Mercoledì nero per l’Italia

Filippo Ispirato

Giornata da cancellare per la
finanza italiana. Il mercoledì nero è stato segnato da un crollo di Piazza
affari e da un differenziale nello spread tra Bund tedesco e Btp italiano che
ha raggiunto un nuovo record sfondando ampiamente la barriera dei 500 punti. Procedendo con ordine,
relativamente al mercato borsistico la sfiducia ha colpito tutta Europa, Milano
in primis che chiude a -3,78%, Francoforte a -2,21%, Londra a -1,92% e Parigi a
-2,17%. Titolo peggiore a Milano Mediaset che lascia sul terreno il 12%.  L’ennesima giornata di passione per le borse
è dovuta essenzialmente alla situazione politica ed economica del  nostro paese, alle prese con una forte crisi
di Governo e con la difficoltà ad applicare concretamente le manovre previste
nel maxiemendamento per il risanamento del bilancio dello stato e del debito
pubblico. A preoccupare più della seduta
negativa a Piazza Affari è ormai il differenziale/spread sempre più alto tra
Bund  e Btp, che ha chiuso a quota 553,
con un picco durante la giornata di 575 toccato alle 12.50, sceso solo grazie
all’intervento massiccio della Bce che ha acquistato un grande quantitativo di
titoli di stato. Segno della sfiducia dei mercati finanziari e del momento
particolare che sta vivendo il nostro paese. Chi oggi vuole acquistare un Btp
decennale arriva ad avere un rendimento pari al 7,50%; domani ci saranno i
risultati definitivi dell’asta bot e si prevede addirittura un rendimento del
titolo a 12 mesi di circa il 7%; cifre inimmaginabili fino a qualche mese fa, e
che, in termini di rendimenti, ci paragonano alla Grecia.  L’attacco speculativo, perché a mio pare di
attacco speculativo si tratta, servirà ad indebolire ulteriormente il nostro
paese sulla scena internazionale: se da un lato, infatti, per i risparmiatori è
il momento migliore per acquistare titoli a così alto rendimento e poco
rischiosi, dall’altro significherà per le casse dello stato dover pagare
interessi più alti e questo sicuramente comporterà un aumento del debito
pubblico ( tutto l’opposto di quello che si vuole con la manovra finanziaria di
risanamento). Nel frattempo si dovrà aspettare
sabato per una soluzione alla crisi di governo e vedere, dopo le dimissioni di
Berlusconi se si passerà ad un governo tecnico transitorio o a nuove elezioni.
Intanto il maxiemendamento in corso di approvazione prevede l’innalzamento
dell’età pensionabile a 67 anni ma mantiene invariato l’articolo 8 dello
statuto dei lavoratori, allontanando, almeno per il momento, la possibilità di
licenziare con una certa facilità da parte delle aziende in crisi. Di oggi sempre la notizia della
nomina di sentore a vita di Mario Monti, presidente della Bocconi ed ex
commissario europeo affiliato al gruppo Buildeberg, da parte del presidente
della Repubblica Napolitano, da alcuni designato come probabile nuovo premier, situazione
del tutto simile al caso greco con l’elezione a presidente del governo di
coalizione di Papademos.

 

 

 

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