il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Milano 12 dicembre 1969,ore 16,37,la strage di piazza Fontana causò 17 morti e 88 feriti ,la democrazia ha saputo difendersi con i valori e gli strumenti che le sono propri.

 

 

da Pietro Cusati (giurist – giornalista)

La ‘’strategia della tensione ‘’ aveva come suo obiettivo quello di minare le basi del  sistema democratico.La Suprema Corte di Cassazione nel 2005  stabilì che la strage fu opera di ‘’un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine nuovo e capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura’’.Non è mai stata emessa una sentenza per gli esecutori materiali, coloro che  portarono la valigia con la bomba, che restano ignoti.Il 12 dicembre 1969 la sede della Banca Nazionale dell’agricoltura, in piazza Fontana, a Milano, era piena di clienti,l’esplosione avvenne alle 16,37,  nel grande salone dal tetto a cupola scoppiò un ordigno contenente 7 chili di tritolo, uccidendo 17 persone, delle quali 13 sul colpo, e ferendone altre 88; la diciassettesima vittima morì un anno dopo per problemi di salute legati all’esplosione. Milano ha ricordato il 53mo anniversario della strage di piazza Fontana in cui persero la vita 17 persone in seguito allo scoppio di una bomba nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura,con un corteo partito  da piazza della Scala, davanti al Comune di Milano, e si è concluso  in piazza Fontana dove, alle 16:37, orario dell’esplosione, sono state  deposte le corone. Con la strage di piazza Fontana ebbe inizio la strategia della tensione che aveva come suo obiettivo quello di minare le basi del  sistema democratico e di colpire a morte la Repubblica nata dalla Resistenza e fondata sulla Costituzione. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 53°’anniversario della strage di Piazza Fontana ha ricordato che «Sono trascorsi 53 anni dal feroce attentato che provocò nel cuore di Milano morti e sofferenze, sconvolgendo la coscienza del popolo italiano, con l’intento di minacciare le istituzioni della Repubblica. Avvertiamo il dovere di ricordare, con la stessa intensità di sempre, l’impegno di cui Milano per prima fu interprete e che consentì al Paese intero di sconfiggere le strategie eversive neofasciste e le bande terroristiche di ogni segno che insanguinarono la non breve stagione che seguì alla strage.Fu una delle terribili prove da cui la Repubblica seppe uscire rafforzata nei suoi valori costituzionali e nell’unità del suo popolo.L’eccidio nella sede di Piazza Fontana della Banca Nazionale dell’Agricoltura, preceduto da una serie di attentati dinamitardi nei mesi antecedenti, segnò, con il suo disumano bilancio, l’avvio di un tempo tormentato, nel quale le istituzioni della libertà furono poste sotto attacco. La matrice di quella strage tardò a emergere a causa di complicità e colpevoli inadeguatezze ma, nonostante i tentativi di deviazioni, il contesto di aggressione al popolo e alla democrazia è stato chiarito grazie al senso del dovere di donne e uomini, servitori delle istituzioni e alla passione civile degli italiani. Gli eversori sono stati sconfitti senza che riuscissero nel loro intento di dividere la società. È stato un dovere anche verso le giovani generazioni. Il bene comune, costruito sui valori, sulle difficoltà, sul dolore, sui sacrifici, è il patrimonio che ne è derivato. Lezione per ogni avversità.

 

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