il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SICUREZZA sul lavoro: si può morire a 18 anni ?

 

La redazione

SALERNO – Riceviamo dal dr. Claudio Pisapia (responsabile nazionale di Federcomtour) un interessante intervento sulle morti bianche, quelle che avvengono troppo spesso sul lavoro, che condividiamo pienamente. Anche perché lancia una domanda: “Si può morire a 18 anni sul lavoro ?

 

Dr. Claudio Pisapia:

La morte sul lavoro a 18 anni è una sconfitta per il mondo del lavoro una vergogna una mortificazione. È inammissibile. Troppe sono le aziende in Italia che non rispettano I protocolli della Sicurezza sul lavoro dlgs.81/08. Per svolgere gli stage, quali l’alternanza scuola lavoro, che ricordiamo, danno benefici al datore di lavoro e al giovane stagista, bisogna essere perfetti e avere tutta la documentazione in ordine. Nel nostro paese e non solo nel nostro Mezzogiorno, ci sono imprese distratte, che addirittura non fanno nemmeno le visite Mediche,  o i corsi base di Primo Soccorso, per cercare di reagire, arginare, situazioni e momenti di difficoltà che potrebbero verificarsi sui luoghi di lavoro. Il problema fondamentale resta la mancanza di controlli, problema endemico del nostro paese. Senza Controlli, ci si sente in dovere di fregare l’amministrazione, il prossimo, il fisco. Quante volte vediamo cantieri, di qualsiasi natura dove ci sono operai senza caschetto, oppure frequentatori di ponteggi senza imbracatura, carpentieri senza guanti e lavoratori di qualsiasi settore con scarpe inadeguate.  Urge una Riforma del lavoro. Una riforma che imponga regole, controlli veri, e ponga fine alle morti bianche.  Beh ora basta dobbiamo denunciare e soprattutto capire che la sicurezza non è un costo, ma resta un’assicurazione sulla vita. Quella vita che nessuno restituirà al povero ragazzo di Udine, quella vita che la dabbenaggine di un sistema malato ha stroncato nel fiore del sogno di un futuro lavorativo migliore.

 

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.