo antico che conosciamo poco, ma che è estremamente importante. Quello che colpisce è l’angustia e la precarietà di cui parla questo ambiente, una via di mezzo tra dormitorio e ripostiglio di appena 16 mq, che possiamo ora ricostruire grazie alle condizioni eccezionali di conservazione create dall’eruzione del 79 d.C. È sicuramente una delle scoperte più emozionanti nella mia vita da archeologo, anche senza la presenza di grandi ‘tesori’: il tesoro vero è l’esperienza umana, in questo caso dei più deboli della società antica, di cui questo ambiente fornisce una testimonianza unica”.“Ancora una volta uno scavo nato dall’esigenza di tutela e salvaguardia del patrimonio archeologico, in questo caso grazie ad una proficua collaborazione con la procura di Torre Annunziata, ci permette di aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza del mondo antico”, dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei sotto la cui direzione al Parco archeologico di Pompei sono stati avviate nel 2017 le attività di scavo. “Lo studio di questo ambiente, che sarà arricchito dai risultati delle analisi in corso, ci permetterà di acquisire nuovi interessanti dati sulle condizioni abitative e di vita dagli schiavi a Pompei e nel mondo romano”.“L’ulteriore significativo ritrovamento negli scavi di Civita Giuliana”, dichiara il Procuratore capo, Nunzio Fragliasso, “è l’ennesima conferma della sinergia tra la Direzione del Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e della efficacia del protocollo d’intesa stipulato tra le suddette Istituzioni, che, con il prezioso apporto dell’Arma dei Carabinieri, ha portato, da un lato, alla condanna in primo grado degli autori degli scavi abusivi di Civita Giuliana e, dall’altro, al rinvenimento di beni archeologici di eccezionale rilevanza. In attuazione del suddetto protocollo continueranno le attività investigative e di ricerca sia presso gli scavi di Civita Giuliana che presso altri siti di scavi archeologici abusivi ricadenti nel territorio di Pompei”.

 

 

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