Diplomi a gogò


Marco Bencivenga

Vendesi diplomi, mentre alla scuola pubblica il 61% dei fondi in meno. Scoperchiato un altro diplomificio a Patti, comune nel messinese con meno di 14000 abitanti, organizzato in modo da consentire a ragazzi residenti in ogni parte d’Italia ( Brescia,Trento, Monza, Taranto, Brindisi, Cosenza, Castrovillari, San Giovanni Rotondo e Sibari), la possibilità di sostenere interrogazioni e superare esami scritti,  senza mai essere presenti un solo giorno in aula. Per questo la Procura Generale della Repubblica, mediante le indagini condotte dagli uomini del Commissariato di Capo d’Orlando e coordinate dal Sostituto Procuratore Rosanna Casabona, ha richiesto il rinvio a giudizio di ben 25 persone, per associazione a delinquere, falso di pubblico ufficiale e falso commesso da privato. Senza mai entrare in classe, grazie ad un’unica interrogazione orale e la banalizzazione delle lezioni previste dai rispettivi programmi istituzionali, era possibile conseguire un diploma di maturità senza troppe preoccupazioni. Tra gli imputati  studenti, segretari, faccendieri e insegnanti, che addirittura lavoravano all’ interno della scuola senza  percepire alcuna  retribuzione  in cambio del solo punteggio utile all’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento. Dalle indagini preliminari avviate dalla polizia giudiziaria già dal 2006 è emerso che gli allievi, formanti ben 2 classi fantasma, sostenevano in 6 mesi una sola interrogazione  e  senza essere presenti alle lezioni,  sostenevano con profitto le verifiche di valutazione ottenendo il tanto agognato pezzo di carta. Ciò avveniva  anche grazie alla facilitazione delle consegne scolastiche predisposte da docenti compiacenti, alcuni dei quali, immessi in ruolo da quest’anno in altre province,  rischiano  addirittura il licenziamento. Gli agenti della Polizia Giudiziaria hanno, altresì, sequestrato diversi registri di classe, opportunamente manomessi al fine di attestare le presunte presenze degli allievi e consentire ad essi l’ammissione all’esame di maturità anche in assenza dei requisiti previsti dalla legge, oltre alle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà falsificate in relazione all’effettiva residenza degli studenti  nel territorio di competenza. Questo fatto, l’ennesimo della lunga serie avutasi quest’anno, ripropone con forza l’amara riflessione sulle ingenti risorse sottratte alla scuola pubblica, dove simili accadimenti sono rari, e destinate  alle scuole private. Fino allo scorso anno nel fondo previsto per la scuola pubblica, c’erano 126,7 milioni di euro  contro i 78,7 milioni previsti dalla direttiva 2011 presentata alla Commissione Cultura alla Camera: ben 48 milioni di euro in meno rispetto al 2010. Il dimezzamento dei fondi alle scuole non può che contribuire a peggiorare il livello qualitativo dell’istruzione nel nostro Paese. In una parola, tagliarci le gambe da soli, ma soprattutto segarle alle prossime generazioni per un’inevitabile declino economico e tecnologico della nostra amata Italia…

 

 

 

 

9 thoughts on “Diplomi a gogò

  1. viviamo in un paese dove oramai la realtà si è totalmente ribaltata,un paese in cui gli incompetenti legiferano,i furbi insegnano, i ladri e i disonesti comandano e fanno le riforme, un paese in cui gli sforzi di coloro che hanno avuto la costanza di studiare realmente e specializzarsi in un determinato settore non vengono premiati.
    La cosa preoccupante è la sicurezza…..un problema che evidentemente, viene posto ai margini del discorso politico!

  2. Il malcostume.
    Se ci fossero stati i dovuti controlli ispettivi quest’associazione truffaldina non sarebbe mai esistita. Bisogna rafforzare i controlli a livello ispettivo da pare del ministero dell’istruzione. Mi domando come possano accadere tali episodi. Purtroppo la risposta che mi viene in mente è la mancanza di controllo da parte di chi è obbligato a farlo; sicuramente il governo della scuola vive un momento di forte impotenza che è dovuto a carenze strutturali, economiche e governative.

  3. Le risorse previste per la scuola pubblica andrebbero auumentate come fatto in Germa…..
    nia sebbene la crisi. Condivido quanto scritto sop
    ra: controlli senza fine!

  4. Semplicemente senza parole…la cosa che più mi infastidisce è che spesso queste escamotage si usano al sud e nella mia terra la Sicilia terra che è spesso martoriata da criminalità d’ogni genere e che nonostante voglia riprendersi e risalire la china non glielo permettono…perchè è più comodo così perchè è più facile per chi la governa e la amministra speculare….finchè non cambierà la mentalità non andremo mai da nessuna parte!!

  5. Nulla da aggiungere se non pena per una classe di professionisti sempre più squalificata da persone che dovrebbero dedicarsi ad altri passatempi…

  6. … C’é sempre il sole dietro le nuvole, ma fin quando ci saranno persone disposte a svendere la propria dignità in cambio di denaro, niente cambierà. Purtroppo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *