il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

La tendenza drammatica dei suicidi in carcere in Italia, occorre intervenire sulla concezione educativa che non c’è?

da Pietro Cusati ( Giurista- Giornalista)

 

 

 

 

 

 

 

 

Per il sovraffollamento delle carceri Italiane si continua a morire , due detenuti si sono tolti la vita in carcere a Verona e a Carinola, in provincia di Caserta. Un numero enorme ,dal 5 al 31 gennaio 2024, sono  state 15 le persone che si sono  suicidate nelle carceri italiane, una media di uno ogni due giorni.  È il quarto in Campania, il quindicesimo in Italia dall’ inizio del  2024. Il tasso di suicidi in carcere è 20 volte superiore ai suicidi delle persone libere.  “Di troppe speranze deluse si continua a morire in carcere. C’è un trend drammatico, occorre intervenire sull’organizzazione delle carceri, sul numero di psicologi, psichiatri ed educatori, figure di ascolto e di mediazione, ma anche sul numero dei progetti di inclusione sociale, di lavoro”, lo ha scritto in una nota il Garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, occorrono risposte concrete  prima che ci sia l’irreparabile.  Secondo  Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva alla Camera: “Un detenuto che era stato dimesso da qualche giorno dal reparto psichiatrico, ha deciso  di impiccarsi. I malati psichici non dovrebbero stare in carcere, ci meravigliamo per quello che accade in Ungheria, ma in Italia lo Stato è ‘fuorilegge’”. Nonostante le denunce di garanti e  associazioni , il tema continua a lasciare indifferenti  soprattutto  la politica di come funziona la giustizia italiana? La  piaga  dei suicidi in carcere ,anno dopo anno, diventa sempre più emergenza, numeri raccapriccianti, in poco più di un mese sono almeno 15 le persone che si sono tolte la vita in cella. E ci sono carceri dove i suicidi avvengono con una frequenza disarmante . Detenuti e agenti stavolta uniti nella critica al ministro Nordio che ha parlato di “una malattia ineliminabile”.  «I suicidi in carcere sono purtroppo una malattia ineliminabile», ha detto al Parlamento  il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Ma davvero è «ineliminabile?» I detenuti morti erano malati, tossicodipendenti, pazienti psichiatrici ?

 

 

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