il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

ROMANZO QUIRINALE (9): Renzi non basta ?

 

Aldo Bianchini

Enrico Letta e Matteo Renzi nella famosa cerimonia del campanello, passata alla storia per il tradimento di Renzi.

SALERNO – Alcuni osservatori e quirinalisti nazionali danno già per scontata l’alleanza nell’ambito del centro sinistra tra PD/Leu/Mov.5S/Senatori a vita e Italia Viva di Matteo Renzi per un totale di voti pari a 457 che non sono sufficienti per raggiungere il quorum fissato a 505 voti.

Insomma per la vittoria, intesa come gruppo che porta il presidente al Quirinale, mancano sempre quei benedetti o maledetti 48 voti che qualche giorno fa Silvio Berlusconi non è riuscito a mettere insieme ed ha fatto il passo indietro.

E dove pescarli ? Con una rete a strascico sarebbe facilissimo, ma la rete a strascico almeno ufficialmente è vietata anche nell’aula di Montecitorio; farlo vorrebbe dire esporsi in maniera volgare e arrogante anche nei confronti della magistratura benpensante o timorosa. Allora in queste ore ad Enrico Letta, per non essere cacciato di nuovo, non rimane che allearsi saldamente prima con Matteo Renzi (che nonostante quel famoso “Enrico stai sereno” sembra più intenzionato del passato a rivedere la figura dell’antico avversario) e poi passare alla “pesca ordinaria” nei due rispettabili gruppi di Area Centro (con 57 voti) e nel gruppo farsa degli Ex Mov. 5/S (con 64 voti).

Nei giorni scorsi ho scritto che il Centro Sinistra può muoversi in un’area molto vantaggiosa per poter pescare, cosa che per il Centro Destra è molto difficile.

Difatti nella macro area comprendente Area Centro (57 voti), Ex Mov.5/S (65 voti), Minoranze Linguistiche (10 voti), Senatori e deputati sparsi (11 voti) le possibilità di pescare sono elevatissime, in quanto moltissimi dei deputati e senatori sono di estrazione di centro sinistra; e visto che mancano 48 voti si può facilmente ipotizzare che già oggi alla conclusione dello spoglio delle schede della “quinta chiama” avremo il nuovo Presidente della Repubblica.

Ma così come descritto Matteo Renzi non sarebbe per niente determinante; la sua importanza crescerebbe se decidesse di votare dall’altra parte; il che porterebbe il numero dei voti del Centro Destra subito a quota 495 e mancherebbero soltanto 10 voti (e non 48) da dover pescare, semmai silenziosamente a strascico, in quelle file ansiose di farsi pescare per partecipare alla spartizione della gigantesca torta.

Come finirà ?, io penso che oggi avremo il nuovo Presidente; soltanto dopo sapremo quale scelta ha deciso di fare il sempre divisivo e indispensabile Matteo Renzi.

E se nelle urne entra lo spread ?, questa la domanda che pone in un suo articolo il noto prof. Gigi Gravagnuolo (già sindaco di Cava e docente universitario della comunicazione), dando anche la sua risposta (L’Italia è il cliente indebitato e il gestore della banca sono l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale. Cosa può succedere? Non c’è da consultare una preveggente, tra poco lo spread comincerà ad impennarsi ed il nostro debito giorno dopo giorno diventerà più grande, a causa degli interessi che si alzano. Tutto questo per dire che non c’è più da perdere tempo, la politica si assuma la sua responsabilità e faccia la sua scelta, quella che sia, ma la faccia presto. Se poi fa anche la scelta giusta, tanto di guadagnato per noi che con l’inflazione che è già ripartita, alla fin fine siamo quelli che pagheranno il debito) che è assolutamente interessante e credibile.

Anche se io mi chiedo come sia possibile che questo Paese le grandi scelte le debba fare sempre sotto l’incalzare di gravi avvenimenti nazionali o internazionali.

 

 

 

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