il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

PAGANI: non solo linea d’ombra ?

 

Aldo Bianchini

PAGANI – Qualche anno fa più di un magistrato, sulle non troppo fantasiose elucubrazioni mentali di pochi investigatori, definì la comunità di Pagani come una zona alquanto oscura ed impenetrabile e diede vita ad uno dei processi più clamorosi della storia.

Linea d’ombra”, questa l’intestazione del fascicolo giudiziario che gettava davvero un’ombra molto pesante sull’intera popolazione paganese. Negli anni, probabilmente da solo, ho sempre combattuto contro gli investigatori e i magistrati che avevano esposto Pagani e la gente al pubblico ludibrio nazionale; lo facevo, è vero, anche per difendere l’innocente Alberico Gambino ma ero convinto che la stragrande popolazione di Pagani fosse corretta, laboriosa ed ospitale.  Tutte le altre testate giornalistiche, o quasi, distratte dalla rabbia di attaccare a fondo l’ex sindaco non capirono che il fango stava per sommergere l’intera comunità.

I fatti accaduti nel pre-partita Paganese-Casertana non devono assolutamente essere mischiati con quell’inchiesta giudiziaria di qualche anno fa, ma devono far riflettere su un assunto importantissimo: spesso, molto spesso, gli ultras del calcio e la tifoseria in genere vengono penetrate da bande organizzate di miseri delinquenti che, in un modo o nell’altro, fanno capo alla malavita organizzata che, purtroppo, a Pagani regna ancora sovrana.

Molte volte, come per disgrazia ricevuta, assistiamo inermi ad intitolazioni di interi settori degli stadi a personaggi poco raccomandabili che in vita, per un verso o per l’altro, si erano infiltrati nei club e nei centri di coordinamento dei tifosi per assumerne, poi, addirittura le redini.

Bisogna ripartire da qui per fare netta pulizia se si vuole salvare il calcio che già di suo ce la sta mettendo tutta per affogare tra stipendi favolosi ed insostenibili, plusvalenze e falsi in bilancio da capogiro.

Il “caso Pagani” deve assolutamente fare scuola, in caso contrario la fine è vicinissima.

Per tutto questo avverto la necessità di fare i miei convinti complimenti al sindaco di Pagani, avv. Raffaele Maria De Prisco, per il contenuto del suo appello alle istituzioni dopo la tremenda sciagura. Forse è la prima volta che un sindaco, dopo un grave fatto delinquenziale legato al calcio, pone la questione di merito chiamando in causa direttamente, incontrandoli, il Prefetto ed il Questore di Salerno che devono focalizzare i loro riflettori sulla delinquenza comune fuori e dentro gli stadi e non soltanto sui tifosi più esaltati ed esagitati. Le forze dell’ordine conoscono benissimo i componenti delle famiglie camorriste e delle altre organizzazioni criminali; a tutti questi, a torto o a ragione, bisogna impedire anche in maniera preventiva di fare del male, e lo si deve fare con durezza e con tutti i mezzi.

E bisogna farlo perché non si può più consentire a chicchessia (in Italia e all’estero) di credere che a Pagani, come in altre zone, esiste e persiste una “zona d’ombra” capace di travolgere tutto e tutti.

 

 

1 Commento

  1. Buongiorno direttore l’articolo é il più elegante dei modi per denunciare una tifoseria altrove mai più riscontrabile neanche nelle zone più remote dell’Africa o dell’India sub-hymalaiana.

    Proporre al prefetto la chiusura dello stadio a tempo indeterminato fin quando i delinquenti rei non si consegnano alle forze dell’ordine sarebbe il minimo provvedimento intelligente in una nazione come l’Italia.
    Va ricordato che oltre al pericolo di strage e omicidio multiplo hanno danneggiato anche la palazzina di un concittadino.
    Tali persone allo stato brado e bestiale ma travestiti da persone civili con auto, vestiti e lavoro normali non sono giustificabili con soli tre turni di penalità.

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